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Cronaca
11 Marzo 2026 - 16:10
Macugnaga, lavori vicino al ghiacciaio del Belvedere: a processo l’ex sindaco Bonacci
Sarà il prossimo 15 giugno la data della ripresa del processo a carico di Alessandro Bonacci, ex sindaco di Macugnaga, nel Verbano-Cusio-Ossola. L’84enne è accusato di reati edilizi legati alla realizzazione di un tracciato viario nella zona del Belvedere, a circa 1.900 metri di quota, nelle vicinanze dell’omonimo ghiacciaio situato sulla parete orientale del Monte Rosa.
Bonacci ha deciso di affrontare il procedimento con il rito ordinario, senza ricorrere a riti alternativi. Diversa invece la scelta degli altri quattro imputati coinvolti nella vicenda: Davide Martini, tecnico comunale, Paolo Ferraris, direttore dei lavori, e gli esecutori materiali Mara Spagnoli e Massimo Frisa hanno optato per il rito abbreviato, che prevede una decisione basata sugli atti dell’indagine e consente una eventuale riduzione della pena in caso di condanna. Per loro la prossima udienza è stata fissata per il 18 novembre.
Durante l’udienza pre-dibattimentale svoltasi nei giorni scorsi, il Comune di Macugnaga è stato ammesso come parte civile nel processo. Non ha invece preso parte al procedimento la Regione Piemonte, indicata tra le parti offese ma assente in aula. La giudice Beatrice Alesci ha disposto lo stralcio delle posizioni dei quattro imputati che hanno scelto l’abbreviato, separando il loro percorso processuale da quello dell’ex sindaco. Il fascicolo relativo a Bonacci è stato quindi assegnato alla giudice Marianna Panattoni, davanti alla quale si terrà il dibattimento.
L’inchiesta riguarda in particolare un tratto iniziale di circa 551 metri del sentiero che collega la zona della seggiovia del Belvedere al rifugio Zamboni-Zappa, uno dei percorsi più frequentati della zona. Alla fine di maggio del 2023 la guardia di finanza aveva individuato lavori in corso nell’area, accertando – secondo l’ipotesi accusatoria – la realizzazione di interventi senza le necessarie autorizzazioni.
Secondo la Procura di Verbania, le opere sarebbero state eseguite in assenza della valutazione d’incidenza ambientale, obbligatoria perché l’area rientra nella Rete Natura 2000, il sistema europeo di tutela degli habitat naturali e delle specie protette. L’accusa sostiene dunque che i lavori avrebbero alterato un contesto ambientale particolarmente delicato senza le verifiche previste dalla normativa.

Alessandro Bonacci
Di tutt’altro tenore la ricostruzione della difesa dell’ex sindaco. Secondo i legali di Bonacci, l’intervento non avrebbe comportato la realizzazione di una nuova strada o di un vero e proprio tracciato viario, ma sarebbe stato un intervento urgente reso necessario dai movimenti del ghiacciaio, che nei mesi precedenti avrebbero progressivamente eroso la pista di accesso alla zona. In quest’ottica, l’allargamento del sentiero sarebbe stato temporaneo e funzionale a consentire il passaggio dei mezzi necessari per i lavori di messa in sicurezza dell’area.
A sostegno di questa tesi viene richiamata anche una delibera del Comune di Macugnaga datata 18 maggio 2023, che autorizzerebbe l’intervento. La Procura di Verbania, tuttavia, ritiene che il documento possa essere falso o redatto successivamente ai lavori, ipotizzando quindi una possibile retrodatazione. Proprio su questo aspetto si innesta un secondo procedimento penale a carico dell’ex primo cittadino: Bonacci è infatti accusato anche di depistaggio e frode processuale, in relazione alla gestione di quell’atto amministrativo.
Il processo per queste ulteriori accuse è già stato calendarizzato e la prossima udienza è prevista per il 5 maggio.
La vicenda giudiziaria ruota dunque attorno a uno dei luoghi più suggestivi dell’arco alpino piemontese, alle pendici del Monte Rosa, dove il rapporto tra attività umana, turismo e tutela ambientale è particolarmente delicato. Sarà il dibattimento dei prossimi mesi a stabilire se gli interventi effettuati nell’area del Belvedere siano stati un’operazione necessaria per garantire la sicurezza dei percorsi oppure se, come sostiene l’accusa, si sia trattato di lavori eseguiti senza il rispetto delle norme ambientali previste.
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