AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
10 Marzo 2026 - 16:43
Pino Masciari
Tre colpi di pistola a pochi metri da casa del testimone di giustizia Pino Masciari. I fori sono stati trovati sui cartelli stradali vicino alla sua abitazione, nel Torinese. A denunciarlo è stato lo stesso imprenditore calabrese, che da anni vive sotto tutela dopo aver testimoniato contro la ’ndrangheta. Per lui non ci sono dubbi: potrebbe trattarsi dell’ennesimo segnale intimidatorio.
«Lo Stato dovrebbe proteggermi, invece continua a minimizzare la mia situazione», ha dichiarato Masciari, parlando di un clima che definisce sempre più pesante. Negli ultimi mesi, racconta, la sua posizione sarebbe stata più volte messa in discussione, fino all’ipotesi di una possibile revoca della scorta. «Eppure questo episodio dimostra che il pericolo per me e per la mia famiglia non è affatto finito».

Pino Masciari durante un recente incontro a Ivrea
Masciari non è un nome qualunque nella storia dell’antimafia. Negli anni Novanta, a Catanzaro, denunciò le pressioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici. Una scelta che gli costò cara. Dopo le sue rivelazioni iniziò una lunga serie di intimidazioni: furti, incendi, danneggiamenti, minacce e aggressioni. Nel 1997 lo Stato decise di inserirlo nel programma speciale di protezione per i testimoni di giustizia.
Quel programma è terminato nel 2010. Da allora Masciari si è trasferito in Piemonte, dove vive con la famiglia sotto tutela. Ma, sostiene, le minacce non sarebbero mai cessate del tutto. Negli ultimi anni, racconta, avrebbe ricevuto messaggi intimidatori e notato movimenti sospetti nei pressi della sua abitazione. Episodi che, alla luce dei tre colpi esplosi vicino a casa, assumono – secondo lui – un significato ancora più inquietante.
L’episodio riguarda i tre fori di proiettile comparsi sui cartelli stradali a poca distanza dalla sua abitazione. Masciari ha sporto denuncia e ora chiede che vengano fatti tutti gli accertamenti del caso. Secondo quanto riferito, i colpi sarebbero stati esplosi nella zona senza che nessuno se ne accorgesse nell’immediato. Un fatto che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza dei testimoni di giustizia e sulla necessità di garantire loro misure di protezione adeguate.
Sulla vicenda si è espresso anche Davide Mattiello, ex parlamentare del Partito democratico e oggi presidente dell’associazione Articolo 21 Piemonte, che ha ricordato il ruolo svolto da Masciari nella lotta alle mafie.
«Con le sue denunce ha scritto una pagina importante dell’antimafia calabrese», ha spiegato Mattiello. Poi l’interrogativo: «Non sappiamo se quei colpi fossero diretti a lui, ma resta una domanda: le misure di protezione previste oggi dallo Stato sono davvero adeguate per chi ha reso un servizio così importante alla Repubblica?».
Alla denuncia di Masciari si aggiunge anche la presa di posizione del Movimento 5 Stelle Piemonte.
«Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza a Pino Masciari e alla sua famiglia. I tre fori di proiettile comparsi sui cartelli stradali sono un segnale grave che non deve essere sottovalutato. Quanto accaduto assume un significato ancora più forte mentre il Piemonte si prepara ad accogliere, il 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera.
Parliamo di un testimone di giustizia che da anni vive sotto minaccia per aver avuto il coraggio di denunciare la ’ndrangheta, scegliendo di stare dalla parte della legalità e dello Stato e pagando un prezzo personale altissimo per la sua testimonianza. Di fronte a fatti di questa natura, lo Stato ha il dovere di garantire massima attenzione, piena tutela e protezione concreta, senza ambiguità e senza arretramenti.
Chiediamo al Governo un’attenzione forte e immediata, con un monitoraggio serio, una tutela concreta per chi denuncia e una presenza dello Stato visibile, costante e all’altezza della sfida. La sicurezza di Pino Masciari e dei suoi familiari deve restare una priorità assoluta. La lotta alle mafie non si fa soltanto con le parole o nelle commemorazioni, ma garantendo protezione reale a chi, con coraggio, ha deciso di non piegarsi».
La vicenda resta ora al centro dell’attenzione. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a stabilire quando siano stati sparati i colpi e se possano essere collegati a un gesto intimidatorio. Masciari, però, non nasconde l’amarezza: dopo anni di testimonianze e denunce, chiede che lo Stato continui a garantire protezione a chi ha scelto di non piegarsi alla criminalità organizzata.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.