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Cronaca

Slot irregolari e milioni evasi: maxi blitz a Torino contro il gioco illegale

Controlli in tutta la città, sequestri e denunce: nel mirino bar e sale giochi

Slot irregolari

Slot irregolari e milioni evasi: maxi blitz a Torino contro il gioco illegale

Slot scollegate dalla rete, schede manomesse e denaro non tracciato. È il quadro emerso da una vasta operazione della Guardia di finanza di Torino, condotta insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha portato alla luce un sistema diffuso di irregolarità nel settore del gioco.

I controlli hanno interessato 20 esercizi commerciali in tutto il capoluogo piemontese, con particolare attenzione ad alcune aree considerate più esposte. Tra queste, il quartiere Barriera di Milano, dove i finanzieri hanno individuato tre bar con situazioni particolarmente critiche.

All’interno dei locali sono stati trovati sette apparecchi da gioco irregolari, installati senza collegamento alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e privi delle necessarie autorizzazioni. Un sistema che consente di sottrarre le giocate ai controlli ufficiali e, di conseguenza, al prelievo fiscale.

Le verifiche tecniche hanno inoltre evidenziato anomalie nelle schede elettroniche utilizzate: alcune non rispettavano le specifiche previste, altre risultavano addirittura dismesse da società estranee all’attività. Le apparecchiature sono state sequestrate, insieme al denaro contenuto al loro interno — oltre 3.500 euro — e ai componenti elettronici irregolari. Il sequestro è stato convalidato dall’autorità giudiziaria. Sul piano penale, il rappresentante legale delle società coinvolte e un socio sono stati denunciati per ipotesi di frode informatica ed esercizio abusivo di attività di gioco.

Dalle indagini è emerso anche un elemento significativo sul piano gestionale: il socio, formalmente titolare di appena l’1% delle quote, sarebbe stato in realtà il gestore effettivo dell’attività, mentre il rappresentante legale ufficiale, con il 99%, non avrebbe avuto un ruolo operativo. Il quadro complessivo si traduce in numeri rilevanti. Le sanzioni amministrative contestate partono da 87 mila euro, ma soprattutto sono stati accertati tributi evasi per oltre 6 milioni di euro.

Di questi, circa 1,8 milioni riguardano il mancato versamento del Prelievo Erariale Unico, l’imposta sulle giocate, mentre oltre 4,4 milioni derivano da sanzioni e interessi. L’operazione ha fatto emergere anche irregolarità sul fronte del lavoro. Nei locali controllati sono stati identificati due dipendenti pagati in contanti e un lavoratore completamente in nero, con ulteriori sanzioni per circa 255 mila euro. Non sono mancate violazioni fiscali più ampie, tra cui problemi nella trasmissione dei corrispettivi telematici e l’assenza di controlli periodici sui registratori di cassa.

I controlli si sono estesi anche oltre Torino. In Val di Susa, in cinque sale giochi, sono state rilevate ulteriori irregolarità: in un caso la presenza di operatori privi di licenza, in altri quattro il mancato rispetto degli orari di funzionamento delle slot previsti dalla normativa regionale. L’operazione conferma un fenomeno complesso, in cui il gioco illegale si intreccia con evasione fiscale e lavoro irregolare. Un sistema che, oltre a sottrarre risorse allo Stato, espone i giocatori a circuiti non controllati e potenzialmente rischiosi.

Le autorità sottolineano come l’attività di controllo sia finalizzata non solo alla repressione, ma anche alla tutela degli operatori che rispettano le regole e delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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