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Cronaca

Strage familiare nel silenzio del borgo: uccide ex moglie e compagno, poi si lancia dal castello

Il “killer gentile” che nessuno sospettava: tre vite spezzate a Cossombrato tra incredulità e dolore

I rilievi dalla scientifica

I rilievi dalla scientifica

Un massacro che scuote un’intera comunità e lascia dietro di sé un senso profondo di incredulità. A Cossombrato, piccolo borgo di appena 500 abitanti sulle colline astigiane, si consuma una tragedia che ha cancellato tre vite e frantumato l’immagine di un uomo considerato da tutti mite e integrato.

Il protagonista è Astrit Koni, 59 anni, che ha ucciso l’ex moglie Drita Mecollari, 57 anni, e il suo nuovo compagno Bardhok Gega, 55 anni, per poi togliersi la vita lanciandosi dal torrione del castello che domina il paese. Accanto al suo corpo, ritrovato venerdì intorno alle 16.30 ai piedi delle mura, un biglietto scritto a metà in italiano e a metà in albanese, con poche righe rivolte a parenti e amici per chiedere «scusa per tutto».

Drita Mecollari aveva 55 anni

Bardhok Gega aveva 57 anni

Astrit Koni, 59enne assassino e poi suicida

In un primo momento gli investigatori avevano ipotizzato un incidente, complice la professione dell’uomo, giardiniere. Ma il ritrovamento del messaggio e la contemporanea scomparsa della ex moglie e del compagno hanno rapidamente cambiato il quadro delle indagini.

La verità emerge il giorno successivo, quando i corpi di Drita Mecollari e Bardhok Gega vengono rinvenuti in un terreno poco distante dal paese, in una zona dove la donna, apicoltrice per passione, curava le sue arnie. A fare la scoperta è un parente. I due sono distesi a terra, con profonde ferite da arma da taglio. I segni lasciati dalla fauna selvatica e dagli insetti indicano che il duplice omicidio risale a giorni prima, probabilmente a mercoledì, quando la coppia risultava già irreperibile.

Secondo la ricostruzione del pm Alessandro Giai e dei carabinieri, si tratterebbe di un gesto maturato nel tempo, alimentato dall’incapacità di accettare la fine della relazione. Astrit Koni avrebbe colpito l’ex moglie e il nuovo compagno nel luogo in cui sapeva di trovarli, per poi trascorrere giorni prima del gesto finale, compiuto venerdì con il suicidio.

Un’esplosione di violenza che contrasta con l’immagine che la comunità aveva di lui. Da oltre quindici anni viveva nel borgo, perfettamente integrato, conosciuto da tutti come “Arturo”. A raccontare lo shock è la sindaca Elsa Ormea, che fatica a dare un senso all’accaduto. «Lo avevamo accolto tra noi oltre un decennio fa», spiega, ricordando come fosse percepito in paese. «Era una persona mite, simpatica, un lavoratore instancabile», aggiunge, sottolineando l’assenza totale di segnali premonitori.

Anche Drita Mecollari era una figura conosciuta e stimata. Entrambi di origini albanesi, avevano scelto Cossombrato per crescere le loro due figlie, oggi adulte – 25 e 30 anni – lontane per lavoro. Una famiglia che, agli occhi del paese, non mostrava crepe evidenti. Diversa la situazione per Bardhok Gega, che non era conosciuto nella comunità: la stessa sindaca ha ammesso di non averlo mai incrociato.

Ora resta il silenzio di un paese che cerca risposte. Sarà l’autopsia, prevista nelle prossime ore, a chiarire con precisione la cronologia dei fatti e a confermare la dinamica del duplice omicidio e del suicidio.

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