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Cronaca
27 Aprile 2026 - 17:26
Processo No Vax a Torino, la difesa: “Non è associazione a delinquere, assolveteli”
Non un’organizzazione criminale, ma un’espressione di dissenso maturata in un contesto eccezionale. È questa la linea della difesa nel processo in corso a Torino contro cinque persone riconducibili ai cosiddetti “Vi-Vi”, la sigla comparsa su numerose scritte contro l’obbligo vaccinale tra il 2021 e il 2024.
Davanti al tribunale, nel procedimento celebrato con rito abbreviato a porte chiuse, l’avvocato Alessandro Dimauro ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, contestando l’impianto accusatorio.
«L’accusa di associazione a delinquere non sussiste», ha sostenuto il legale, aggiungendo che «per giudicare bisogna tener conto del contesto storico, politico e sociale in cui maturò la vicenda».
Secondo la Procura, gli imputati avrebbero fatto parte di un’associazione finalizzata all’imbrattamento, legata alla comparsa di scritte No Vax in città e nel territorio circostante. Nella precedente udienza, l’accusa aveva chiesto condanne pesanti: due anni di reclusione per uno degli imputati, tre pene da un anno e quattro mesi e una da un anno e un mese.
Il Comune di Torino, costituitosi parte civile, ha quantificato in circa 25mila euro i danni provocati dalle scritte.
La difesa, però, mette in discussione non solo la qualificazione giuridica dei fatti, ma anche il collegamento diretto tra gli imputati e gli episodi contestati. «Non c’è prova che siano gli autori effettivi delle scritte», è una delle tesi sostenute in aula.
Nel suo intervento, Dimauro ha richiamato anche il clima del periodo pandemico: «Cerchiamo di tenere presente che in quel periodo si ingabbiarono diritti e libertà garantiti dalla Costituzione. Tutti insieme, mano nella mano, ci ritrovammo in uno stato di polizia».
Secondo i difensori, i “Vi-Vi” non avrebbero avuto l’obiettivo di impedire le vaccinazioni, ma di diffondere un messaggio di sensibilizzazione, esprimendo una posizione critica rispetto alle misure adottate.
Sarà ora il tribunale a decidere se si è trattato di un’organizzazione strutturata o di azioni isolate legate a un periodo segnato da forti tensioni sociali.

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