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Cronaca

Venaria piange Gianni Gallian, addio all’ultimo custode della fotografia cittadina

Artista, fotografo e anima culturale: 76 anni di immagini, mostre e memoria collettiva

Gianni Gallian

Gianni Gallian

Venaria Reale perde uno dei suoi volti più rappresentativi, un nome che per generazioni è stato sinonimo di fotografia e cultura. Da venerdì 24 aprile 2026 non c’è più Gianni Gallian, storico fotografo e pittore, scomparso all’età di 76 anni. Con lui se ne va l’ultimo esponente di una vera dinastia che ha raccontato, attraverso immagini e arte, la storia della città.

A Venaria, il cognome Gallian significa fotografia. Una famiglia che ha trasformato lo scatto in una missione, documentando momenti fondamentali della vita cittadina. Gianni Gallian per anni ha avuto il suo studio in via Medici del Vascello, quando la città era molto diversa da oggi, quando “passava ancora l’autobus e la Reggia non era ancora tornata agli attuali fasti”.

Ma Gallian non era solo fotografo: era anche pittore, promotore culturale, organizzatore di eventi. Nel corso della sua carriera ha realizzato oltre 250 mostre tra personali e collettive, in Italia e all’estero, firmando pubblicazioni e contribuendo alla crescita culturale del territorio.

Nato il 3 agosto 1949, il suo percorso artistico inizia presto: a soli 13 anni frequenta l’Istituto Professionale per le Arti Grafiche e Fotografiche Vigliardi Paravia di Torino. Studia disegno con Luigi Delleani e apprende la pittura a olio con Mario Gachet, iniziando a dipingere ad Albisola.

Nel 1964 arriva la prima mostra, «Dilettanti Venariesi», su invito del pittore Giuseppe Lazzarotto. Tre anni dopo ottiene il diploma alla Scuola di Ottica Giuseppe Ratti di Torino. La sua curiosità lo porta a viaggiare in tutto il mondo: Europa, Americhe, Nord Africa, Medio Oriente e Unione Sovietica.

Tornato a Venaria, si dedica con passione alla vita culturale cittadina, organizzando mostre e diventando socio del Gruppo Artistico La Tavolozza. Nel 1971 organizza al Castello Reale, nella Galleria di Diana, la Rassegna Nazionale di Pittura “Esempi d’Arte” durante il Terzo Settembre Venariese.

Nel 1974 firma il manifesto “Immediatismo” insieme al pittore Hermann, all’Hotel Ambasciatori di Torino. Dopo la morte del padre Remo Gallian nel 1991, riprende con intensità la ricerca sul ritratto fotografico, utilizzando tecniche antiche e supporti innovativi.

Nel 1994 lavora con il fotografo statunitense James Megargee al Toscana Photographic Workshop, approfondendo il sistema zonale. L’anno successivo avvia una collaborazione con Gianni Segato, dando vita ai Quaderni Culturali e pubblicando nel 1996 il volume “Altessano e la Pia Società di San Marchese”.

Nel 1998 collabora ai volumi storici di Adriano Ballone e Guglielmo Racca, “All'Ombra dei Savoia - Storia di Venaria Reale”, e partecipa al concorso internazionale Hasselblad Open, con fotografie selezionate ed esposte al Photoshow di Milano.

Negli anni Duemila continua il suo impegno artistico e culturale: partecipa al concorso “Venaria… occhio magico sulla città” e nel 2002 realizza una gigantografia per la Sala Scudieri del Parco La Mandria. Nel 2005 collabora alla mostra sulla Resistenza “60 Anni di Libertà” con l’Anpi di Venaria. Nel 2007 è protagonista della rassegna “Collegno Fotografia” alla Certosa Reale.

Negli ultimi anni, grazie alla Pro Loco di Altessano e Venaria Reale, partecipa alla prima mostra post-Covid del gruppo Cedas e presenta in via Mensa l’opera più importante della sua vita: un libro dedicato al padre Remo, con le fotografie più significative della sua lunga carriera.

Oggi Venaria perde un artista e un testimone della sua memoria. Gianni Gallian lascia la moglie Teresa, il figlio Giulio con Valentina e l’adorato nipote Filippo.

I funerali si terranno martedì 28 aprile 2026 alle 10.15 nella parrocchia di Santa Maria, con partenza in corteo da via Medici del Vascello. Lunedì 27 aprile, alle 18, nella stessa chiesa, la recita del Rosario.

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