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ROBASSOMERO. Caos piscina, il sindaco non risponde e Italia Viva s’infuria

È scontro tra gli esponenti locali di Italia Viva e l’amministrazione comunale sul caos piscina a Robassomero.

La polemica è scoppiata in seguito alla mancata risposta degli amministratori alla lettera spedita dai “renziani” lo scorso 20 ottobre per chiedere delucidazioni sul presente e sul futuro dell’impianto, fino a qualche mese fa gestito dalla River Borgaro prima che la società annunciasse la sospensione di ogni attività sportiva a tempo indeterminato per grave mancanza di liquidità. «Non siamo costretti a rispondere a un partito ma solo ai cittadini», avevano dichiarato alcuni esponenti della maggioranza sui giornali. Dichiarazioni alle quali erano seguiti i fatti, visto che di risposte non ne erano arrivate. Un atteggiamento che ha mandato su tutte le furie i referenti territoriali di Italia Viva. «Prendiamo purtroppo atto dell’atteggiamento di indifferenza verso i cittadini che, decidendo di svolgere un ruolo attivo e strutturato all’interno del proprio territorio, si iscrivono ai partiti esercitando così il diritto di associazionismo previsto dalla Costituzione» scrivono oggi i renziani capeggiati da Renata Capello. Non foss’altro che i partiti esistono proprio per aggregare e organizzare le istanze di quei cittadini che tentano di rappresentare. Non rispondere alle domande di Italia Viva vuol dire, insomma, non rispondere alla parte dei robassomeresi che si riconosce in quella formazione politica. Vista la ritrosia nel dare delucidazioni ai partiti, Capello&co hanno deciso di costituire un comitato ad hoc, “Robassomero Vivace”.

«Ribadiamo la nostra preoccupazione per la sorte degli impianti sportivi e conseguentemente l’intenzione di effettuare un’attenta e costante azione di controllo - dicono i renziani -. Al contempo vi esortiamo vivamente ad operare nell’assoluto e primario interesse del patrimonio comunale affinché sia mantenuto in buono stato e messo presto a disposizione della cittadinanza robassomerese in generale, dell’utenza scolastica-sportiva locale e di quella proveniente dai territori limitrofi confermando e, ancor meglio, valorizzando così le scelte effettuate dalle amministrazioni precedenti».

Al di là delle polemiche, un paio di settimane fa la giunta ha intanto affidato alle avvocate Raffaella Di Tolve e Antonella Lauria, dello studio Merani Vivani & Associati di Torino, l’incarico legale per lo studio e la stesura dell’atto di risoluzione della convenzione per la gestione della palestra Primo Nebiolo e della piscina. La convenzione stata sottoscritta nel 2004, poi rinnovata nel 2014, con la Polisportiva Uisp River Borgaro.

Gli avvocati si occuperanno di studiare la situazione e gli atti già adottati, di individuare possibili contestazioni da muovere al gestore e le relative modalità, di predisporre gli atti di contestazione, del carteggio e delle trattative con il legale del gestore per il rilascio spontaneo degli impianti e della redazione dell’atto di risoluzione della convenzione.

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