Nel 2025 in Piemonte sono stati segnalati 1.621 episodi di violenza ai danni di operatori delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, con il coinvolgimento complessivo di 2.207 lavoratori. Il dato emerge dalla relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, diffusa dal ministero della Salute.
Dalle segnalazioni raccolte risulta che quasi tre vittime su quattro sono donne: il 72% delle aggressioni ha riguardato personale femminile. La categoria professionale più esposta è quella degli infermieri, che rappresentano il 61% dei casi, seguiti da medici e operatori socio-sanitari (Oss).
Le aggressioni si verificano soprattutto negli ospedali, dove si concentra la maggior parte degli episodi segnalati. In particolare, i contesti più critici risultano essere i pronto soccorso, con 527 casi, seguiti dalle aree di degenza con 378 episodi e dai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, dove sono stati registrati 199 eventi.
Anche nelle strutture territoriali si registrano situazioni di rischio. Qui gli episodi segnalati riguardano soprattutto gli ambulatori territoriali, con 91 casi, seguiti dai Servizi per le dipendenze (62) e dagli istituti penitenziari (56).
Per quanto riguarda i responsabili delle aggressioni, nella maggior parte dei casi si tratta direttamente di pazienti o utenti, indicati in 1.092 episodi, mentre in 906 casi l’aggressore è un parente, caregiver o conoscente del paziente.
La forma di violenza più diffusa è quella verbale, che riguarda l’87% degli episodi. Più limitata, ma comunque significativa, la quota di violenza fisica, che compare nel 26% dei casi ed è spesso accompagnata da aggressioni verbali. Più rari gli atti contro beni o strutture, segnalati nel 10% degli episodi.
Dal punto di vista anagrafico, le aggressioni risultano distribuite in modo abbastanza uniforme tra le principali fasce d’età della popolazione lavorativa. Gli operatori tra 30 e 59 anni rappresentano infatti oltre l’81% dei casi segnalati.
Gli episodi avvengono prevalentemente nei giorni feriali, quando si concentra oltre l’84% degli eventi. Analizzando invece le fasce orarie, il momento più critico è il turno del mattino, con 696 aggressioni, seguito dal pomeriggio con 528 casi e dal turno notturno, durante il quale sono stati registrati 397 episodi.
I dati confermano come il tema della sicurezza del personale sanitario resti uno dei problemi più rilevanti del sistema sanitario, soprattutto nei contesti più esposti alla pressione dell’utenza, come i pronto soccorso e i reparti ospedalieri ad alta intensità di lavoro.