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Cronaca
09 Marzo 2026 - 21:32
Addio a Umberto Allemandi, fondatore de Il Giornale dell’Arte
È morto Umberto Allemandi, fondatore dell’omonima casa editrice e ideatore de Il Giornale dell’Arte, una delle più importanti testate dedicate alla cultura e al mercato artistico. L’editore e giornalista si è spento oggi, 9 marzo 2026, nel giorno del suo 88esimo compleanno.
Con la sua attività editoriale Allemandi ha segnato profondamente il modo di raccontare l’arte in Italia, introducendo nel giornalismo culturale un approccio più rigoroso e strutturato, vicino alle logiche della stampa quotidiana.
Nel 1983 fondò a Torino Il Giornale dell’Arte, prima testata italiana interamente dedicata all’informazione artistica. Sotto la sua direzione, durata oltre quarant’anni, il giornale è diventato un punto di riferimento internazionale per storici dell’arte, direttori di musei, galleristi, antiquari, collezionisti e studenti.
Allemandi proveniva dal mondo della comunicazione e della pubblicità, dove si era formato come copywriter nello studio Armando Testa, una delle più importanti agenzie italiane.
Successivamente aveva maturato esperienza nel settore editoriale lavorando con Bolaffi e con Bolaffi Mondadori, sviluppando una visione innovativa della comunicazione culturale.
Nel suo lavoro editoriale applicò una vera e propria disciplina giornalistica al racconto dell’arte: grande attenzione ai titoli, cura nella gerarchia delle informazioni e revisione scrupolosa dei testi.
Allo stesso tempo, chi lo ha conosciuto ricorda la sua curiosità inesauribile, capace di cogliere ogni notizia significativa nel panorama artistico: restauri, nomine, acquisizioni museali, dinamiche del mercato internazionale.
Pochi anni dopo la nascita del giornale, l’esperienza editoriale si trasformò in una rete internazionale di informazione sull’arte. Nel 1990 nacque infatti The Art Newspaper, edizione in lingua inglese con sede a Londra.
Negli anni successivi arrivarono anche altre edizioni internazionali, tra cui Ta Nea tis Technis in Grecia, Le Journal des Arts in Francia, El Periódico del Arte in Spagna, oltre alle versioni pubblicate in Russia, Cina e Turchia.
Grazie a questa espansione, il progetto editoriale creato da Allemandi ha raggiunto una diffusione in oltre ottanta Paesi, diventando una delle principali fonti di informazione sul sistema artistico mondiale.
Parallelamente alla testata giornalistica, la Società Editrice Allemandi ha pubblicato numerose monografie e collane dedicate alla storia dell’arte, contribuendo alla formazione di generazioni di studiosi e appassionati.
Nel 1992 Allemandi ricevette il Premio Nazionale per la Cultura, conferito dall’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi, riconoscimento per il suo contributo alla diffusione della cultura artistica.
Tra le iniziative più innovative promosse dall’editore vi fu anche la gestione dei bookshop museali: nel 1995, in collaborazione con la Réunion des Musées Nationaux, la casa editrice vinse la prima gara italiana per la gestione delle librerie nei musei statali.
Nel corso degli anni la società ha gestito diversi punti vendita culturali all’interno di importanti istituzioni, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Museo Egizio di Torino, la Reggia di Venaria, il Castello Sforzesco di Milano e la Galleria d’Arte Contemporanea di Torino.
Allemandi ha diretto Il Giornale dell’Arte per 42 anni, fino alla cessione della casa editrice nel dicembre 2024 a un nuovo gruppo formato da Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.
Nel corso della sua carriera amava ricordare con orgoglio di aver letto, corretto e titolato quasi 50mila pagine, testimonianza di una vita interamente dedicata al giornalismo culturale e alla diffusione della conoscenza artistica.
Con la sua scomparsa si chiude una pagina importante dell’editoria d’arte italiana, ma resta l’eredità di un progetto editoriale che ha contribuito a trasformare il modo di raccontare il patrimonio artistico nel mondo.

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