La comunicazione dei sindaci della collina sui botti di Capodanno
LAURIANO. Non tutti hanno gradito l'appello al senso civico dei cittadini affinché non utilizzassero i classici "botti", per festeggiare l'arrivo del nuovo anno. Da Castagneto fino a Verrua, passando per Lauriano e Cavagnolo, tutti i sindaci dei comuni collinari hanno diffuso un comunicato, per richiamare i residenti al rispetto di persone, animali e cose che sarebbero danneggiati dall'uso di fuochi artificiali e altro materiale esplodente.
"Noi pensiamo che sarebbe stato meglio vietare del tutto i botti con ordinanza piuttosto che un generico appello a limitarli - scrive Emmanuele Serlenga, capogruppo di Lauriano e Piazzo Domani, sull'omonima pagina Facebook -. Che significa?"
Non ha tardato a rispondere, difendendo l'accorato appello unitario, il sindaco di Cavagnolo, Andrea Gavazza.
"Significa appellarsi al senso civico delle persone piuttosto che firmare ordinanze senza possibilità reale di effettuare le sanzioni previste - risponde Gavazza -. Oltretutto se leggi bene sono già citati decreti e TULPS. La notte di capodanno ci vai tu a controllare i cortili delle case da Piazzo a Lauriano quando taluni si metteranno a scoppiare i botti a cavallo della mezzanotte?"
Ne risulta dunque un ovvio problema. Ha senso emanare ordinanze, o più genericamente norme, se poi non si hanno le forze per controllare che siano effettivamente rispettate?
"Secondo il Sindaco di Cavagnolo non si possono vietare i botti perché mancano i vigili che potrebbero controllarle - risponde Serlenga -. E' un ragionamento che comprendo ma faccio fatica a seguire. Quindi le centinaia di città grandi (Milano, Firenze, Napoli, Bari, Verona, ecc.) e piccoli paesi (come Quart in Valle d'Aosta o Gravina di Puglia) hanno vietato i botti e collocato in ogni quartiere e viuzza un agente della Polizia Municipale? Ovviamente no. Se però qualcuno, in quelle città, è stato beccato mentre esplodeva mortaretti dovrà pagare la sanzione amministrativa. Dove non è vietato non gli si può evidentemente elevare alcuna sanzione. Di per se’ quasi ovunque le Forze dell’Ordine sono di gran lunga sotto organico e male organizzare nel fare applicare la Legge, ma ciò non significa che le leggi non servano".
"Quindi, il nostro compito di cittadini, e di minoranza - conclude il consigliere Serlenga -, ossia portare argomentazioni all’attenzione di chi deve decidere, si chiude qui. Concordo però con il Sindaco che le Ordinanze sindacali, sebbene secondo me utili, non bastano da sole. Servono iniziative di sensibilizzazione da farsi non solo a dicembre. C’è un anno per pensarci".
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.