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La storia di Manuela, una vita per aiutare gli altri

Lavoro, famiglia, passioni di una mamma chivassese molto attiva nel sociale

CHIVASSO

Manuela Livoni, classe 1977, origini sarde da parte di mamma Anna e di papà Franco

Classe 1977, origini sarde da parte di mamma Anna e di papà Franco, ma è nata a Corio e risiede a Chivasso dal 2006. Fin da piccola era già spiccatissima in lei l’indole di aiutare gli altri.

Manuela Livoni da piccola

Inizialmente le sarebbe piaciuto fare la veterinaria da grande, ma successivamente la scelta è andata su infermieristica. “Il desiderio era forte, ma la mia sensibilità e la mia empatia sono sempre state così forti da impedirmi di seguire quella strada - comincia a raccontare -. Se mi capitava di soccorrere qualcuno, subito dopo svenivo, mi è successo anche con mia mamma ad esempio, e così ho capito che sarebbe stato meglio optare per altro”.

Manuela si è iscritta al Paolo Boselli e si è diplomata come tecnico di gestione aziendale. Ha cominciato a lavorare fin da subito, sia in ufficio che nella ristorazione, e questo per realizzare il desiderio di andare a vivere da sola, cosa che ha fatto a diciannove anni. Ha poi iniziato a viaggiare facendo le stagioni e fra i periodi più belli ricorda i sei mesi trascorsi sull’isola di Man.

2001, sull'isola di Man

“Successivamente sono rientrata in Italia, per stabilirmici definitivamente e stare vicina alla mia famiglia. E’ iniziata la mia storia con Daniele, che è poi diventato mio marito e nel 2002 è nato Maurizio. Nel 2009 è poi nata Francesca” racconta.

Lavorativamente parlando, una volta rientrata, Manuela Livoni si è occupata del settore impiantistico-elettrico e del fotovoltaico, facendo la commerciale.

Nel 2011 la separazione dal marito e successivamente l’incontro con Carlo, il suo attuale compagno, con cui ha avuto la figlia Alessia nel 2014. “A cavallo fra 2014 e 2015 ho aperto un micronido, un nido in famiglia, e ho cominciato a seguire diversi corsi, fra cui quelli di disostruzione delle vie aeree. E’ scoppiata in me una grande passione e ho trovato il giusto compromesso, adatto al mio modo di essere, per aiutare le persone e fare quindi ciò che ho sempre desiderato. Nel 2016 ho perso mia madre e, in me, la vocazione è diventata ancora più forte dopo che mio suocero è morto per arresto cardiaco - spiega -. Nel 2018 sono diventata istruttrice di BLSD e successivamente, con un gruppo di amici, ho cardio-protetto la frazione Mandria. Mi è venuta quest’idea perché lì hanno luogo molti eventi e sarebbe stato utile avere del personale formato in loco, in caso di necessità, senza dover per forza aspettare l’arrivo di un’ambulanza. In occasione del mio compleanno, il mio ‘40 + 1”, così lo avevamo soprannominato, al posto dei regali ho proposto agli amici di fare una raccolta fondi per acquistare il defibrillatore e anche il bar locale ha contribuito all’iniziativa. Sono stati fatti corsi per tante persone, quarantasette nello specifico, ed è stato acquistato il defibrillatore”.

Con il compagno Carlo

Novembre 2018, Manuela diventa istruttore di blsd

Raccolta fondi a Mandria. In foto Manuela e Beppe, titolare del bar/trattoria

Da allora Manuela ha tenuto tantissimi corsi, in associazioni sportive e non, nel chivassese e non solo. Nel 2021 ha acquisito il titolo di formatore di istruttori. L’obiettivo è rimasto sempre il medesimo: insegnare e trasmettere questo importante messaggio, per salvare delle vite umane. “Dal 2019 al 2021 ho istruito circa 500 persone” afferma fiera e sorridente.

Da maggio 2022 ha cominciato a mettere piede nelle scuole, con l’idea di voler insegnare ai ragazzi e di cercare di cambiare la loro cultura riguardo a questo importante argomento, rivolgendosi, nello specifico, a bambini e ragazzi nella fascia di età che va dalla quarta elementare alle superiori, in Torino e provincia.

Durante uno dei suoi corsi

Manuela Livoni grazie a questo ha sentito di poter svolgere al 100% quella che ritiene la sua “mission”, il tramettere a più persone possibile le nozioni che potrebbero permettere di salvare una vita in caso di necessità.

“Oggi mi reputo soddisfatta della mia vita, ho tre figli e un compagno che adoro; la famiglia è la grande passione della mia vita, e ho la fortuna di fare il lavoro che amo e che mi appassiona. Non vi ho detto che ho anche un amore smodato per i miei ‘figli pelosi’, ovvero quattro gatti e un cane, tutti adottati dalla strada. E fra le varie cose, oltre a viaggiare, mi piace scrivere poesie o brevi riflessioni di vita vissuta - racconta -. Per il futuro mi auguro di essere un buon esempio per i miei tre ragazzi e di indirizzarli sulla giusta strada. Essendomi poi sempre mossa nell’ambito del sociale, organizzando e contribuendo a svariate iniziative, aggiungo anche che desidero continuare a farlo. Inoltre sono a disposizione, a titolo gratuito, per chi volesse imparare le manovre salvavita e come si utilizza il DAE e gli interessati possono contattarmi a blsd.sviluppocardioprotezione@gmail.com”.

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