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Chivasso
14 Gennaio 2023 - 18:09
Manuela Livoni, classe 1977, origini sarde da parte di mamma Anna e di papà Franco
Classe 1977, origini sarde da parte di mamma Anna e di papà Franco, ma è nata a Corio e risiede a Chivasso dal 2006. Fin da piccola era già spiccatissima in lei l’indole di aiutare gli altri.

Inizialmente le sarebbe piaciuto fare la veterinaria da grande, ma successivamente la scelta è andata su infermieristica. “Il desiderio era forte, ma la mia sensibilità e la mia empatia sono sempre state così forti da impedirmi di seguire quella strada - comincia a raccontare -. Se mi capitava di soccorrere qualcuno, subito dopo svenivo, mi è successo anche con mia mamma ad esempio, e così ho capito che sarebbe stato meglio optare per altro”.
Manuela si è iscritta al Paolo Boselli e si è diplomata come tecnico di gestione aziendale. Ha cominciato a lavorare fin da subito, sia in ufficio che nella ristorazione, e questo per realizzare il desiderio di andare a vivere da sola, cosa che ha fatto a diciannove anni. Ha poi iniziato a viaggiare facendo le stagioni e fra i periodi più belli ricorda i sei mesi trascorsi sull’isola di Man.

“Successivamente sono rientrata in Italia, per stabilirmici definitivamente e stare vicina alla mia famiglia. E’ iniziata la mia storia con Daniele, che è poi diventato mio marito e nel 2002 è nato Maurizio. Nel 2009 è poi nata Francesca” racconta.
Lavorativamente parlando, una volta rientrata, Manuela Livoni si è occupata del settore impiantistico-elettrico e del fotovoltaico, facendo la commerciale.
Nel 2011 la separazione dal marito e successivamente l’incontro con Carlo, il suo attuale compagno, con cui ha avuto la figlia Alessia nel 2014. “A cavallo fra 2014 e 2015 ho aperto un micronido, un nido in famiglia, e ho cominciato a seguire diversi corsi, fra cui quelli di disostruzione delle vie aeree. E’ scoppiata in me una grande passione e ho trovato il giusto compromesso, adatto al mio modo di essere, per aiutare le persone e fare quindi ciò che ho sempre desiderato. Nel 2016 ho perso mia madre e, in me, la vocazione è diventata ancora più forte dopo che mio suocero è morto per arresto cardiaco - spiega -. Nel 2018 sono diventata istruttrice di BLSD e successivamente, con un gruppo di amici, ho cardio-protetto la frazione Mandria. Mi è venuta quest’idea perché lì hanno luogo molti eventi e sarebbe stato utile avere del personale formato in loco, in caso di necessità, senza dover per forza aspettare l’arrivo di un’ambulanza. In occasione del mio compleanno, il mio ‘40 + 1”, così lo avevamo soprannominato, al posto dei regali ho proposto agli amici di fare una raccolta fondi per acquistare il defibrillatore e anche il bar locale ha contribuito all’iniziativa. Sono stati fatti corsi per tante persone, quarantasette nello specifico, ed è stato acquistato il defibrillatore”.


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Da allora Manuela ha tenuto tantissimi corsi, in associazioni sportive e non, nel chivassese e non solo. Nel 2021 ha acquisito il titolo di formatore di istruttori. L’obiettivo è rimasto sempre il medesimo: insegnare e trasmettere questo importante messaggio, per salvare delle vite umane. “Dal 2019 al 2021 ho istruito circa 500 persone” afferma fiera e sorridente.
Da maggio 2022 ha cominciato a mettere piede nelle scuole, con l’idea di voler insegnare ai ragazzi e di cercare di cambiare la loro cultura riguardo a questo importante argomento, rivolgendosi, nello specifico, a bambini e ragazzi nella fascia di età che va dalla quarta elementare alle superiori, in Torino e provincia.

Manuela Livoni grazie a questo ha sentito di poter svolgere al 100% quella che ritiene la sua “mission”, il tramettere a più persone possibile le nozioni che potrebbero permettere di salvare una vita in caso di necessità.
“Oggi mi reputo soddisfatta della mia vita, ho tre figli e un compagno che adoro; la famiglia è la grande passione della mia vita, e ho la fortuna di fare il lavoro che amo e che mi appassiona. Non vi ho detto che ho anche un amore smodato per i miei ‘figli pelosi’, ovvero quattro gatti e un cane, tutti adottati dalla strada. E fra le varie cose, oltre a viaggiare, mi piace scrivere poesie o brevi riflessioni di vita vissuta - racconta -. Per il futuro mi auguro di essere un buon esempio per i miei tre ragazzi e di indirizzarli sulla giusta strada. Essendomi poi sempre mossa nell’ambito del sociale, organizzando e contribuendo a svariate iniziative, aggiungo anche che desidero continuare a farlo. Inoltre sono a disposizione, a titolo gratuito, per chi volesse imparare le manovre salvavita e come si utilizza il DAE e gli interessati possono contattarmi a blsd.sviluppocardioprotezione@gmail.com”.
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