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Cronaca
22 Aprile 2026 - 11:28
Coltellate davanti al kebab, arrestato anche il secondo aggressore: era nascosto in un alloggio (foto archivio)
Era sparito nel nulla dopo l’aggressione, ma la fuga è durata poco più di dieci giorni. La polizia ha arrestato il secondo aggressore coinvolto nel tentato omicidio avvenuto il 3 aprile davanti a un locale kebab in corso Giulio Cesare, nel quartiere Barriera di Milano. Si tratta di un 22enne tunisino, rintracciato dagli uomini della Squadra mobile mentre si nascondeva in un alloggio in zona San Donato, ospite di un connazionale.
Il giovane era ricercato subito dopo il fermo del complice, arrestato il giorno successivo ai fatti. Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce, riuscendo a sottrarsi per alcuni giorni alle ricerche. La svolta è arrivata nella mattinata del 14 aprile, quando gli investigatori sono riusciti a localizzarlo e a eseguire nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L’episodio risale alla sera del 3 aprile e aveva suscitato forte allarme nel quartiere. Tutto era iniziato per futili motivi all’interno del dehors del locale, dove i due giovani avevano avuto un alterco con alcuni clienti di origine pakistana. In pochi minuti la tensione era degenerata.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero prima spruzzato spray urticante, per poi estrarre coltelli e colpire i presenti. Il bilancio era stato pesante: tre persone ferite, una alla gamba, una alla mano e una al capo. Proprio quest’ultimo, colpito alla testa, era stato trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico, rimanendo per giorni in pericolo di vita.
Un’escalation improvvisa, consumata in pochi istanti, che aveva trasformato una lite in un episodio di violenza estrema. Le immagini e le testimonianze raccolte sul posto avevano permesso agli investigatori di identificare rapidamente i responsabili.
Il primo arresto era arrivato a poche ore dai fatti. Il secondo, invece, aveva fatto perdere le proprie tracce, rendendo necessarie ricerche più approfondite. Gli agenti della Squadra mobile hanno lavorato per giorni, seguendo contatti e spostamenti fino a individuare il rifugio in cui il giovane si era nascosto. Con l’arresto del 22enne si chiude il cerchio investigativo su un episodio che aveva colpito profondamente il quartiere. Resta ora il percorso giudiziario, che dovrà accertare le responsabilità dei due indagati.
L’intervento si inserisce in un contesto più ampio di controlli nelle aree urbane considerate più sensibili, dove episodi di violenza legati a liti improvvise continuano a rappresentare una criticità. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

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