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IVREA. A l’è torna Carlevé, noi soma torna sì a-i-è mac na ròba sola: i l’oma n’ani ‘d pì...

IVREA. A l’è torna Carlevé, noi soma torna sì a-i-è mac na ròba sola: i l’oma n’ani ‘d pì...

La storia si ripete ormai da mezzo secolo. E’ in edicola il numero 26 de La Diana, periodico di etnografa canavesana  per la gioia dei suoi lettori, il 12 febbraio 2017, prima domenica degli Abbà. 

Il capitolo d’apertura è dedicato al corposo bilancio dei primi 25 anni della rivista, durante i quali si è cercato di valorizzare le caratteristiche peculiari dell’antica manifestazione eporediese attraverso ricerche, documenti inediti e una meravigliosa raccolta di fotografie stupende.

È stata quindi la volta del benvenuto al Generale, il trentunenne Claudio Ferrero, novissimo quest’anno ai fasti del massimo evento cittadino. Poi, nell’interessante articolo “Che gran casino il 1° Libro dei Verbali”, viene spiegato in quattro pagine ben illustrate come il Sostituto Gran Cancelliere Arturo Devalle abbia cercato di fare “chiarezza”; e a queste amenità d’antan, fanno seguito delle coloratissime pagine in cui i Citoyens de la Ville d’Ivrée 1798 piantano l’Albero della Libertà e, con Carnevalgustando, compiono un percorso musical-gastronomico all’insegna dell’allegria. 

Doveroso leggere l’articolo Perché tutti a Carnevale devono indossare il berretto frigio.

Di qui partono, con una nuova splendida impostazione grafica, le pagine che narrano a colori la campagna del 2016. Dalle prime alzate degli Abbà, alle fagiolate rionali, dove meravigliosi volontari preparano il piatto tradizionale del Carnevale: ij faseuj grass. Poi la rappacificazione sul Ponte Vecchio, la seconda domenica degli Abbà, e il giovedì grasso con la festa che continua.

Un sabato pieno di folla applaude la bella mugnaia Isabella Bretti Enrione, al balcone del civico Palazzo e, lungo le strade, il Generale “ripetente” Pigi Percivalle; una domenica piovosa non smorza gli entusiasmi delle battaglie e un lunedì pieno di sole vede piantare i cinque pic a l’uso antic; un glorioso martedì consente infine immagini favolose di battaglie che resteranno a futura memoria. 

A chiudere la festa arriva, succulenta, la 69sima Polenta e Merluzzo il mercoledì delle Ceneri, che nel 2017 festeggia i suoi primi 70 anni! Fanno seguito i ricordi sparsi di Diego Sabolo, personaggio noto del mondo eporediese; poi una curiosa lettera del 1928 trovata da Raimondo Mazzola parla di un “Barone”, che sembra nascondersi sotto le mentite spoglie del Generale. 

Segue uno studio clinico serissimo del dottor Ugo Maggiorotti, che tratta la rottura del naso da getto di “arancie”; quindi due particolari cronache inedite del 1896 e del 1909.

Divertenti le strip di Francesco Gioana, che ripropone delle vignette pubblicate nel lontano 1994: tutto cambia per restare sempre uguale! Puntuale quindi si presenta la sequenza attesissima degli eporediesi doc, gnoch e demignoch, che continuano a lievitare perché ogni anno la lista si allunga.

Poi gli anniversari si sprecano: trent’anni la fagiolata di Monte Navale; cinquanta la fagiolata di San Lorenzo; i primi quarantacinque anni dei Diavoli Aranceri in un libro ricco di ricordi, persone e tanti fatti. Quindi la sconosciuta composizione della Banda dello storico Carnevale di Ivrea e le lunghe, appassionate interviste nel modo dei cavallanti. 

Una  chiusa all’insegna del sorriso ci stava, in mezzo alle solite beghe; ed è un articolo che il lungo titolo descrive dettagliatamente: I fiumi di parole che hanno inondato il Duemilasedici: Quel pasticciaccio brutto dello Statuto e la resistibile ascesa della bolla mediatica sui fuochi. 

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