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VOLPIANO. “Quella volta che una giornalista mi chiamò e mi disse che c’era un mandato di arresto per Coral”

VOLPIANO. “Quella volta che una giornalista mi chiamò e mi disse che c’era un mandato di arresto per Coral”

Francesco Goia, ex Sindaco di Volpiano

Francesco Goia fa politica ormai da più di 50 anni e in quel di Volpiano è una sorta di istituzione, il padre nobile della lista che governa la città da anni, Uniti per Volpiano.  Sindaco dal 2001 al 2011 ha ricoperto quasi tutti gli incarichi possibili.  Oggi ha 79 anni ma, dopo 10 anni passati con la fascia tricolore, ha “benedetto” i suoi successori: De Zuanne prima e Panichelli adesso.  Il racconto della sua esperienza politica parte dal 1970 e ripercorre tutti gli ultimi 50 anni con una politica che è cambiata e un consiglio comunale che, da agone politico, si è trasformato, secondo Goia, in una sorta di organismo ratificatore dove quando non si ratificano delibere si parla di “interrogazioni che fanno venire il latte alle ginocchia”. Quando ha iniziato a fare politica? Nel 1970 se intendiamo politica attiva, con un ruolo. Sono stato eletto consigliere comunale. Cosa fa adesso nella vita? Segue ancora la politica locale? Sono un’attivista della politica locale, penso di contare ancora qualcosa. Ho ancora qualche incarico che deriva dall’esperienza amministrativa, sono Presidente del Consorzio per l’Arginatura e Sistemazione Torrente Banna-Bendola. In che partito ha iniziato la sua esperienza politica? Come indipendente nella lista del PCI, perché non ero iscritto, ero indipendente, un figlio del 68.  Quindi il suo avvicinamento alla politica è iniziato dopo il 68... Avevo già fatto scioperi, seguito il sindacato in fabbrica, ero operaio Fiat. Dai fatti di Piazza Statuto del 62 in avanti mi sono impegnato in politica. Adesso è iscritto a qualche partito? Lo è stato in passato? Sono stato iscritto al PCI dal 71 fino a quando si è sciolto, poi in tutti i partiti della sinistra fino al Pd al quale sono attualmente iscritto. Si sente rappresentato da qualcuno? Un politico... Mi ritrovo molto in Letta, mi andava bene anche Bersani in passato. Persone che hanno capacità ma che sanno essere alla portata di tutti. Poi ci sono Chiamparino e Fassino che avevo conosciuto anche di persona, li apprezzavo. Ma adesso dico una cosa che non ho mai detto credo... Dica...  “Io ho avuto la fortuna di sposare una persona che non ha avuto la valorizzazione che meritava ma che per me è stato un affare sotto l’aspetto politico e culturale, mia moglie mi ha fatto fare un salto di qualità”.  Com’è cambiata la politica da quando lei ha iniziato? La politica segue i cambiamenti della società. Io sono di origine contadina. Fino alla metà degli anni 50 l’agricoltura aveva un peso enorme, poi ha preso un peso la classe operaia. È stata determinante in molte decisioni e nelle definizioni. Poi è iniziato il declino, numerico, con il calo dei dipendenti. Non è che non esista più l’operaio ma non ha più quel peso sociale che aveva anni fa. O magari vota Lega... Non è quello il problema, il peso della classe operaia si è ridotto. Le automobili si continuano a fare ma il tempo e le tecnologie hanno sostituito una parte del lavoro dell’uomo. Anche tutta la parte legata agli uffici, gli impiegati prima facevano le buste paghe con le calcolatrici. Era inevitabile. Vogliamo dire del peso del Sindacati? Adesso non è più quello degli anni 70, allora il riferimento erano le persone in carne ed ossa, organizzate. Il livello della politica oggi è più basso o più alto? Adesso è tutto più variegato, il cambio di opinione e il cambio di casacca è più evidente che in passato. C’era anche in passato ma c’era una convinzione di fondo. Adesso rappresentare i più deboli non è come un tempo, era più semplice perché erano organizzati. Ora con i social l’informazione e la disinformazione sono alla portata di tutti. Si sentono cose che una volta sarebbero stata spazzatura. Ci sono anche lati positivi, c’è un acculturamento di molti ma anche un frastuono mediatico.  Ci sono pure i politici che commentano gli interventi dei comici a Sanremo... Una volta c’erano? Il commento poteva esserci ma non diventava l’essenza della vita ma un episodio, oggi diventa un modo per qualificare la vita delle persone. È un mondo che è cambiato. Io spero di essere riuscito ad adeguarmi a questa realtà anche se una parte è sempre meno chiara che in passato. Non è solo meno chiara a me che sono un matusa ma anche a chi è più giovane di me.  E a livello locale? Com’è la situazione? Qui se uno fa politica amministrativa, in senso vero, prevale molto meno di prima l’appartenenza. Ci sono meno i partiti? Sono sempre più liquidi, l’ultima struttura partitica l’hanno fatta i 5 Stelle, anche a Volpiano. All’inizio avevano una militanza importante ma questo modo di essere non aveva un’adesione completa nella società, il crollo è anche dovuto a questo. I voti che in questi 2-3 anni sono andati via dai 5 Stelle e dalla Lega, però, non tornano agli altri partiti, vanno nell’astensione, gente che non vota più.  Un momento bello e uno brutto della sua avventura politica? Penso di aver dato un buon contributo, ci sono stati dei momenti più esaltanti e altri in cui uno deve mordere un po’ il freno. Ora però ho poca memoria, ci sono cose non tanto visibili che poi danno soddisfazione. Persone che ti ricordano per certe cose che magari non sono così importanti. Ci sono stati altri momenti in cui avrei preso a calci qualcuno. Le manca la politica? Il Consiglio Comunale... Sono stato per 40 anni consiglieri, 20 anni all’opposizione, vice sindaco, Sindaco. Mi manca ma negli ultimi anni il livello del Consiglio è calato, il modo di affrontare gli argomenti era un’altra cosa in epoche passate. Da alcuni anni il Consiglio Comunale è stato svuotato, si discute di bilancio, piano regolatore e poi cose di routine. Prima si discuteva di progetti ora è tutto trasferito altrove. Ci sono interpellanze che fanno venire il latte alle ginocchia, ma da parte di tutti, minoranza, maggioranza. Ai miei tempi la discussione sul bilancio era vera, non si parlava come oggi di stupidaggini. Non è solo una questione di persone ma anche di leggi. Ora con il patto di stabilità è tutto più imballato. La discussione su bilancio e urbanistica, prima, era importante, adesso si dicono cosette da quattro soldi. È cambiata la legislazione sul tema, molte volte l’amministrazione vorrebbe fare cose ma sono i funzionari a determinarle. Le responsabilità oggettiva sugli atti è dei funzionari, una volta invece la concessione edilizia era firmata dall’assessore. Un ruolo fondamentale ce l’hanno le determine ma non le fa mica la politica. Una volta si discuteva sul progetto di una scuola ora va già bene se passa in giunta.  Che momento fu la sfida con Coral? Io avevo appena finito i miei anni da Sindaco. Ero il capolista della civica che sostenne De Zuanne. Il giorno del primo consiglio comunale, ricordo, mi telefonò una giornalista e mi disse: “Voi siete bravi nel far fuori l’opposizione, non lo sa che c’è un mandato di arresto per Coral?”. La mattina dopo l’insediamento di De Zuanne arrivò questa notizia. Questa vicenda pesò molto sul primo mandato di De Zuanne perché c’era un controllo forte da parte degli inquirenti, una sorta di bolla. Qual è il segreto della continuità amministrativa a Volpiano? Ho trovato ottimi eredi, pur nella diversità, avevano e hanno un’altra visione, erano  e sono più giovani. Quello che è rimasto in De Zuanne e in chi amministra adesso è un modo di affrontare i problemi: c’è una solidarietà tra i consiglieri che permette di superare i momenti difficili.  Eppure alcuni problemi restano in città... La cosa più evidente degli ultimi anni è la maleducazione: penso alle cacche dei cani in giro. Non c’è multa che tenga ma tutto dipende dalla maleducazioni delle persone, dai padroni dei cani. Poi ci sono certe violenze gratuite, la distruzione di alcune cose. Poi a Volpiano c’è il problema del personale del Comune, certe cose non si fanno perché non ce n’è.  Qualcuno, dalla minoranza, ha evidenziato come la percentuale di consenso per la lista che da tempo vince le elezioni stia scendendo. Ai suoi tempi lei vinceva con il 60%, oggi vincete con il 45%, come mai? Quando vincevo con il 60% eravamo due o tre liste. Quando ci sono tanti candidati è normale, una lista almeno 500 voti li prende. In realtà, però, rispetto a 5 anni fa i voti di Panichelli sono gli stessi che aveva De Zuanne. Chi si candida ha un po’ di amici, i parenti, i voti li prende e così il voto si disperde e la maggioranza diventa sempre più relativa. In ogni caso non c’è nessun calo, con 6 candidati a Sindaco, come nel 2021, non è un segno di minore presa, avere il 45%. Anzi, significa avere una presa alta nell’elettorato. Nei comuni sopra i 15 mila abitanti c’è chi diventa Sindaco con percentuali sotto il 30% al primo turno, come successe a Torino nel 2016.  In ogni caso, da solo Panichelli avrebbe vinto con il 60% Che effetto le fa vedere, di tanto in tanto, la città accostata alla criminalità organizzata? Mi fa rabbrividire, Volpiano non si merita questo. Ci sono, è vero, occupano dei pezzi di società ma non c’entrano nulla con l’amministrazione comunale e i volpianesi, sono esterni. Tutte le volte che esce il nome di Volpiano mi arrabbio. Volpiano è uno dei primi posti in cui un bene sequestrato alla Ndrangheta ha avuto una nuova destinazione e si è potenziata: la caserma dei vigili del fuoco volontari. Di fianco c’è anche la sede nazionale della scuola per le unità cinofile. Insomma, Volpiano non merita questa nomea”.
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