Il centrodestra esce allo scoperto e mette subito in chiaro le cose in vista delle prossime elezioni comunali. C’è vita, a Volpiano, oltre alla sinistra “civica” di De Zuanne ℯCo. e l’unità d’intenti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia ne è un esempio lampante.
Le tre forze politiche fanno squadra ed entrano già in clima partita, quella che porterà alle urne quasi 15mila volpianesi nei prossimi mesi.
«Il dialogo all’interno del centrodestra non si è mai interrotto, ora ci sentiamo almeno una volta alla settimana e ci stiamo concentrando su tre punti principali: programma, candidato e campagna elettorale -. dice Flavio Nalesso, coordinatore di Fratelli d’Italia -. I tempi che stiamo vivendo, così difficili, richiedono proposte programmatiche serie e molto concrete, fondate sui dati, sulle disponibilità effettive di questo comune».
Per quanto riguarda la proposta del candidato, invece, ci sono due strade. Una di queste è prettamente politica ed espressione diretta di una scelta congiunta tra i tre partiti. L’altra, sempre ancorata alle tre forze, vedrebbe la discesa in campo di un candidato sindaco indipendente, che arrivi dalla cosiddetta “società civile”. Magari un protagonista del tessuto produttivo volpianese, in grado di fare una sorta di sintesi tra le varie proposte. «Stiamo ragionando su questi due percorsi, uno è prettamente politico, l’altro più civico e quindi più trasversale – commenta Nalesso -. Quale dei due è in vantaggio? In questo momento siamo al 50 – 50. Ci sono argomentazioni valide per entrambe le ipotesi».
Infine, quella che sembra un cambio di rotta sui modi di portare avanti questo progetto. «Per quanto riguarda la campagna elettorale, concordiamo tutti sulla scelta di non alzare i toni». Se sarà effettivamente una destra “low profile”, si vedrà presto. Quel che non può proprio essere messo in discussione invece è la tenuta della coalizione.
«Siamo in una fase di dialogo, posso solo dire che il centrodestra a Volpiano scenderà in campo unito, con Forza Italia, Lega e FdI – dice Fabio Schirripa (coordinatore di Forza Italia): -. Il candidato? L’importante è che sia condiviso da tutti».
Dai piani alti, dunque, non si sbilanciano. Non si esclude nessuna delle due ipotesi, anche se la volontà di puntare su un candidato politico è molto forte. «Forse.. – continua Schirripa -. Su questo non c’è ancora nulla di deciso». Unica voce fuori dal coro, proprio perché non apre bocca, il coordinatore della Lega, Marinoni. Raggiunto telefonicamente da La Voce, dice di non voler rilasciare dichiarazioni, vista soprattutto la distanza rispetto alla data del voto, ormai ufficiosamente fissata a settembre.
Il parere delle consigliere
Il centrodestra a Volpiano, in questi ultimi anni, è ruotato attorno a due nomi su tutti, quello di Monica Camoletto e Mariagrazia Bigliotto. Le due consigliere, dopo anni di astio, si sono definitivamente ritrovate con il “patto del Manuale” e potrebbero trovarsi a lavorare fianco a fianco, con l’obiettivo di spodestare, alle elezioni, quel centrosinistra che guida la città ormai da vent’anni. «Qui i tre partiti sono uniti – dice Mariagrazia Bigliotto -. Se farò parte del gruppo? Solo se ci saranno le condizioni per creare qualcosa di serio, di veramente importante, voglio idee chiare».
Dopotutto, dopo 10 anni di logorio tra le fila della minoranza c’è un sacrosanto bisogno di stimoli. «Ho voglia di realizzare qualcosa per questo paese – prosegue Bigliotto-. Perché in questi anni all’opposizione non ci sono state le condizioni per fare nulla, solo polemizzare contro una maggioranza assolutamente inesistente e che a volte si è concessa anche qualche risatina e battuta di troppo».
Insomma, le premesse per rivederla all’interno di un gruppo di centrodestra unito ci sono tutte. La consigliera per ora non si sbilancia, consapevole com’è che il problema in politica, come sempre, è la sintesi. Perché le decisioni, alla fine, vengono prese al tavolo dei segretari di partito. Nel frattempo Bigliotto non si preclude nulla, sia che si decida di sostenere un progetto civico sia che si scelga di correre con i simboli di partito. Insomma, l’importante è il progetto. «Sosterrei anche un candidato sindaco ‘civico’ - conclude-. purché sia assolutamente credibile e che sia appoggiato dalla cosiddetta “bicicletta” con i 3 simboli di partito, da questo non credo si possa prescindere».
Ed è proprio a questi partiti che Monica Camoletto, con un passato recente tra le fila della Lega e Fratelli d’Italia (prima di passare sotto l’ala del Grande Nord) oggi è pronta a stringere la mano. Dopo 5 anni di consiglio comunale di opposizione “solitaria”.
«Ho già parlato con Lega e FdI, siamo già d’accordo sul punto più importante, ovvero che uniti si vince, e da soli si perde – dice -. Alle comunali bisogna puntare al civismo, ma farlo credendoci, e io in questi ultimi anni ho percorso questa via. La mia disponibilità a candidarmi a sindaco? Credo semplicemente che sia una cosa naturale, dopo 10 anni di lavoro all’opposizione. In tutto questo tempo non ho mai visto nel centrodestra la forza che avrei voluto vedere. Avrei già fatto un passo indietro anche alle scorse elezioni. Sarei disposta a farlo anche oggi, se ci fosse una persona altamente preparata per sostenere il peso di un incarico simile, e non un semplice “tal dei tali” dietro al quale fare semplicemente numero».
Ma lei, quel posto lo vuole, perché in fondo, è convinta di poter fare meglio dei ragazzi di De Zuanne. «Non voglio fare il sindaco a tutti i costi, non mi reputo migliore di nessuno – dice Camoletto - ma non voglio che salti fuori quello che fino a ieri giocava a Bridge e poi pensa di fare l’amministratore».
Insomma, Camoletto ci spera, e pensa di avere le carte giuste. Non vuole imporsi su nessuno, e anche per questo motivo non alza la voce in vista delle amministrative, a differenza di quanto ci si poteva aspettare da una “fumantina” come lei. Spera che il suo nome venga fuori in modo naturale, e se così non sarà, pazienza. Ma non forzerà la mano col centrodestra per farsi largo tra i possibili candidati della coalizione. «Può venir fuori il mio nome o quello di un’altra persona magari pure più competente di me e che io posso supportare appieno – conclude -. Un nome che, ad ora, non ho ancora sentito...».
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