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Cronaca

Morte del custode nella villa di Marco Lavazza, sempre più probabile l’ipotesi suicidio

L’uomo, 49 anni, era stato trovato senza vita sabato pomeriggio nella residenza torinese. Domani l’autopsia per chiarire definitivamente le cause

Morte del custode nella villa di Marco Lavazza, sempre più probabile l’ipotesi suicidio

Morte del custode nella villa di Marco Lavazza, sempre più probabile l’ipotesi suicidio (immagine di repertorio)

Si rafforza l’ipotesi del suicidio nella morte di Ronald Adarlo, il custode filippino di 49 anni trovato senza vita sabato scorso nella villa torinese di Marco Lavazza, vicepresidente dell’omonimo gruppo del caffè e dell’Unione Industriali di Torino. A fare chiarezza definitiva sarà comunque l’autopsia disposta dalla Procura di Torino, che verrà eseguita nella giornata di domani.

L’uomo era stato trovato morto nel pomeriggio di sabato all’interno della proprietà privata della famiglia Lavazza. Il ritrovamento aveva fatto scattare immediatamente l’intervento dei carabinieri, che avevano avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare tutte le possibili piste.

In un primo momento gli investigatori avevano preso in considerazione diverse ipotesi, tra cui quella di un incidente sul lavoro, dato che Adarlo lavorava come custode nella villa. Con il passare delle ore, tuttavia, gli elementi raccolti durante le indagini hanno iniziato a orientare gli accertamenti verso una possibile morte volontaria.

A rafforzare questa pista sarebbe stato in particolare un video registrato dalle telecamere di sorveglianza della villa, acquisito dagli inquirenti. Le immagini mostrerebbero gli istanti precedenti alla caduta, fornendo elementi che secondo gli investigatori sarebbero compatibili con un gesto volontario.

Alcuni fotogrammi, inizialmente ritenuti poco significativi, sono stati successivamente riesaminati e avrebbero contribuito a delineare un quadro più chiaro della dinamica. Proprio da questa analisi sarebbe emersa l’ipotesi che il 49enne si sia gettato volontariamente, circostanza che dovrà però essere confermata dagli accertamenti medico-legali.

Diversa, almeno inizialmente, la posizione dei familiari dell’uomo, che avevano respinto la possibilità del suicidio. Fin dalle prime ore dopo il ritrovamento, però, gli investigatori dell’Arma avevano preso in considerazione questa pista, continuando a lavorare per raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Il fascicolo aperto dalla Procura non contiene al momento indagati né ipotesi di reato, trattandosi di un’indagine conoscitiva finalizzata a chiarire le circostanze della morte.

L’autopsia prevista per domani dovrà stabilire con precisione le cause del decesso, verificando se le lesioni riscontrate sul corpo siano effettivamente compatibili con una caduta dall’alto e se vi siano altri elementi utili a ricostruire quanto accaduto all’interno della villa.

Solo dopo gli esiti degli esami medico-legali e delle ulteriori verifiche investigative la Procura potrà stabilire con maggiore certezza la dinamica della tragedia che ha portato alla morte del custode.

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