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Cronaca

Zone rosse a Torino: via libera al decreto sicurezza. Più controlli e telecamere

Allontanamenti, controlli e 4,5 milioni per la videosorveglianza. Nuovo piano del Prefetto su movida e periferie

Zone rosse a Torino: via libera al decreto sicurezza. Più controlli e telecamere

Zone rosse a Torino: via libera al decreto sicurezza. Più controlli e telecamere (immagine di repertorio)

Più controlli, nuove regole e un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nei quartieri più sensibili. A Torino entra in una nuova fase la strategia sulla sicurezza urbana: dal 31 marzo saranno operative sei zone a vigilanza rafforzata, individuate dal Prefetto Donato Cafagna in attuazione del nuovo decreto sicurezza.

Le aree interessate non sono casuali. La mappa disegnata dalla Prefettura si basa su un’analisi puntuale dei reati e delle segnalazioni di degrado arrivate dai cittadini. Dentro il perimetro rientrano quartieri come Barriera di Milano, San Salvario, San Donato, Dora Vanchiglia, ma anche la zona di piazza Bengasi – Nizza Millefonti e le aree della movida del centro. Attenzione particolare anche agli spazi verdi, dai giardini Sambuy a quelli dedicati a Madre Teresa di Calcutta, considerati punti sensibili sotto il profilo della sicurezza.

Il cuore del provvedimento sta negli strumenti operativi messi a disposizione delle forze dell’ordine. Nelle zone individuate sarà possibile allontanare per 48 ore persone ritenute pericolose, in particolare soggetti già denunciati negli ultimi cinque anni per reati contro la persona, il patrimonio, legati agli stupefacenti o all’uso di armi. Una misura immediata che, in caso di comportamenti reiterati, potrà trasformarsi in qualcosa di più incisivo: il Dacur, ovvero il divieto di accesso all’area, potrà essere disposto dal Questore fino a un massimo di dodici mesi.

Non solo repressione, ma anche prevenzione. Il piano prevede un rafforzamento dei controlli sugli esercizi pubblici, con particolare attenzione alla somministrazione di alcolici ai minori e al rispetto delle norme nei locali e nei distributori automatici. In campo anche la Polizia Municipale, chiamata a intensificare le verifiche, comprese quelle legate al Codice della strada, con un occhio ai mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per reati predatori o attività di spaccio.

Il quadro che emerge dai numeri forniti dalla Prefettura racconta già uno sforzo significativo sul fronte della sicurezza: nel corso dell’anno sono state controllate 58mila persone, con oltre 1.600 denunce e 657 arresti, oltre al sequestro di più di 200 chili di sostanze stupefacenti. Dati che spiegano la scelta di alzare ulteriormente il livello di attenzione.

Accanto alla presenza sul territorio, un altro pilastro della strategia è il potenziamento della videosorveglianza. Il sistema cittadino sarà ampliato grazie alle risorse del Ministero dell’Interno, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune. Si parla di circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, a cui si aggiungono fondi regionali e ulteriori finanziamenti in arrivo. L’obiettivo è duplice: prevenire reati come le truffe agli anziani e monitorare le aree più delicate, a partire da quelle vicine alle scuole.

Il nuovo assetto segna dunque un cambio di passo nella gestione della sicurezza urbana a Torino, tra controlli più serrati, strumenti più incisivi e un uso sempre più esteso della tecnologia. Un equilibrio delicato, quello tra prevenzione e repressione, che nei prossimi mesi sarà messo alla prova sul campo.

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