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Cronaca
15 Aprile 2026 - 10:19
Veleni nei parchi di Torino: bocconi killer tra le case, paura a Mirafiori Sud
Un pericolo silenzioso, difficile da individuare e potenzialmente letale, si nasconde tra i prati e i vialetti delle aree verdi di Mirafiori Sud, a Torino. Non si tratta di incuria o degrado urbano, ma di qualcosa di molto più grave: bocconi avvelenati abbandonati deliberatamente in zone frequentate ogni giorno da famiglie, bambini e proprietari di animali.
L’allarme è stato lanciato dalla Lega Italiana dei Diritti dell’Animale (Lida), che ha già formalizzato un esposto alle autorità dopo il ritrovamento di alcune esche sospette. Un gesto che, secondo l’associazione, non lascia spazio a dubbi sulla sua natura: un atto intenzionale, studiato per colpire e provocare sofferenza.
Le segnalazioni si concentrano soprattutto tra via Negarville e strada del Drosso, due aree residenziali dove la presenza di giardini pubblici e spazi verdi rende quotidiana la frequentazione da parte di cittadini e animali domestici. È proprio durante una passeggiata che uno dei volontari ha individuato uno dei bocconi, notando immediatamente qualcosa di anomalo.
Da quel momento è scattata la procedura prevista in questi casi. Il materiale sospetto è stato raccolto e affidato agli specialisti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che ora dovranno stabilire con precisione la composizione delle sostanze e il loro grado di tossicità. Un passaggio fondamentale per comprendere la reale portata del rischio.
Ma il problema va ben oltre la dimensione animale. Se è vero che cani e fauna selvatica rappresentano le vittime più esposte, è altrettanto evidente che la presenza di esche velenose in spazi pubblici rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza delle persone. Un bambino che gioca, un passante distratto, chiunque entri accidentalmente in contatto con questi materiali potrebbe essere esposto a conseguenze anche gravi.
È proprio questo aspetto a rendere la vicenda particolarmente inquietante. Non si tratta solo di un atto crudele nei confronti degli animali, ma di un comportamento che mette a rischio l’intera comunità. Un gesto che rompe il patto di fiducia che dovrebbe esistere negli spazi pubblici, trasformando luoghi di socialità in potenziali trappole.
Il fenomeno dei bocconi avvelenati, purtroppo, non è nuovo. Episodi simili si sono verificati in diverse zone del Piemonte negli ultimi anni, spesso con esiti drammatici. Dalla morte di animali domestici nei centri urbani fino a casi più estesi che hanno coinvolto interi allevamenti o fauna selvatica, il filo conduttore resta sempre lo stesso: l’uso di sostanze tossiche come strumento di eliminazione.
Le motivazioni possono essere diverse, ma nessuna giustificabile. In alcuni casi si tratta di azioni legate a conflitti tra vicini o a insofferenze verso la presenza di animali. In altri, si ipotizzano comportamenti più gravi e organizzati. Qualunque sia l’origine, il risultato è sempre lo stesso: un rischio diffuso e difficile da controllare.
Dal punto di vista normativo, la legge italiana è chiara. L’abbandono di esche avvelenate è vietato e può configurare reati penali di notevole gravità. Le norme prevedono sanzioni severe, che possono arrivare anche alla detenzione, soprattutto nei casi in cui si accerti la volontà di provocare la morte o la sofferenza degli animali.
Nonostante questo, individuare i responsabili resta spesso complicato. Le esche vengono lasciate in modo discreto, senza testimoni, rendendo difficile ricostruire la dinamica e risalire agli autori. Per questo motivo, la collaborazione dei cittadini diventa fondamentale.

La Lida ha lanciato un appello chiaro: chiunque abbia informazioni, immagini o segnalazioni utili deve contattare le forze dell’ordine. Le comunicazioni possono essere indirizzate alla Polizia Locale di Torino, in particolare alla sezione che copre l’area di Santa Rita e Mirafiori, oppure al numero unico di emergenza 112.
Nel frattempo, l’invito è alla massima prudenza. I proprietari di cani sono chiamati a prestare attenzione durante le passeggiate, evitando che gli animali ingeriscano oggetti trovati a terra. Tenere il guinzaglio corto, osservare i movimenti degli animali e segnalare immediatamente qualsiasi elemento sospetto può fare la differenza.
Anche per le famiglie, la raccomandazione è quella di vigilare sui più piccoli, soprattutto nelle aree verdi. In un contesto in cui il pericolo non è immediatamente visibile, la prevenzione diventa l’unico strumento efficace.
Quello che emerge da Mirafiori Sud è un quadro che va oltre il singolo episodio. È il segnale di una vulnerabilità che riguarda gli spazi pubblici e la loro sicurezza. Quando un gesto isolato riesce a generare paura diffusa, significa che il problema ha già superato la dimensione locale.
Ora la parola passa agli inquirenti e agli esiti delle analisi tossicologiche, che potranno chiarire la natura delle sostanze utilizzate e fornire elementi utili alle indagini. Ma intanto resta una certezza: tra i prati di quartiere si aggira un pericolo invisibile, e abbassare la guardia, in questo momento, non è un’opzione.
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