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PAVONE. Bevolo replica alla minoranza sul Pluriuso

PAVONE. Bevolo replica alla minoranza sul Pluriuso

Endro Bevolo

Bevolo: “Per me non c’è nessuna polemica”.

Parla così il primo cittadino di Pavone, Endro Bevolo. Da qualche tempo, ormai, in città, prosegue la polemica che ruota attorno alla costruzione di un nuovo salone pluriuso.

Un progetto già annunciato in campagna elettorale dall’attuale sindaco, Endro Bevolo, e oggi portato avanti dall’amministrazione.

I gruppi di minoranza, Insieme per Pavone e Fare in Comune, negli ultimi mesi, ha più volte sottolineato i motivi della loro contrarietà al progetto: per loro il pluriuso non si deve fare, non lì e non con lo spreco di soldi pubblici.

Si parla, infatti, di circa 400 mila euro per la costruzione di questo nuovo edificio che dovrebbe servire per la Protezione Civile e per altri usi pubblici. Proprio qualche giorno fa, il 3 febbraio, il sindaco ha convocato le minoranze per esporre loro le ultime novità sul progetto.

Le opposizioni, però, come hanno spiegato in un comunicato, hanno scelto di disertare l’incontro.

“Purtroppo la cittadinanza - commentavano una settimana fa - è stata invitata a non interrompere la presentazione.

Per le eventuali osservazioni è stato reso disponibile un modulo da compilare. Ancora una volta dittatura ristretta travestita da democrazia allargata.... ma stavolta non solo nei confronti dei consiglieri di minoranza ma dell’intera cittadinanza.

I tempi dell’ascolto porta a porta sono finiti con la campagna elettorale”. Parole che non hanno toccato il sindaco che tira dritto e, anzi, attacca le minoranze.

“Non ho riscontro di problemi, in città nessuno si è lamentato per il progetto. Non c’è stata nessuna mancanza di confronto o democrazia, è stata fatta una presentazione di uno studio.

Prima, però, la minoranza non è venuta all’incontro pensato per loro il 3 febbraio. Li abbiamo convocati e non sono venuti, c’è stata una grande mancanza di rispetto da parte loro.

Non capisco che polemiche possono fare quando non si presentano agli incontri.

Non fanno la loro parte per il lato che rappresentano, una mancanza di rispetto verso chi li ha votati, se nelle situazioni ufficiali non vengono cosa devono dire? Io non faccio spettacoli, ma faccio presentazioni per parlare di dati reali, inconfutabili”.

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