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GASSINO. Nel centro della città una casa per i padri in difficoltà

GASSINO. Nel centro della città una casa per i padri in difficoltà
“Adotta un padre”. Si chiama così l’iniziativa lanciata, qualche mese fa, dall’associazione Misericordia spa (società per amore) di Torino, nata nel 1997. Il gruppo, da tempo, gestiva alcune profughe provenienti dall’Africa in un piccolo appartemento nei pressi di via della Madonnina. Negli ultimi mesi, però, le donne di origine africana sono state affidate ad un altro progetto e la casa è stata utilizzata per dare rifugio ai tanti padri separati in diffcioltà. Ad oggi, l’appartamento nel centro di Gassino, ospita due papà. “Ci sono due padri in mergenza abitativa - spiega Luigi Ronzulli, rappresentante dell’associazione - il progetto, nato per dare assistenza ai padri, è nato il 19 marzo a Torino, abbiamo avuto moltissime richieste, sono molti infatti gli uomini in difficoltà che hanno bisogno di un appoggio, un sostegno, un aiuto per andare avanti”.  Per entrare in contatto con l’associazione è possibile richiedere un contatto tramite la pagina Facebook “Adotta un padre” o telefonando al numero 3920766516. “Dopo un primo contatto conoscitivo c’è un colloquio per valutare l’inserimento in struttura, da quando l’iniziativa è partita la gente ci chiama quasi ogni giorno. Per entrare in struttura è necessario avere un piccolo reddito per pagare qualche spesa e il comprarsi da mangiare”.  Molto presto, però, l’associazione lascerà Gassino, alcuni padri saranno trasferiti a Torino altri potranno trovare un rifugio in collina, a Cinzano, dove l’associazione ha preso una villa. “Abbiamo preso una casa a Cinzano, con un giardino e la possibilità di lavorare con gli animali. I padri in difficoltà potranno venire a vivere qui e dare una mano con la gestione del verde e degli animali”. L’associazione ha invece scelto di dire “Addio” ai progetti relativi all’accoglienza dei profughi. “Per una realtà piccola come la nostra non era più sostenibile dal punto di vista economico, specialmente tenendo conto che, i fondi dalla prefettura, per la gestione dei profughi, arrivano con mesi e mesi di ritardo”.
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