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15 Gennaio 2020 - 11:58
Da qualche tempo, ormai, in città, la polemica ruota attorno alla costruzione di un nuovo salone pluriuso. Un progetto già annunciato in campagna elettorale dall’attuale sindaco, Endro Bevolo, e oggi portato avanti dall’amministrazione. Il gruppo di minoranza, Insieme per Pavone, negli ultimi giorni, ha così chiarito i motivi della sua contrarietà al progetto. “Il nostro Gruppo Consiliare - spiegano - ha deciso di divulgare questo documento perché vuole dare il maggior risalto possibile ad una decisione dell’Amministrazione che ritiene senza senso: spendere tutto l’attuale avanzo di amministrazione e quelli futuri per costruire una “cattedrale nel deserto”, una delle tante di cui l’Italia è piena”. Stiamo parlando di “un edificio pluriuso formato da 3 moduli: un salone di 250 mq. (ci chiediamo come facciano a stare 200/250 persone nello spazio equivalente a 2 appartamenti di 125 mq. dove, di solito, vive una famiglia di 4 persone) “per fare le costine”, così è stato dichiarato! Un magazzino/garage, sempre di 250 mq. per la Protezione civile e per i mezzi del Comune quando l’attuale magazzino in affitto è di 500 mq! Circa 100 mq., poi, dedicati ai locali di servizio e ad un “Poliambulatorio” (per cosa?)”. È polemica anche sulla locazione della nuova struttura. “Il 13/11/2019 - prosegue il gruppo - il Presidente del Consiglio Comunale convocava tutte le Commissioni Consiliari per “La valutazione dell’ubicazione del Salone Polifunzionale” pur sapendo che il sito era già stato individuato dal Sindaco in data molto antecedente ,dimostrando una volta di più l’inutilità dei pareri delle Commissioni Consiliari e vanificandone l’operato. Il terreno scelto dall’Amministrazione si trova alle spalle del parco giochi di Piazza Falcone e si affaccia su Strada Vicinale di Vignale nella quale il transito è riservato unicamente ai residenti perché è larga poco più di 3 metri. Immaginate le manovre dei mezzi comunali e di Protezione Civile, durante una emergenza, per uscire su quella via? Pazzesco! Vogliono spendere l’intero attuale Avanzo di amministrazione d icirca 400.000 euro. Sicuramente questa cifra non sarà sufficiente e allora verranno accesi mutui per i prossimi 20 anni che dovremo pagare noi, i nostri figli e i nostri nipoti!”.
Insomma, un progetto che non s’ha da fare.“Crediamo - conclude il gruppo - che le priorità siano altre, come, per esempio: completare la messa in sicurezza del territorio, specie in quelle aree che ancora sono a rischio inondazione. Fare un censimento degli edifici comunali disponibili ed investire le risorse per riorganizzarli e accorparli per funzione (ambulatori e servizi comunali, sedi delle associazioni, centri di incontro ecc.). Portare a termine la costruzione dell’ex-mulino dopo averne individuato una precisa funzione. Riattivare il Museo D’Andrade che permise a Pavone di ottenere, in tempi antesignani, lo status di Comune turistico ovvero ciò che tutti Comuni Canavesani stanno cercando ora di diventare. Crediamo che quanto esposto sia sufficiente per far capire, a prescindere dagli schieramenti, l’assurdità di questa proposta ed invitare tutti ad attivarsi, ad ogni livello, perché non si continuino a spendere soldi pubblici inutilmente”.
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