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Lutto
31 Marzo 2026 - 11:36
Addio al generale degli Alpini Gentilucci: “Un maestro di rettitudine e dovere”
Non solo un ufficiale, ma un punto di riferimento umano e morale. La città di Saluzzo si prepara a dare l’ultimo saluto al generale degli Alpini Franco Gentilucci, scomparso lunedì 30 marzo all’età di 88 anni, lasciando un segno profondo nel mondo militare e in intere generazioni di ufficiali.
Le esequie saranno celebrate mercoledì 1° aprile alle 15.30 nella Cattedrale cittadina, con partenza alle 15.15 dalla Casa del Commiato Calosso–Demaria. Il rosario sarà recitato martedì 31 marzo alle 17.30.
Classe 1937, Gentilucci ha ricoperto incarichi di primo piano nell’Esercito italiano: è stato Comandante del Gruppo Aosta, Capo centro tiro, Comandante del Reparto Comando e della 4ª Batteria, oltre a guidare la Scuola Militare Nunziatella tra il 1988 e il 1991. Un percorso culminato anche nel ruolo di Comandante del Battaglione Allievi Ufficiali dell’Accademia di Modena.
Proprio da qui arriva uno dei ricordi più intensi. Gli ex allievi del 163° corso “Lealtà” lo descrivono come un maestro di vita, capace di trasmettere valori ben oltre l’addestramento militare. “Di lui serbiamo un ricordo indelebile — scrivono — legato a un modello di rettitudine che indicava la strada del buon soldato e dell’uomo onesto”.
Un insegnamento che, sottolineano, non si limitava alla tecnica, ma univa formazione professionale e azione pedagogica. Gentilucci, allora tenente colonnello, seppe educare i suoi allievi al senso del dovere, al sacrificio, al rispetto e al vivere civile. “È stato un validissimo maestro — ricordano — e quel modello ci ha accompagnati negli anni”.
Parole che restituiscono il profilo di un comandante capace di lasciare un’impronta duratura, non solo nella carriera dei suoi uomini ma anche nella loro crescita personale.
Anche il Gruppo Artiglieri di Montagna “Aosta” della caserma Mario Musso ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Gentilucci per la serietà, la coerenza e l’orgoglio di appartenere all’Arma.
Il generale lascia la moglie Rita, le figlie — indicate in alcuni ricordi come Alessandra e Barbara — i nipoti e una famiglia allargata che oggi si stringe nel dolore, insieme a una comunità militare che continua a riconoscersi nei valori da lui trasmessi.
Il saluto di Saluzzo sarà quindi anche il saluto dell’Esercito a uno dei suoi uomini più rappresentativi. Un comandante, un educatore, un testimone di valori che continuano a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.

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