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Cronaca

Petardi nel tronco di un platano: parco giochi del Canavese trasformato in teatro di vandalismo

Due tredicenni incendiano un albero. Residenti esasperati: “Non sono più bravate, è mancanza di rispetto”

Petardi nel tronco

Petardi nel tronco di un platano: parco giochi del Canavese trasformato in teatro di vandalismo

Hanno infilato petardi nel cavo di un grande platano e li hanno fatti esplodere. Pochi istanti dopo il tronco ha iniziato a fumare, poi sono arrivate le fiamme. Un gesto che poteva trasformarsi in qualcosa di molto più grave, e che invece si è fermato prima della tragedia solo grazie a un intervento rapido e a un pizzico di lucidità degli stessi responsabili.

È accaduto ieri sera nel parco giochi di San Giusto Canavese, dove due ragazzi di appena 13 anni hanno dato fuoco a un albero dopo aver lanciato dei petardi all’interno di una cavità del tronco. Un atto pericoloso, che ha immediatamente attirato l’attenzione dei residenti della zona.

Dopo aver visto il fumo e le prime fiamme, i due giovani avrebbero tentato di spegnere l’incendio senza riuscirci. A quel punto, spaventati dalle possibili conseguenze, sono stati proprio loro a chiamare i vigili del fuoco. Nel frattempo un abitante di una casa vicina, accortosi di quanto stava accadendo, è intervenuto immediatamente e ha confermato la richiesta di soccorso.

Una segnalazione che ha consentito ai pompieri di arrivare rapidamente sul posto e di evitare che la situazione degenerasse.

Quando i vigili del fuoco sono arrivati nel parco, il tronco del platano stava già bruciando all’interno. L’intervento è servito a domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, impedendo che il fuoco potesse estendersi alla vegetazione o agli arredi del parco giochi.

Sul posto erano presenti anche il sindaco e l’assessore Amore, oltre a diversi residenti che nel giro di pochi minuti si sono radunati attorno all’area dell’incendio. La loro presenza, insieme alla rapidità dell’intervento, ha evitato che l’episodio potesse trasformarsi in qualcosa di ben più grave.

Ma ciò che è accaduto ieri sera non è stato percepito come un caso isolato.

Anzi, secondo l’amministrazione comunale e molti cittadini della zona, l’incendio del platano è soltanto l’ultimo episodio di una lunga serie di comportamenti irresponsabili che da tempo si registrano nel parco giochi e nelle aree vicine.

Il parco era stato recentemente sistemato con risorse pubbliche, proprio per offrire ai più piccoli uno spazio sicuro dove giocare. Un investimento pensato per migliorare la qualità della vita del paese e creare un luogo di incontro per le famiglie.

Negli ultimi mesi, però, quello spazio è diventato per alcuni adolescenti una sorta di zona franca dove sfogare vandalismo e incoscienza.

Le segnalazioni dei residenti parlano di ragazzi ben oltre il limite di età consentito – fissato a 12 anni – che utilizzano i giochi in modo pericoloso. C’è chi si siede in tre o quattro sulle altalene, chi riesce a farle ruotare completamente verso l’alto fino a compiere giri di 360 gradi, con uno di loro ancora seduto sopra.

Non solo.

Negli ultimi tempi si sono moltiplicati anche episodi più gravi: sassate contro i giochi, lanci di pietre contro le case vicine e persino la rottura del vetro della porta d’ingresso di un’abitazione. Per chi vive accanto al parco la situazione è diventata difficile da sopportare.

Molti residenti raccontano di sentirsi impotenti di fronte a questi comportamenti, costretti a convivere ogni giorno con rumori, vandalismi e atti di inciviltà che colpiscono uno spazio pubblico nato per tutt’altro scopo.

Ed è proprio su questo punto che l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire con parole particolarmente dure. Perché, come sottolineato nel messaggio diffuso dal Comune, non si tratta più di semplici bravate. Sono gesti che dimostrano una profonda mancanza di rispetto verso il patrimonio pubblico, verso il lavoro di chi si impegna per migliorare il paese e verso i cittadini che vivono accanto a questi spazi.

Il parco giochi, gli alberi, le strade e le piazze non sono proprietà anonime. Sono beni di tutti, simboli concreti di una comunità che investe sulle nuove generazioni e sulla qualità della vita.

Ma perché questi luoghi restino davvero spazi di incontro e non diventino scenari di vandalismo serve qualcosa che nessun regolamento può imporre. Serve educazione. Un valore che non nasce da un cartello o da una multa, ma che si costruisce giorno dopo giorno, soprattutto in famiglia.

Il messaggio che arriva da San Giusto Canavese è chiaro e, in molti passaggi, volutamente polemico: senza rispetto per ciò che appartiene a tutti, nessuna comunità può davvero funzionare. Perché il rispetto per il proprio paese non si impone con la forza. Si impara. E soprattutto si insegna.

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