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Cronaca

Davide morto in via Nizza, la svolta: “forse caduto contro l’auto”

Non investito, ma un urto con una Jeep: le perizie cambiano lo scenario sulla morte del 19enne a Torino

Davide Borgione

Davide Borgione

Emergono nuovi elementi sulla morte di Davide Borgione, il 19enne deceduto in via Nizza dopo una serata in discoteca. A riportare gli sviluppi è il quotidiano La Stampa, che ricostruisce i risultati delle prime perizie e il nuovo scenario investigativo.

Le immagini delle telecamere avevano già mostrato gli ultimi istanti: la bici elettrica che ondeggia, poi la presenza di un’auto nelle vicinanze e infine il giovane a terra, mentre due persone gli frugano nelle tasche. Un quadro drammatico ma non sufficiente, inizialmente, a chiarire la dinamica della morte.

A distanza di due mesi, prende forma una tesi ritenuta plausibile: Davide Borgione avrebbe perso l’equilibrio da solo. Non sarebbe stato investito, ma potrebbe essere caduto contro una Jeep che transitava accanto a lui in quel momento, senza che il conducente si fermasse.

L’ipotesi nasce dalle prime consulenze disposte dalla pm Delia Boschetto. L’autopsia eseguita dal medico legale Roberto Testi conferma che il trauma cranico fatale è compatibile con una caduta autonoma dalla bici elettrica, parzialmente attutita dal cappuccio della felpa indossata dal giovane.

Ma l’analisi incrociata tra perizie e immagini apre a un’ulteriore possibilità: il ragazzo potrebbe aver impattato contro la carrozzeria della Jeep, proprio mentre perdeva l’equilibrio. Sulla vettura, sequestrata dagli investigatori, è stata rilevata un’ammaccatura evidente sopra il passaruota anteriore destro, nel punto compatibile con la caduta.

Sull’auto non sono state trovate tracce di dna del giovane. Tuttavia, secondo il professor Carlo Robino, consulente della difesa dell’autista assistito dall’avvocata Anna Rosa Oddone, questo non esclude il contatto: il cappuccio potrebbe aver assorbito eventuali tracce biologiche.

L’autista della Jeep, un dirigente di banca, è indagato per omissione di soccorso. In passato aveva dichiarato: «Non mi sono accorto di niente». E ancora: «Ho sentito qualcosa sopra la ruota, come un piccolo dosso su cui sono passato, poi ho proseguito la marcia, senza accelerare, piano». Parole che si completano con un ulteriore passaggio: «Quando sono tornato a casa ero pieno di dubbi. Ho riflettuto sul fatto che non ci sono dossi in via Nizza e così sono tornato sul posto. In effetti non ce n’erano. Mi sono allora presentato dai vigili per spiegare tutto».

Dichiarazioni che ora vengono rivalutate alla luce delle nuove risultanze, mentre resta aperto il principale interrogativo: come sia stato possibile non accorgersi dell’impatto.

Nel fascicolo risultano indagati anche altri due uomini, accusati di omissione di soccorso e furto. Sono le persone riprese mentre sottraggono il portafoglio al giovane ormai a terra prima di fuggire. L’auto su cui viaggiavano non era di loro proprietà, ma una vettura di servizio prestata da un carrozziere a uno dei due, coinvolto poche ore prima in un incidente.

Le indagini della procura proseguono per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente Torino.

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