Scontro in consiglio comunale tra la sindaca Elena Piastra e la capogruppo di Insieme per Settimo, Rosa Catenaccio. Con la prima che ha accusato la seconda di provare a “spaventare” i consiglieri di maggioranza. La Catenaccio, infatti, aveva parlato di delibere che “non lasciano tranquilli, mutui inadeguati” e di cui i consiglieri si assumono la responsabilità. “C’è un tono intimidatorio - attacca la prima cittadina - che non fa onore ad un consigliere anziano come la Catenaccio, non è un bello stile utilizzare l’intimidazione con i consiglieri per far pensare che c’è qualcosa che non lascia tranquilli. Non mi pare un gran metodo”. Arriva, poi, il riferimento alla minoranza che decide di non prendere parte alle votazioni. “Siamo sempre responsabili - aggiunge Piastra - anche quando non votiamo e decidiamo di tirarci fuori dalle decisioni”.
Al centro della discussioni ci sono i 700 mila euro per comprare il De Amicis e la struttura (che fino a qualche anno fa ospitava un supermercato) all’incrocio tra via Schiapparelli e via Monte Nero. Questo quanto raccontato dalla sindaca, Elena Piastra, nel consiglio comunale, giovedì pomeriggio. Le delibere di indirizzo sul tema sono state approvate dalla maggioranza. I progetti dell’amministrazione prevedono per il De Amicis il mantenimento della funzione scolastica mentre, invece, nella struttura di via Schiapparelli dovrebbe insediarsi il nuovo comando dei vigili urbani.
Per quanto riguarda il De Amicis parliamo di una struttura, ex Ipab, con una montagna di debiti (circa 800 mila) e che sta cercando di mettere qualche toppa vendendo le proprietà, tra queste c’è l’asilo. La perizia parla di un valore di 900 mila euro ma il Comune dovrebbe acquistarlo per una cifra di circa un terzo. L’immobile di via Schiapparelli, invece, è “figlio” di un fallimento e il Comune, quindi, parteciperà alla prossima asta. L’ultima, andata deserta, metteva in vendita la struttura per una cifra di poco superiore di 400 mila euro. Durante la discussione, anche la capogruppo di Piastra Sindaca, Franca Levato, ha puntato il dito contro la consigliera Catenaccio. “Non è la prima volta che Catenaccio usa termini intimidatori, - precisa - nella passata amministrazioni ci furono scelte anche più gravi, sempre sui mutui. Voi, invece, oggi, ve ne lavate le mani come Ponzio Pilato e vi astenete? Ci ricordiamo che il Comune voleva fare un mutuo per acquistare le azioni di Seta? Per la passerella di via Brofferio? Poteva andare bene spendere 500 mila euro per un Cpia? Noi dialoghiamo ma abbiamo una visione e questa ci permette di ragionare di come la città può essere modificata. Lo spirito è ricollocare i servizi, è un segnale che la città vive e si modifica. È meglio un cattivo acquisto, se così può essere definito da qualcuno, che una buona vendita. Lo spirito è che se vendo sempre sguarnisco il mio patrimonio”. Parole che hanno scatenato la replica della diretta interessata, Rosa Catenaccio. “Non è mia abitudine - chiarisce la capogruppo di Insieme per Settimo - intimidire nessuno, ho dato il mio punto di vista suffragato dal parere di esperti. La narrazione della sindaca è bella, entusiasmante ma la situazione in cui siamo è diversa. Dovremmo essere più realistici, stiamo mettendo il naso fuori da pandemia, abbiamo un futuro davanti non brillantissimo e incerto. Ci sono determinate zone, penso all’Ecomuseo, al Birrificio che resteranno vuote. Svuotiamo locali per riempirne altri (De Amicis ed ex supermarket) in un momento del genere? Era meglio essere prudenti, capisco la finanza creativa e lo scacchiere immobiliare ma forse non era il momento”. Duro anche il capogruppo del gruppo misto, Antonio Mencobello.“C’è sempre questa propensione - interviene - a dare giudizi sul cosa fa o non fa l’opposizione. Mi sembra che Catenaccio non abbia detto nulla di che, solo un richiamo all’attenzione di tutti rispetto a quello che ci si chiede di deliberare. Tra l’altro: la delibera su via Schiapparelli contiene una dicitura non vera, la perizia non è stata richiesta dal Tribunale ma acquisita in procedura fallimentare. Ripristiniamo almeno la correttezza sotto quel profilo. Forse c’è un disallineamento tra quanto scritto e quella che è la realtà. Votiamo una proposta di 700 mila euro senza sapere quanto verrà speso per De Amicis e quanto per via Schiapparelli, come si può votare una delibera così indeterminata? È una cosa normale?”. Critico il vicecapogruppo della Lega, Manolo Maugeri. “Io - spiega - non ho visto nessun tono intimidatorio, Catenaccio ha solo detto che bisogna assumersi le proprie responsabilità. Che la maggioranza tutte le volte ci dica cosa dobbiamo fare ormai è l’ovvio ma adesso diteci cosa possiamo fare. Detto ciò, sul tema, il mutuo è lo strumento peggiore per un’asta pubblica perché serve autorizzazione di Cassa Depositi e Prestiti. Si può chiedere un mutuo generico senza sapere come saranno spesi questi soldi? Si può spendere quando ci sono strutture inutilizzate? Penso all’ex Birrificio”. A fine discussione la Sindaca, Elena Piastra, ha provato, di nuovo, a sottolineare l’importanza delle scelte fatte.“La caserma dei vigili - chiarisce Piastra - in via Schiapparelli rappresenterebbe un punto baricentrico. L’utilizzo del De Amicis, poi, è fondamentale, la non acquisizione non farebbe venire meno l’importanza dell’utilizzo dell’immobile. Intanto grazie al De Amicis si è fatto il Cpia alla Para invece che spendere 584 mila euro per un nuovo Cpia in via Fantina. Senza il De Amicis avremmo perso sezioni di Olimpia, avremmo perso 50 posti di scuola statale pubblica. All’Olimpia, presso l’ex Nino Costa, invece, si aprirà un centro dedicato all’autismo”.
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