GERMAGNANO. Le elezioni si avvicinano, a Germagnano come negli altri Comuni. Per questo abbiamo voluto intervistare Mirella Mantini, sindaco uscente del piccolo Comune delle Valli di Lanzo, per chiederle di fare un bilancio del suo mandato. Mantini si ricandiderà alle elezioni del 12 giugno.
Partiamo dall’attualità: cosa pensa delle parole di Airola sul Teatro Console?Lo stato di abbandono di cui lui parla lo abbiamo trovato noi nel 2004, quando si insediò l’ex sindaco Giorgio Marra. All’epoca io ero capogruppo. Abbiamo delle foto che dimostrano lo stato in cui versava il teatro. Cominciammo così un pellegrinaggio alla ricerca dei fondi, cercammo un progettista che avesse delle idee per ripristinare il teatro sulla base di un’ipotesi dell’architetto Monetti. Si voleva ridare qualcosa alla collettività che era stato perso negli anni ’80. Proprio qualche giorno fa l’Avis, che celebrerà il quarantunesimo anniversario, mi ha detto ‘l’abbiamo chiuso noi e lo riapriamo noi’, riferendosi ai quarant’anni passati dalla chiusura. Ad ogni modo, noi andammo in Regione e chiedemmo i fondi, che ci arrivarono. Erano 125mila euro, che in quegli anni non erano pochi. Non bastavano, così ne richiedemmo altri con il nostro progetto in mano, che prevedeva l’integrazione di culture diverse e la valorizzazione dell’aggregazione sociale. Ci diedero così altri 125mila euro. Cominciammo così a cercare un progettista. Scrisse un progetto che venne portato in Soprintendenza. Dalla Soprintendenza ci dissero che il progetto doveva essere rivisto, non bocciato. Poi Giorgio Marra diede le dimissioni e quindi questo progetto fu abbandonato. Arrivò poi Airola, prese in mano il progetto, lo cancellò e ne ripropose un altro attraverso la consulenza di un suo progettista di fiducia. Ma il progetto già c’era, andava solo modificato. Rifarlo ha significato, a mio parere, spendere dei soldi della collettività in maniera poco legittima. A novembre 2017, all’inizio del mio mandato, ricevemmo 60mila euro di finanziamenti dalla San Paolo, che eranofondi che erano stati approvati solo in linea teorica diversi anni prima. Dalla San Paolo ci dissero di aver fatto alcuni solleciti all’amministrazione precedente senza avere nessun riscontro. Noi invece li abbiamo presi. In più, nonostante questi soldi fermi ad aspettare, Airola fece un mutuo che stiamo ancora pagando. Per quanto riguarda i mezzi in stato di abbandono nel cortile del teatro di cui parla Airola, beh, dovrebbe vergognarsi di questo e di prendere in giro la popolazione. Fu Airola stesso a lasciarmi il teatro in stato di abbandono, abbiamo speso 7mila euro circa per rimettere a posto le finestre e proteggere il teatro dalle intemperie. Per quanto riguarda i mezzi, li avevamo tolti dal capannone municipale per rimuovervi l’amianto, che lui non si è degnato di togliere in dieci anni di amministrazione, e li abbiamo messi temporaneamente nel cortile del teatro. L’ex sindaco ha anche lasciato tutti i pullmini e i mezzi meccanici del comune proprio nel capannone con l’amianto. Abbiamo trovato così dei soldi per rimuoverlo, e per farlo posizionammo i mezzi temporaneamente nel cortile del teatro, per poi riportarli dov’erano originariamente. In più, ora che abbiamo messo a posto il capannone si riuscirà probabilmente a ottenere duemila euro di entrata al mese e a portare un’attività a Germagnano: mi sembra un ottimo risultato.Passando al suo mandato: questi sono stati i suoi primi cinque anni da sindaco, come li ha vissuti?E’ stata un’esperienza positiva, io sono una persona ottimista: sono di origine romagnola, e noi la prendiamo bene su tutto. Ciononostante sono da cinquant’anni a Germagnano, questo lo voglio dire, ed è questa la città che amo e di cui i cittadini mi hanno reso primo cittadino. In generale ho vissuto bene il compito amministrativo perché un po’ di conoscenza dell’amministrazione la avevo, ero responsabile di un Dipartimento al Politecnico di Torino. Ovviamente con la pandemia e con la guerra non è stato facile governare, perché sono sì arrivate delle risorse ma poi si è trattato di spenderle in maniera oculata. Si è cercato di dare questi fondi a tutti, alle famiglie e alle imprese. Ci sono state anche altre difficoltà. I dipendenti, per esempio, quando vincono un concorso vanno nei posti più vicini, e per questo in questi cinque anni c’è stato anche un turnover dei dipendenti, e ai nuovi abbiamo dovuto insegnare il funzionamento della macchina amministrativa. Una questione grave, invece, è stata la mancanza di segretari comunali. Mi capita spesso di svolgere, oltre al mio ruolo da sindaco, anche mansioni amministrative, che faccio volentieri, sia chiaro, e per quello che riesco do una mano. Un’altra cosa che non mi è piaciuta sono stati gli attacchi suoi giornali dell’ex sindaco. Avrei preferito che Airola venisse qui e mi dicesse: ‘Guarda, qui stai sbagliando’, come fanno tutti i cittadini che esprimono la loro opinione. Al sabato mattina mi fermano al supermercato mentre faccio la spesa e mi danno suggerimenti o mi chiedono le motivazioni di quello che ho fatto. Talvolta mi capita anche di dire ‘Ma sa che non ci ho pensato?’. Invece c’è stato un discredito continuo su tutto ciò che l’Amministrazione faceva. Eppure io ho portato tanti progetti prendendo fondi, facendo delle cose senza gravare sulle tasche dei cittadini: in cinque anni, infatti, io non ho mai aumentato le tasse. E ciononostante, col nostro impegno, abbiamo ottenuto dei risultati: guardate i marciapiedi, la bealera, la rimozione dell’amianto, l’ampliamento del cimitero, che inaugureremo la prossima settimana, così come tante altre opere che abbiamo fatto e che stiamo facendo.A proposito di opposizione: quella di Airola, fuori dal consiglio comunale, è stata forte. Che rapporto ha avuto invece con l’opposizione consiliare?Con l’opposizione consiliare abbiamo coltivato un ottimo rapporto: ci hanno lasciato lavorare. A dire il vero non è stato proposto granché. Anzi, ci siamo meravigliati di alcuni voti dati contro, ad esempio, alcune misure che avevamo preso per le frazioni, proprio da consiglieri comunali che vengono dalle frazioni stesse. Abbiamo ricevuto un no anche per quanto riguarda una variazione di bilancio in cui mettevamo dei soldi per l’asfaltatura del parcheggio di Castagnole e di un altro pezzo di strada. Va bene, ci sta, ma sembravano quasi dei ‘no’ per partito preso. Spesso mi dicono che in consiglio io non lascio parlare, ma quando chiedo di proporre non ricevo grandi risposte.Cosa rivendica di più di questo mandato?Parto con una cifra. Abbiamo svolto opere pubbliche per 2 milioni e 200mila euro, finanziate al 90% con fondi provenienti da progetti ministeriali, regionali e del Gal. La restante percentuale proveniva dalle casse del comune, ma sono stati soldi spesi con economia. Lo ripeto: abbiamo tolto l’amianto al capannone, che verrà utilizzato da attività commerciali che creeranno lavoro e contribuiranno a ripopolare il paese. In più, porterà un introito non indifferente alle casse del comune. Vado orgogliosa anche dei lavori alla bealera, specialmente in un momento come questo in cui l’acqua manca. Un altro obiettivo raggiunto riguarda i 543mila euro per la messa in sicurezza della strada di Castagnole. Abbiamo poi vinto due bandi del Gal da 100mila euro, che per un comune come il nostro valgono milioni. Un’altra misura di cui sono orgogliosa, e che se verremo rieletti proseguiremo, riguarda l’aggiustamento dei marciapiedi. Prima non si camminava più, c’erano delle buche enormi ed erano tutti rotti. Quando ci siamo insediati ne ho parlato con i miei assessori e ci siamo detto che dovevamo agire, perché poteva partire qualche sasso da un momento all’altro e fare seriamente male a qualcuno. Rifare i marciapiedi, inoltre, dà già un’estetica diversa, da paesino, che invoglia la gente a fermarsi. Gli stessi lavori al Teatro Console hanno ridato un’identità a un paese che non l’aveva più. Ma l’orgoglio più grande è questo: abbiamo fatto delle promesse e le abbiamo mantenute tutte.E c’è invece qualcosa che poteva essere fatta diversamente e su cui farebbe autocritica?La vita è un esame continuo e quindi sicuramente ci sarà stato qualcosa da migliorare. Non abbiamo la bacchetta magica. Per questo io chiedo a tutti i cittadini di dirci cosa secondo loro non va in paese, per cercare così di migliorare. Io sono il sindaco, ma i cittadini sono i miei occhi, e dunque se qualcosa non va mi aspetto che me lo si dica, perché sono stata messa qui proprio dai cittadini apposta per risolvere i problemi. A parte questo, però, io andrò sempre a testa alta per Germagnano, perché so che quello che ho fatto l’ho fatto col cuore, usando la mia intelligenza e la mia esperienza. Ho dato me stessa, e quindi non mi vergogno di nullaDi tutta l’esperienza amministrativa, forse, l’episodio più duro è stato il ritrovamento delle armi in macchina con il finestrino rotto. Da quel momento ècambiato qualcosa nel modo di vivere l’esperienza amministrativa e la propria vita personale?Di quell’esperienza non ho potuto parlare per molto tempo, perché ci sono ancora le indagini in corso. Ora che ne posso parlare dico che quell’esperienza ci ha fatto chiedere il perché sia successa. Sono qui da cinquant’anni e non è mai successo nulla, così come in cinque anni di mandato da sindaco. Mio marito e i miei consiglieri e assessori mi telefonano sempre per sapere se va tutto bene, se mio marito mi vede che tardo mi telefona, insomma, sì, sono cambiate un po’ di cose. Mi chiedo perché sia stata fatta questa cosa: per destabilizzare il Comune? Non lo so, saranno le indagini a chiarirlo, ma intanto io continuo e sono ancora qui.Passando alle elezioni: si sa già con quale squadra si ripresenterà?La vecchia squadra ci sarà tutta, tranne una persona. Ci saranno anche quattro persone nuove, che hanno un alto senso civico e hanno a cuore il bene del paese.A proposito di assessori, nel corso di questi anni ci sono state le dimissioni di Verra, che a quanto pare starebbe valutando l’idea di candidarsi. Qual è il suo punto di vista?So molto poco della vicenda, ma personalmente dubito che Verra si candidi. Si voleva candidare a Lanzo e me ne parlò nel settembre 2020. In quel momento gli avevo detto di aspettare ancora un po’ a dare le dimissioni, poi però lo fece. Probabilmente aveva già contatti con i partiti politici di alto livello che lo hanno portato poi a candidarsi a Torino. E mi è dispiaciuto che se ne andasse. In più, a proposito delle sue obiezioni a quest’amminiostrazione riportate dai giornali vanno dette alcune cose. Primo: non potevamo spendere dei soldi per il piano del colore quando invece il paese stava cascando in alcuni punti. Ora metteremo a posto il piano regolatore anche per migliorare da quel punto di vista. In quel momento le priorità erano altre, bisognava aspettare, fare le cose necessarie e poi passare al piano del colore. E proprio con l’obiettivo di guardare al futuro gli chiesi di cominciare a progettare la sua attività in merito ai lavori pubblici: sto ancora aspettando che lo faccia… Infine, iprogetti che abbiamo attuato non erano di piccola entità, come ha scritto lui, ma vanno inserite in una programmazione generale del futuro del paese.Passiamo a questioni più generali, che forse sono meno soggette al margine di manovra di un’amministrazione comunale: paesi come Germagnano rischiano di spopolarsi. Che cosa servirebbe per contrastare questa tendenza?Serve lavoro per tenere i giovani qui, bisogna dare loro tutti i servizi che richiedono per far sì che stiano e non vadano a Torino. Come esempio, stiamo lavorando anche perché la cartiera riprenda vita e crei nuova occupazione. Stiamo contrastando il decentramento dei servizi pensando a riportarli qui per bambini, adolescenti, adulti e anziani. Un altro problema che dobbiamo contrastare è il decremento demografico. Per farlo stiamo attuando anche dei progetti sociali per l’integrazione delle fasce più anziane con quelle più giovani. Tramite un progetto, ad esempio, abbiamo favorito lo scambio di conoscenze tra anziani e giovani. I più anziani hanno insegnato ai giovani a fare la maglia o a giocare a carte. E’ stata una bella esperienza. Infine, per valorizzare il territorio vorrei prendere esempio dalla Romagna: qui abbiamo un’aria stupenda, un fiume e delle montagne meravigliosi, e dobbiamo valorizzare queste bellezze naturali per far sì che chi abita a Torino venga qui a goderne.Per concludere vorrei discutere un po’ di politica nazionale. Prima cosa: Draghi sì o no?Draghi sta facendo tutto bene secondo me. Si è trovato nel bel mezzo di una crisi politica non indifferente ed è riuscito a riprendersi in mano il Paese. Ha dato anche liquidità alle famiglie e ai Comuni. Di conseguenza è riuscito per ora a far sì che le famiglie non abbiano risentito eccessivamente della crisi. Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, e di fronte alla situazione, dico solo una cosa: abbiamo smesso di fare il servizio militare… Anche sulle spese per le armi ha fatto bene secondo me, in questo momento era necessario. In generale, questo Governo sta lavorando bene.Il suo voto più a sinistra?Allora… Bertinotti non l’ho mai votato [sorride]… direi PD.Il suo voto più a destra?La Lega.E se dovesse iscriversi in una certa tradizione politica?Non sono tesserata a nessun partito, faccio amministrazione e non politica come ai piani alti. Qui lavoriamo senza colori politici, per il bene della nostra collettività. Nella mia squadra ci sono persone di destra e di sinistra, andiamo perfettamente d’accordo.Passando ai diritti civili: sull’eutanasia come la pensa?Sull’eutanasia c’è un grande dibattito politico. Io credo che la speranza sia l’ultima a morire, e finché c’è vitaci sono speranze. Non sono però per l’accanimento terapeutico, e quindi in quel caso l’idea mi sembra più accettabile. Ad ogni modo, la scienza fa passi da gigante: ciò che oggi non curiamo lo cureremo. E glielo dico avendo mio marito e mio figlio che sono medici di professione!Per quanto riguarda il matrimonio tra due persone dello stesso sesso e la possibilità che adottino dei figli?Per me il matrimonio è assolutamente legittimo. Ho sposato io stessa delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Se due persone si vogliono bene se ne vogliono senza distinzioni, e non vedo perché io debba impedirglielo.Ultima domanda, tornando alle nostre Valli: ad affrontare la prova elettorale sul territorio sarà anche Franco Romeo, sindaco di Balangero. Che rapporto avete avuto in questi anni di mandato?Non abbiamo avuto rapporti istituzionali particolarmente stretti, ma quando c’è stata la necessità ci si è aiutati. Eravamo entrambi molto impegnati con i nostri compiti istituzionali.
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