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VIÙ/VAUDA. Incendi e siccità: la colpa è del cambiamento climatico

VIÙ/VAUDA. Incendi e siccità: la colpa è del cambiamento climatico
VIÙ/ALTO CANAVESE. Nella giornata di lunedì 31 gennaio si sono verificati sul territorio canavesano e delle valli di lanzo / val di Susa due incendi a poche ore di distanza l'uno dall'altro.  Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Volontari dell'AIB sono subito accorsi sui luoghi interessati dai roghi. Le operazioni d speginmento sono state lughissime. Il primo incendio ha colpito il parco della Vauda, tra la riserva e l’area militare. A causa del forte vento di foehn e fiamme si sono rapidamente diffuse nel sottobosco interessando un’ampia zona dell’area militare. Vigili del fuoco e volontari dell’Aib sono stati impegnati nel contenimento delle fiamme per ore e ore. L'incendio era di natura dolosa, quindi dei responsabili che l'hanno appiccato ci sono. Insiste principalmente su questo aspetto il comunicato pubblicato dal gruppo "Azione Ciriacese e Valli di Lanzo":
Azione, per nome del suo rappresentante sul territorio di Ciriacese e Valli di Lanzo, l’architetto Matteo Maino, condanna fermamente i gravi atti dolosi che hanno colpito il nostro territorio. Non e’ più tollerabile che appena raggiunte le condizioni di bassa piovosità e forte vento, si debba subire inermi questo scempio di territorio e natura. Ringraziamo i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e i Volontari dell’AIB, che con grande coraggio, competenza e tenacia, si occupano tutti i giorni di proteggere i nostri fragili territori da queste azioni dolose e irresponsabili. La fauna selvatica e i nostri boschi, soprattutto nelle area a Riserva Naturale, vanno protette e salvaguardate da scellerate incursioni di soggetti sciocchi e miopi, mossi solo da interessi personali incomprensibili. Esprimiamo altresì la nostra vicinanza verso quei territori, colpiti duramente dagli stessi incendi di natura dolosa: Val di Susa e Col del Lys, Andrade e San Donato Biellese. Invitiamo la popolazione tutta a fare da “sentinella” per possibili nuovi roghi; solo un’azione tempestiva può fermare il diffondersi del fuoco ad aree sempre più vaste”.
Tra i luoghi citati nel comunicato c'è anche il Col del Lys. Già, perché proprio qui è stato appiccato l'altro incendio. per la precisione, il Comune è Rubiana in Val di Susa. Episodi di questo tipo sono diffusissimi, e riguardano purtroppo diverse parti del mondo. Conosce bene il problema Daniela Majrano, sindaco di Viù e Vicepresidente dell'Unione Montana Alpi Graie. Viù è uno dei due poli collegati dal Col del Lys. Non è distante da Rubiana e ha i suoi stessi problemi. Da tempo Majrano e gli altri sindaci dell'Unione si pongono il problema della siccità. "La siccità è tanta - spiega il sindaco - abbiamo grosse carenze d’acqua e assistiamo al moltiplicarsi degli incendi. La portata dell'acqua piovana è calata, e alcuni versanti ne hanno una grave carenza". Una situazione drammatica per tutti i territori interessati. Salendo di scala e guardando alla questione uscendo dai confini di Viù ci si accorge che, oltre all'imbecillità di chi appicca i roghi, c'è un problema ben più grande: "Il problema è il cambiamento climatico. L’ultima precipitazione l’abbiamo vista l’8 dicembre. A questo si aggiungono le raffiche di vento a sessanta chilometri l’ora. Non c'è ombra di perturbazioni neanche in autunno o in inverno, che sono tendenzialmente stagioni piovose". A questo si aggiungono fattori più contingenti: "Il fogliame e i rami per terra in autunno sono un innesco formidabile e permettono alle fiamme di divampare" Il problema della siccità non è collegato anche agli incendi, ma ha ovviamente delle ripercussioni sull'agricoltura. Ne sconvolge i ritmi gravemente alterando i suoi cicli produttivi.

La spiegazione dello scienziato

Torniamo ai cambiamenti climatici. Se è vero che va stigmatizzata la pratica di appiccare roghi che possono devastare interi ecosistemi, bisogna anche allargare lo sguardo ponendo la lente di ingrandimento sulle cause strutturali della propagazione degli incendi. Queste cause confluiscono sotto la stessa etichetta: "Riscaldamento globale". La connessione tra gli incendi e l'aumento di Co2 nell'atmosfera può non essere così autoevidente. Abbiamo pensato, quindi, di farci spiegare come avvengono questi gravi episodi e come si collegano al riscaldamento globale dal meteorologo nolese Andrea Vuolo. Vuolo spiega che “questa tipologia di incendi è sempre dolosa, ma è innegabile che la siccità svolga un ruolo nella loro propagazione . La zona ovest del Piemonte sta risentendo di una carenza di piogge dell’autunno 2020, e attualmente è abbondantemente sotto la media. Negli ultimi due o tre mesi, dopo un’estate molto secca assistiamo a un campo anticiclonico che impedisce alle perturbazioni di passare". Prima di proseguire, va chiarita la nozione di "anticiclone": "I moti atmosferici seguono le correnti cicloniche e quelle anticicloniche. Le seconde sono contraddistinte dal clima soleggiato, mentre le prime dalle perturbazioni". Il Piemonte, spiega Vuolo, sta risentendo proprio delle correnti anticicloniche, anche per via del tipico territorio montuoso. Non trascurabile, come ha già anticipato Majrano, l'influenza del vento: "Ieri c'è stato questo episodio di Foehn violentissimo, con raffiche di 450 km/h in montagna e 70 km/h in pianura". Sicuramente il vento avrà complicato le operazioni di spegnimento attuate dei Vigili del Fuoco Vuolo racconta anche un'altra interessante caratteristica del cambiamento climatico che potrebbe rendere un po' più nitido il legame con questi violenti episodi incendiari: "Il cambiamento climatico sta portando diversi eventi estremi, tra cui, per l'appunto, siccità e incendi". La tesi era già stata sostenuta da diversi ricercatori europei, che avevano spiegato che i modelli utilizzati trenta o quarant'anni fa per leggere l'evoluzione del cambiamento climatico si sono dimostrati sempre più "ottimistici". Infatti, mentre fino agli anni '90 gli scienziati credevano che il questo fosse un fenomeno che avvenisse lentamente e senza implicare evidenti manifestazioni catastrofiche, al giorno d'oggi la scienza è giunta alla conclusione che i sintomi dell'innalzamento della temperatura della Terra possono essere anche alluvioni, siccità e incendi. “Ci stiamo rendendo conto – conferma Vuoloche il riscaldamento globale sta accelerando vertiginosamente”. Le scienze dell’atmosfera hanno così cambiato gli strumenti per leggere il cambiamento climatico. Questo ammodernamento è stato possibile introducendo anche fattori causali di tipo economico e sociale, come ad esempio l’azione delle grandi industrie: “Già trent’anni faconclude Vuolo - si parlava di global warming, ma l’idea che il riscaldamento globale è provocato dalle grandi multinazionali e dalla loro attività è recente”.
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