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Cronaca
26 Marzo 2026 - 11:29
Spara dopo una lite nel parcheggio: arrestato per tentato omicidio
Una lite degenerata in violenza, poi lo sparo e la fuga. A distanza di mesi, arriva la svolta nelle indagini sul tentato omicidio avvenuto nella notte dell’11 dicembre scorso nel parcheggio del Centro sportivo Roero. I carabinieri della compagnia di Bra hanno arrestato un 35enne di origine albanese, ritenuto il presunto responsabile dell’aggressione armata.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali legati a reati contro la persona e allo spaccio di stupefacenti, viveva nel Braidese ma risultava di fatto senza fissa dimora. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato lui a esplodere un colpo di pistola contro un 32enne di origine campana, al culmine di una lite scoppiata intorno all’1.30.
Il ferito, colpito da un proiettile di piccolo calibro, era stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale di Verduno, per poi essere trasferito a Cuneo in prognosi riservata. Le sue condizioni erano apparse subito gravi, ma dopo giorni di cure intensive l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo. Le indagini, avviate immediatamente dopo i fatti, si sono concentrate sull’analisi delle testimonianze e dei movimenti registrati nella zona. Un lavoro investigativo complesso che ha portato a raccogliere elementi ritenuti decisivi per individuare il presunto autore.
Determinante anche il ritrovamento dell’arma utilizzata: una pistola Beretta modello 76 S calibro 22, risultata rubata, recuperata in un’area boschiva di Monticello d’Alba, vicino al fiume Tanaro. L’arma era stata abbandonata nel tentativo di cancellare le tracce.
Il 35enne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Asti, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno che continua a preoccupare: le liti improvvise che degenerano in violenza armata, spesso in contesti apparentemente ordinari come parcheggi o luoghi di ritrovo. Un caso che si è concluso senza esito fatale, ma che evidenzia ancora una volta quanto sottile possa essere il confine tra un diverbio e un gesto estremo.

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