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16 Marzo 2020 - 19:21
“La convenzione sulla via di Cortereggio? Va rivista!”.
E’ gelo tra le amministrazioni di Lusigliè e San Giorgio per il mancato rinnovo della convenzione.
La strada oggetto del contendere era nata sul territorio di Lusigliè per servire la frazione Cortereggio di San Giorgio. Un’opera pubblica realizzata quando c’era la necessità di servire una zona industriale, oggi quasi completamente deserta, che aveva gravato sulle spalle dell’amministrazione di Lusigliè, nonostante servisse San Giorgio.
E questo a fronte di una convenzione stilata tra i sindaci Caretto (di Lusigliè) ed Ellena (per San Giorgio) che prevedeva che i costi di quella strada sarebbero stati per il 90percento a carico di San Giorgio e per il 10percento a carico di Lusigliè. Una convenzione che negli anni è stata rinnovata più volte. Fino all’arrivo della nuova amministrazione di San Giorgio. Da quel momento la convenzione non è più stata rinnovata. Il risultato? Una strada colabrado di cui dovrebbe farsi carico totalmente l’amministrazione di Lusigliè.
Ma Andrea Zanusso, sindaco di San Giorgio, sulla vicenda ha le idee chiare, chiarissime: “Quella convenzione era nata per garantire la manutenzione di una strada che portava in un’area industriale che non esiste più.
A Cortereggio, infatti, c’era Buzzi, un commerciante di rottami e ferro. I suoi camion, stracarichi di materiale, danneggiavano la strada. E questo era uno dei motivi per i quali si era stipulato quel genere di convenzione. Ma oggi che Buzzi si è trasferito e che non c’è più un’esigenza di manutenzione di quel tipo, la convenzione va rivista”.
Il no di Zanusso, dunque, non sarebbe un “no e basta”.
“Quando il sindaco di Lusigliè me ne parlò, chiesi del tempo per rivederla, ma lui la portò subito in Consiglio approvandola tal quale. Io, invece, ho preso tempo. Sono mutate le condizioni ed è giusto cambiare anche la convenzione”.
E come andrebbe rivista?
“Oggi il problema più grande non è relativo alla manutenzione, ma all’allagamento di quella strada. Ci sono seri problemi di natura idrogeologica. Dovremmo unire le forze per la co-progettazione e poi chiedere fondi in Regione per metterla a posto. Unire le forze è corretto. Non mi tiro certo indietro. Ma bisogna farlo nella giusta direzione.
Alla mia comunità devo rendere conto delle scelte politiche adottate. Agire in nome di una vecchia convenzione obsoleta non è certo il modo giusto di agire. Solo per questo mi sono fermato chiedendo al sindaco Marasca del tempo. Son certo che capirà e che torneremo al tavolo per discutere di una nuova convenzione che guardi verso il futuro”.
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