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GERMAGNANO. Airola punta il dito contro Mantini sul Teatro Console

GERMAGNANO. Airola punta il dito contro Mantini sul Teatro Console

Il teatro Console nel 2020

GERMAGNANO. "Leggo molto indignato e arrabbiato per le bugie esternate dalla Sindaca Mirella Mantini sui settimanali Il Risveglio e Il Canavese a proposito del recupero del Teatro Salone Console" scrive Francesco Airola, ex sindaco di Germagnano e ora nuovamente candidato, in una nota ai giornalisti. Airola si riferisce all'inaugurazione del Teatro Console, rinnovato dopo i lavori di ristrutturazione durati circa quindici anni, avvenuta due settimane fa con tanto di cerimonia isttituzionale. "A nome anche dei diversi consiglieri che con me hanno retto le due precedenti amministrazioni Comunali - ammette Airola - plaudo che si sia data continuità al progetto per il recupero di un altro pezzo dell'immobile del Teatro Console". II primo problema, per Airola, è che "purtroppo con questo ultimo intervento di recupero, il teatro ha perso la sua identità originale". Ma questo è il meno. "Mantini, per speculazione elettorale, si arrampica sui vetri e cerca di accreditarsi tanti meriti che non ha, e dunque è bene che sia rivista la storia recente" scrive pungente l'ex primo cittadino. "Infatti, dalla inconfutabile documentazione amministrativa e fotografica emerge palesemente la verità". In cosa consistono le argomentazioni di Airola? "Intanto è bene precisare - scrive - che il primo intervento per il recupero di detto Immobile iniziò nel 2009. A novembre 2006 l’allora Sindaco Marra liquidò a un suo amico professionista una parcella di circa 23mila euro, relativa a un progetto ritenuto poi non compatibile per il recupero del Teatro e Salone Console. A dicembre 2006 il Sindaco Marra si dimise e il Comune fu commissariato. La nuova amministrazione Comunale che si insediò nel 2007, e con l’aiuto di diversi volontari e associazioni incominciò a operare su quell'immobile al tempo fatiscente". A quel punto "si diede l’incarico a un nuovo professionista, che presentò il progetto alla Soprintendenza delle belle Arti e ottenne il via libera per iniziare i lavori di ristrutturazione di questo pubblico immobile. Quindi il primo lotto dei lavori comprese la verifica e il potenziamento statico, con la costruzione di una nuova soletta portante che divide i due saloni dal piano terra al primo piano, il rifacimento del tetto, il restauro dell’intonaco e la completa tinteggiatura esterna, riproducendo i colori e dipinti ornamentali originali e la sostituzione dei serramenti. Ultimati detti lavori, la Giunta si prodigò nuovamente per ottenere dalla fondazione compagnia San Paolo un contributo per il recupero dei dipinti interni al locale del teatro e sopra al Salone delle feste". Airola fa poi un salto temporale di tredici anni. In piena pandemia, secondo quanto scrive, lo stabile sarebbe stato lasciato a sé stesso: "Come tutti i nostri concittadini possono ricordare, durante l’anno 2020, il sottoscritto rilasciò delle dichiarazioni ai settimanali locali, con relative fotografie, con le quali denunciavo il nuovo stato di abbandono che si era creato nel cortile circostante il Teatro e il salone Console, il quale era diventato il deposito di autocarri e attrezzature del Comune lasciate lì al degrado e alle intemperie". Il punto di Airola è questo: l'inizio dei lavori è stato effettuato da un'altra Giunta (Marra, marito di Mantini ed ex sindaco, ci avrebbe provato senza successo) mentre la sindaca non avrebbe portato avanti a regola d'arte l'opera di recupero dello stabile. Da qui la frase caustica con cui Airola conclude la sua nota: "Invito la Sindaca e sua amministrazione a non capovolgere le verità per effimere speculazioni elettorali, onde non offendere il capillare lavoro profuso dai molti cittadini volontari che vogliono bene a questo loro Comune. Perché i soldi spesi dalla Pubblica Amministrazione sono sempre e comunque denari che escono dalle tasche dei contribuenti cittadini".
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