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LEINÌ. Di nuovo! Delibera sbagliata approda in Consiglio Comunale

LEINÌ. Di nuovo! Delibera sbagliata  approda in Consiglio Comunale

in foto, il Consigliere di Uniti per Leinì, Pierluigi Leone, ha individuato l’errore

Sembra uno scherzo e invece è tutto vero: per l’ennesima volta l’amministrazione del Sindaco Renato Pittalis ha presentato una delibera con un errore di forma.  Martedì all’ordine del giorno c’era il piano finanziario della Tari (Tassa sui rifiuti) ed è proprio su questo documento che l’amministrazione ha confuso le “utenze domestiche” con quelle “non domestiche”. Una delibera che, evidentemente, come al solito, nessuno aveva quasi mai letto prima del passaggio di giunta. Né il Sindaco, né gli assessori, né i consiglieri di maggioranza, nessuno. Per fortuna almeno tra i banchi dell’opposizione gli atti li leggono. Ma vabbè, così è se vi pare diceva uno una volta.  Il “patatrac” era gà successo nel mese di marzo sul “Caso Mappano” quando l’amministrazione era stata costretta a ritirare la delibera per un errore e poi ripresentarla qualche settimana dopo (di nuovo con qualche errore formale).  Il disastro è stato scovato, di nuovo, tanto per cambiare, dal consigliere di minoranza Pierluigi Leone, una sorta di occhio di lince quando ci sono da trovare errori nelle delibere della giunta Pittalis. “A nome del gruppo consiliare Uniti per Leinì - spiega Leone - chiedo il ritiro della delibera perché contiene un errore macroscopico, infatti  a pagina 3 nel secondo “considerato” è scritto che “a decorrere dal 1 gennaio 2022 è entrata in vigore la nuova disciplina che determina la totale disapplicazione della parte variabile della Tari a favore delle utenze domestiche che abbiano dichiarato entro il 31 maggio 2021 di non volersi più avvalere servizio pubblico”. L’errore consiste nel fatto che tale disciplina si applica alle utenze non domestiche e non a quelle domestiche, questo errore scombina tutto. Invito i consiglieri a prendere coscienza che per l’ennesima volta viene portato in Consiglio un atto sbagliato”. Insomma, la delibera dice, testualmente, che se un cittadino comune decide di non avvalersi del servizio pubblico può scrivere al Comune per chiedere che non gli venga più ritirata l’immondizia. Per metterla dove? Boh, chi lo sa, chi ha scritto la delibera non ci ha pensato. Il provvedimento, naturalmente, vale per le aziende che chiudono oppure modificano la loro produzione, uno scenario completamente diverso da quello delle utenze domestiche. In questo caso, però, l’amministrazione ha tirato dritto approvando il testo così com’era, sbagliato. “Non potevano fare altrimenti - spiega il consigliere di minoranza Francesco Faccilongo - perché era l’ultimo giorno utile per l’approvazione e quindi se lo sono dovuto tenere così. Mi pare una cosa assurda, ci troviamo di fronte ad un gruppo di dilettanti purtroppo, mi spiace per la città”.
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