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01 Febbraio 2022 - 15:51
“Azione, per nome del suo rappresentante sul territorio di Ciriacese e Valli di Lanzo, l’architetto Matteo Maino, condanna fermamente i gravi atti dolosi che hanno colpito il nostro territorio. Non e’ più tollerabile che appena raggiunte le condizioni di bassa piovosità e forte vento, si debba subire inermi questo scempio di territorio e natura. Ringraziamo i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e i Volontari dell’AIB, che con grande coraggio, competenza e tenacia, si occupano tutti i giorni di proteggere i nostri fragili territori da queste azioni dolose e irresponsabili. La fauna selvatica e i nostri boschi, soprattutto nelle area a Riserva Naturale, vanno protette e salvaguardate da scellerate incursioni di soggetti sciocchi e miopi, mossi solo da interessi personali incomprensibili. Esprimiamo altresì la nostra vicinanza verso quei territori, colpiti duramente dagli stessi incendi di natura dolosa: Val di Susa e Col del Lys, Andrade e San Donato Biellese. Invitiamo la popolazione tutta a fare da “sentinella” per possibili nuovi roghi; solo un’azione tempestiva può fermare il diffondersi del fuoco ad aree sempre più vaste”.Tra i luoghi citati nel comunicato c'è anche il Col del Lys. Già, perché proprio qui è stato appiccato l'altro incendio. per la precisione, il Comune è Rubiana in Val di Susa. Episodi di questo tipo sono diffusissimi, e riguardano purtroppo diverse parti del mondo. Conosce bene il problema Daniela Majrano, sindaco di Viù e Vicepresidente dell'Unione Montana Alpi Graie. Viù è uno dei due poli collegati dal Col del Lys. Non è distante da Rubiana e ha i suoi stessi problemi. Da tempo Majrano e gli altri sindaci dell'Unione si pongono il problema della siccità. "La siccità è tanta - spiega il sindaco - abbiamo grosse carenze d’acqua e assistiamo al moltiplicarsi degli incendi. La portata dell'acqua piovana è calata, e alcuni versanti ne hanno una grave carenza". Una situazione drammatica per tutti i territori interessati. Salendo di scala e guardando alla questione uscendo dai confini di Viù ci si accorge che, oltre all'imbecillità di chi appicca i roghi, c'è un problema ben più grande: "Il problema è il cambiamento climatico. L’ultima precipitazione l’abbiamo vista l’8 dicembre. A questo si aggiungono le raffiche di vento a sessanta chilometri l’ora. Non c'è ombra di perturbazioni neanche in autunno o in inverno, che sono tendenzialmente stagioni piovose". A questo si aggiungono fattori più contingenti: "Il fogliame e i rami per terra in autunno sono un innesco formidabile e permettono alle fiamme di divampare". Il problema della siccità non è collegato anche agli incendi, ma ha ovviamente delle ripercussioni sull'agricoltura. Ne sconvolge i ritmi gravemente alterando i suoi cicli produttivi.
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