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IVREA. Variante Iperstore. “Fermiamo questo disastro!”. I grillini scrivono all’Unesco

IVREA. Variante Iperstore. “Fermiamo questo disastro!”.  I grillini scrivono all’Unesco

Massimo Fresc

Come preannunciato, per venerdì 29 marzo, alle ore 10, in sala del consiglio, l’Amministrazione comunale ha organizzato una Conferenza dei Servizi con il compito di esprimere pareri “non vincolanti”  sull’ipotesi di variante semplificata al Piano Regolatore richiesta dalla società Genco srl al fine di permettere la costruzione di un Centro Commerciale di Nova Coop nel bel mezzo della zona Unesco, quasi davanti alla stazione ferroviaria. Tutto a posto? Neanche per idea. In giunta non avevano ancora finito di parlarne che in Municipio era già arrivato un “No” grande  come la ex casa Molinario direttamente dalla Regione. Ed è un “Noi non partecipiamo” con tanto di lettera datata e firma in calce. Quando gli assessori l’han vista si sono precipitati a Torino, per capirne di più, senza peraltro ricavarne un ragno dal buco... “Abbiamo chiarito ogni dubbio - ci ha informati l’assessore Michele Cafarelli - Ci han detto che se non vengono ci manderanno un parere… Insomma devono spiegarci perchè non vengono. Poi è vero che sull’iter ognuno ha la sua versione. Noi ci siamo attenuti al parere dei nostri avvocati...”. Nella lista degli invitati anche il Ministero, l’Unesco, alcune associazioni ambientaliste e la Città Metropolitana (e anche loro han già dato forfait). Se ne è parlato l’altra sera in consiglio comunale su sollecitazione del grillino Massimo Fresc. “Lo scorso 14 marzo - ha informato l’assemblea - ritenendo il progetto in palese contrasto con la tutela della “core zone” dell’Unesco, ho scritto ad ICOMOS che, secondo la Convenzione UNESCO del 1972  è una delle tre organizzazioni non governative nominate per consigliare il Comitato Unesco nelle sue deliberazioni. Ho spiegato loro che il progetto in questione deve essere attentamente esaminato, in quanto la costruzione ricade nel perimetro della “core zone” dell’Unesco....”. Ma ancora no bastava. I cinquestelle hanno anche scritto  alla Regione, alla Città Metropolitana, alla Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti spiegando che la legge è molto chiara nel definire i casi in cui è possibile procedere con varianti semplificate, escludendo il piano integrato di riqualificazione urbanistica..  Quindi un atto ilegittimo? Fosse vero quel che dicono i cinquestelle la partecipazione dei vari Enti “alla formazione dell’atto amministrativo illegittimo li renderebbe giocoforza corresponsabili”. “Fermiamo questo disastro - ha concluso Fresc in consiglio - Ogni giorno che passa le azioni sconsiderate di questa amministrazione ci avvicinano al momento in cui l’Unesco potrebbe cancellare Ivrea dalla Lista del Patrimonio Unesco conciò buttando alle ortiche un’occasione unica per aumentare e migliorare le attività turistiche, oltre che culturali.”.   
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