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Addio a Santina, mamma di Antonio Pintus del Real Madrid

Il preparatore atletico della società spagnola originario di Settimo è stato abbracciato in campo da Valverde, autore del gol della vittoria a Celta Vigo: "Fede sei un gentiluomo, siamo una famiglia"

Addio a Santina, mamma di Antonio Pintus del Real Madrid

Santina, la mamma di Antonio Pintus, preparatore atletico del Real Madrid è mancata. Aveva 90 e abitava a Settimo fin dagli anni Sessanta

In principio, mamma Domenica Santa Mordà conosciuta da tutti come Santina non era particolarmente appassionata di calcio. Era giunta al Nord negli anni del boom economico e sposò Vittorio Pintus, anch’egli diventato un volto noto al Villaggio Fiat a Settimo, appassionato di sport e assiduo frequentatore delle serate dedicate al “Cinema sotto le stelle”, in via don Sales. Santina ci ha lasciato nella giornata di giovedì 26 febbraio, era ricoverata all’ospedale di Chivasso. Aveva 90 anni. Ed è spontaneo affiancare il suo nome a quello di Antonio Pintus, suo figlio, preparatore atletico del Real Madrid e ritornato d’urgenza dalla Spagna con un aereo privato del presidente della società madrilena, Florentino Pérez. 

“Mia mamma era una casalinga, non credeva molto nello sport come mestiere - ricorda Antonio Pintus - ma poi si è ricreduta quando la Juventus mi aveva chiamato al telefono nel 1991. Una volta arrivai a casa con la borsa di Giancarlo Marocchi, che avrei dovuto allenare il giorno dopo, e aveva voluto vedere e toccare gli indumenti di un calciatore. E’ stato un momento divertente, lei era molto affascinata da quelli che erano considerato idoli dello sport. Io avevo avuto nello stesso periodo un’offerta per un posto da informatore scientifico, per una casa farmaceutica, ma sia mia mamma che mio papà caldeggiarono invece il mio impegno per la Juventus. Hai studiato una vita, mi dicevano, ed è giusto che tu vada alla Juventus”. 

Un destino vincente che passa attraverso la saggezza e l’amore dei genitori, pur restando sempre con i piedi per terra. “Sì, mi diceva “beh meno male che avete vinto” - ricorda ancora Antonio - ma non ha mai dato peso al valore dei trofei. Poi però ammetteva di non riuscire a guardare le partite in diretta, soffriva troppo”. Ma Antonio Pintus, prima di diventare un preparatore atletico di fama internazionale, cominciando nelle serate nebbiose in via Amendola, con la squadra Juniores del Settimo prima di fare il grande salto, era anche un campione di atletica leggera. 

“Mia mamma mi diceva: sei quello che corre meglio, sei il più bello da vedere - racconta - . Partecipavo e vincevo sempre le gare dei 1000 metri organizzate per i figli dei dipendenti Fiat alla Sisport di via Guala, e mio papà era molto orgoglioso di vedere il mio nome in testa alle classifiche interne. Mia mamma me lo raccontava sempre: mio papà aveva avuto una sorta di premonizione passando di fianco a quei campi sportivi di Mirafiori. Vedrai, diceva, che nostro figlio correrà qui, alla Sisport, e annunceranno il suo nome. E fu così”. Santina lascia un vuoto incolmabile nel figlio Antonio, nella nuora Hafi e negli adorati nipoti Rachele, Leonardo e Vittorio. 

Le esequie, celebrate nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe Artigiano nella mattinata di sabato 28 febbraio, hanno rappresentato l’ultimo abbraccio di una città a mamma Santina, simbolo di una generazione che ha saputo trasmettere valori e speranze al proprio figlio diventato, poi, il professionista sportivo più vincente nel mondo.

Al ritorno in campionato, il bomber Federico Valverde è corso a cercare Antonio Pintus in panchina per dedicargli un abbraccio speciale dopo aver segnato il gol della vittoria per il Real Madrid in trasferta contro il Celta Vigo, a tempo scaduto. Una manifestazione di affetto su cui si sono interrogati tanti quotidiani sportivi e nelle trasmissioni televisive. Il preparatore atletico, commosso da questo gesto di affetto, ha affidato ai social la chiave di lettura di quel gesto e il suo messaggio di ringraziamento, a conferma di uno spogliatoio unito anche grazie all'opera del preparatore atletico: "Fede mi abbraccia dopo il gol per mia mamma che è mancata. Grazie, sei un autentico gentiluomo e un giocatore fantastico. Il Real Madrid è una famiglia". 

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