Ci sono giovani (tanti), figli di pensionati Olivetti, laureati, benestanti che da Ivrea se ne sono andati per impiegarsi in attività ad alto reddito e altri che invece sono rimasti per combattere e sfruttare sino in fondo le potenzialità di una città che guarda al futuro, in un presente abbastanza incerto.
Tra questi ultimi Andrea Mazzola, 37 anni, designer, con una laurea in scienze delle comunicazioni in tasca. In Via IV Martiri nel non lontano 2013 ha aperto il suo negozio e, con la sorella e alcuni collaboratori, si è messo a stampare magliette a km zero per parlare e raccontare il carnevale, le manifestazioni sportive e tante altre cose. Poi è passato alle borse inventandosi un marchio “Unaborsa” promossa addiritturaal Parigi Who’s next ? 2015
Dice e scrive in uno dei suoi tanti siti di vendita on-line di ispirarsi alla comunicazione olivettiana degli anni 1950-1980, cioè Pintori, Sottsass e Ballmee. Una comunicazione declinata agli eventi e alla solidarietà con collaborazioni non di poco conto come quella con Eugenio Pacchioli.
Un brand, un volto (il suo), un contatto stretto con i followers sui social, dove Andrea è davvero molto attivo e popolare. Anche nelle settimane di quarantena i collegamenti non si sono spezzati.
“Questo territorio ci ha dato e continua a darci tanto, siamo nati 14 anni fa e in tutto questo tempo abbiamo conosciuto così tante persone e vissuto così tante esperienze positive che ci sentiamo in debito con questi luoghi a noi cari. Cercavamo un modo per sdebitarci e fare la nostra parte facendo quello che sappiamo fare meglio: stampare magliette. Così, quando sabato scorso abbiamo visto il disegno che Joey Guidone e Yaniv Steiner hanno donato alla collettività, abbiamo alzato il telefono e l’abbiamo chiamato:“Joey che ne pensi di stampare 100 magliette con la tua illustrazione e fare una raccolta da donare a un progetto sul territorio?” - “Ok, facciamolo”.”
La maglietta venduta sul sito di Spritz a 10 euro è andata molto bene, il ricavato è stato tutto donato alla Croce Rossa nell’ambito del progett “CRIperTE”.
Tra le iniziative messe in pista da Andrea anche quella della promozione e della vendita di oggetti che richiamano uno stile e una storia, soprattutto il brand di Olivetti. Magliette, felpe, poster e tazze di tutti i colori e in tutte le declinazioni, acquistabilion-line sul sito www.olivettipertutti.it.
L’ideanon è nuova (In Italia è già successo con Fiat e pure con Vespa) ma gli ingredienti per un risultato eccezionale ci sono tutti, proprio considerando il grande potenziale di Ivrea, anche da un punto di vista turistico. S’aggiunge che c’è il supporto di Olivetti Spa e dell’Associazione Archivio Storico Olivetti
“Ideiamo oggetti di uso comune e lo facciamo nel cuore d’Ivrea, in una delle vie più antiche e suggestive della città - scrive sul negozio online - sotto alle mura difensive romane, alle “rosse torri” del castello medievale, a una decina di passi dalla casa in cui nacque nel secondo Ottocento Camillo Olivetti, padre di Adriano e fondatore dell’azienda il cui nome oggi risuona in tutto il mondo con il suo alone di mito. Siamo a una ventina di passi, anche, da quello che fu il negozio di stoffe che sua mamma governava con in bocca un sorriso per tutti e un sigaro corposo; e vicinissimo al portone dal quale si accedeva all’umile bottega dei calzolai Capellaro, il cui figlio Natale – armato soltanto di genio e studi elementari – avrebbe inventato nel dopoguerra le calcolatrici che fecero la fortuna della Olivetti a livello internazionale. In queste strade strette e lastricate, tutte in pendenza, passato e futuro si diedero la mano. Qui siamo cresciuti e lavoriamo ogni giorno. Oggi abbiamo un’opportunità che è insieme un privilegio e una responsabilità: possiamo disporre delle grafiche olivettiane più belle, riconoscibili e famose per macchiare di gioia e meraviglia i nostri prodotti...”.
E son parole che puntano diritte al cuore. Parole di una comunità che dalla dichiarazione di Ivrea città Unesco in avanti si è mossa più velocemente di quanto non abbia saputo fare la politica, ferma con le quattro frecce da due anni a questa parte.
Perchè la storia della Olivetti è una storia diversa da tutte le altre. Quella di una fabbrica che ha conquistato il mondo mettendo se stessa e i suoi profitti al servizio della comunità e della persona, che tenacemente ha inseguito la bellezza in ogni momento della produzione. Belle le macchine per scrivere e da calcolo, belli gli stabilimenti luminosi e a misura d’uomo, belle le case per i dipendenti.
Bella, infine, la grafica pubblicitaria: pittori, scultori, scrittori, poeti vennero chiamati a raccolta da Adriano Olivetti per costruire l’immagine coordinata dell’azienda. I prodotti finirono per essere il frutto di un discorso corale che metteva al centro un’idea su tutte: il lavoro è uno strumento di crescita economica e spirituale, la motivazione al lavoro risiede nel significato di quello che si fa.
“Sul turismo a Ivrea? Noi ci crediamo - commenta Andrea - Sta crescendo e crescerà ancora. A Ivrea non ci sono solo io a produrre magliette e oggettistica legate al territorio ma c’è spazio per tutti e il mercato carnevalesco e davvero molto ampio. Dobbiamo smetterla di piangerci addosso. Fino a febbraio i segnali erano sicuramente positivi.Un sacco di pellegrini della via Francigena. Nel centro storico sentiamo spesso parlare altre lingue...”.
E poi sul futuro
“Non ho mai pensato di emgrare. Ho studiato a Ivrea. Sono molto radicato qui e probabilmente non riuscirei ad esprimermi al meglio da nessun’altra parte...”.
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