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Cronaca
15 Aprile 2026 - 15:29
Ancora violenza alle Vallette: detenuto aggredisce due agenti a Torino (foto di repertorio)
Nel carcere di Torino torna a riaccendersi l’allarme sicurezza. L’ennesimo episodio di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria si è verificato nella mattinata di martedì all’interno della Casa circondariale, confermando un quadro che i sindacati definiscono ormai “emergenziale”.
Secondo quanto ricostruito, intorno alle 11 nella 10ª sezione del Padiglione C, un detenuto di origine straniera con problematiche psichiatriche ha aggredito un agente in servizio, colpendolo con un pugno. L’intervento di un secondo poliziotto, accorso in supporto dalla rotonda, non è bastato a contenere immediatamente la situazione: anche lui è stato colpito durante le operazioni di accompagnamento del detenuto.
Entrambi gli agenti sono stati soccorsi e trasportati in ospedale, dove sono stati medicati e dimessi con una prognosi di alcuni giorni. Il detenuto è stato poi ricollocato in un’altra sezione, al termine delle procedure previste.
Non si tratta, però, di un episodio isolato. A sottolinearlo è il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che da tempo denuncia un progressivo peggioramento delle condizioni all’interno degli istituti penitenziari. Il segretario regionale Vicente Santilli parla di una situazione ormai fuori controllo, legata a una serie di fattori che si sommano tra loro: sovraffollamento, carenza cronica di personale, aumento delle attività trattamentali e introduzione illecita di droga e cellulari.
Un insieme di criticità che, secondo il sindacato, rende sempre più difficile garantire sicurezza e gestione ordinaria degli istituti. «Le aggressioni – osserva Santilli – si stanno verificando con una frequenza preoccupante», trasformando il lavoro degli agenti in un’attività quotidianamente esposta a rischi elevati.
Sulla stessa linea il segretario generale Donato Capece, che ha espresso solidarietà agli agenti coinvolti e ha ribadito la necessità di interventi immediati. Il punto, ancora una volta, è quello delle risposte istituzionali: non solo gestione dell’emergenza, ma interventi strutturali su organici, organizzazione e sicurezza.
Il carcere torinese, come molte altre strutture italiane, si trova così al centro di una tensione che non riguarda solo i singoli episodi, ma l’intero sistema. E ogni aggressione, oltre a essere un fatto di cronaca, diventa il segnale di un equilibrio sempre più fragile.

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