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Cronaca
28 Marzo 2026 - 08:56
Schiaffo in pieno volto all’agente: nuova aggressione in carcere a Torino (immagine di repertorio)
Il clima resta molto teso all’interno del carcere di Torino, dove il Padiglione B continua a essere al centro di episodi di violenza che, secondo i sindacati, non sarebbero più sporadici ma ormai strutturali. L’ultimo caso si è verificato nel pomeriggio del 27 marzo, quando un agente di polizia penitenziaria è stato aggredito durante il servizio.
Secondo quanto ricostruito, un detenuto di nazionalità marocchina, già sottoposto a isolamento disciplinare, ha approfittato dell’apertura della cella per recarsi alla doccia per colpire improvvisamente l’agente in servizio. Un gesto repentino e senza apparente motivo, sferrato con violenza al volto, che ha costretto il poliziotto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria. Le sue condizioni, fanno sapere dal sindacato, restano da monitorare e nelle prossime ore saranno effettuati ulteriori accertamenti.
Ma l’episodio, sottolinea l’OSAPP, non è un caso isolato. Anzi, si inserisce in un quadro che viene definito sempre più preoccupante. “Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza in un contesto ormai fuori controllo”, denuncia il segretario generale Leo Beneduci, che punta il dito contro una gestione ritenuta inadeguata e chiede un intervento immediato del Ministero della Giustizia.
Nel mirino, in particolare, la situazione del terzo piano del Padiglione B, dove – secondo il sindacato – i detenuti si troverebbero di fatto in una condizione di “apertura diffusa”, con livelli di controllo ridotti rispetto alle criticità presenti. Una gestione che, sempre secondo l’OSAPP, esporrebbe gli agenti a rischi elevati, soprattutto nei turni pomeridiani, quando il personale risulterebbe numericamente insufficiente e privo del necessario supporto operativo.
“Il personale viene lasciato solo, nel silenzio assordante dei vertici dell’istituto”, attacca ancora Beneduci, parlando apertamente di una situazione ormai insostenibile. Da tempo, infatti, il sindacato segnala criticità organizzative e carenze strutturali, senza che – viene evidenziato – siano state adottate misure risolutive.
La richiesta è chiara: un’ispezione urgente da parte del ministro Nordio per fare luce su quanto sta accadendo all’interno del carcere torinese e per individuare interventi concreti in grado di ristabilire condizioni di sicurezza adeguate.
Nel frattempo, resta la realtà dei fatti: un altro agente finito in ospedale, un altro episodio di violenza e un sistema che, almeno secondo chi ci lavora ogni giorno, mostra segni sempre più evidenti di affanno.

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