Cerca

IVREA. Una petizione online per nominare Salizzoni commissario dell'emergenza

IVREA. Una petizione online per nominare Salizzoni commissario dell'emergenza

mauro salizzoni

Una petizione on-line per convincere il presidente della Regione Alberto Cirio a  nominare Mauro Salizzoni alla guida dell’Unità di crisi del Piemonte.  Partita alcuni giorni fa su change.org è stata sottoscritta da migliaia di persone.  Non uno qualunque, Mauro Salizzoni, ‘re dei trapianti del fegato’, direttore alle Molinette fino al dicembre 2018, attuale vicepresidente del Consiglio regionale (Pd) e pure ex consigliere comunale di Ivrea “ll professor Mauro Salizzoni è una risorsa della regione Piemonte - si legge nella proposta -  oltre ad essere un’eccellenza internazionale in campo medico, che potrebbe gestire con la sua competenza organizzativa e scientifica, l’emergenza Coronavirus in affiancamento all’assessore alla Sanità. Sinora non è stata presa in considerazione questa opportunità per non oscurare le competenze proprie dell’assessore. Però, vista la necessità di poter disporre di tutti gli aiuti in questo grave momento e per porre rimedio alle problematiche che si sono incontrate, è necessario dare priorità alla risoluzione dei problemi, anteponendo agli interessi politici ed elettorali, il bene dei nostri cittadini”. L’iniziativa segue di qualche giorno alcune dichiarazione di fuoco dello stesso Salizzoni. “Si vuole negare l’esistenza di un caso Piemonte - aveva commentato - Eppure se dopo la Lombardia, la nostra Regione sta pagando il prezzo più alto in termini di decessi, non credo sia causa del destino cinico e baro. L’Unità di crisi sta facendo il suo, le Asl pure. Gli ospedali stanno reggendo grazie a sanitari che fanno miracoli in strutture in molti casi decrepite. Quello che manca è l’assessorato alla Sanità. Il Covid-19 ha messo a nudo impietosamente le carenze organizzative della struttura regionale  ormai sguarnita delle migliori professionalità che, vuoi per spoil system vuoi per scelta personale, hanno deciso di emigrare altrove”.  Salizzoni aveva anche elencato alcuni problemi registrati in queste settimane per quanto riguarda “Rsa, medici di famiglia, tamponi, mascherine e dispositivi di protezione, sanità territoriale”. “La nave dei capitani Cirio e Icardi – aveva stigmatizzato – non ha saputo tenere la rotta, si è infranta contro questi scogli e ora rischia la deriva. Nell’analisi comparativa elaborata dall’Università Cattolica emerge con chiarezza, dati alla mano, come il Piemonte non abbia tenuto il passo non solo del Veneto ma neppure di altre Regioni di Nord e Centro Nord. Indietro sul numero di tamponi, indietro su mascherine e dispositivi di protezione individuale, indietro sull’attivazione delle Usca (le Unità speciali di continuità assistenziale ndr)”.  La ricetta  per uscire dal lockdown di Salizzoni prevede “ospedali solo Covid-19”, in modo tale che le altre strutture sanitarie, free Covid, possano tornare a dare risposte sanitarie a tutti gli altri pazienti riprendendo l’attività chirurgica; quindi percorsi separati senza più alcuna commistione.  E poi test diagnostici al fine di poter assegnare una patente di immunità che consentirà a molti di riprendere a lavorare; tracciamento tecnologico; monitoraggio e assistenza dei positivi che sono in quarantena.  Circa un mese fa un gruppo di oltre 300 medici di medicina generale aveva fatto pervenire a Salizzoni un appello, chiedendogli di inoltrarlo ai vertici della Regione. Lamentavano questioni molto importanti, non solo la carenza di protezioni, ma soprattutto mancanza di sincronizzazione tra l’unità di malattie infettive e il medico di famiglia. Il direttore Aimar gli aveva risposto con una riga e mezza via mail…
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori