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Cronaca

Cellulare nascosto sotto le piastrelle in cella di alta sicurezza: scoppia il caso a Saluzzo

Smartphone e sim card scoperti durante un controllo nella nona sezione. L’Osapp denuncia: «Le carceri italiane sono fuori controllo»

Cellulare nascosto sotto le piastrelle in cella di alta sicurezza: scoppia il caso a Saluzzo

Cellulare nascosto sotto le piastrelle in cella di alta sicurezza: scoppia il caso a Saluzzo (foto di repertorio)

Uno smartphone perfettamente funzionante e una scheda sim nascosti sotto i sanitari e le piastrelle di una cella occupata da detenuti sottoposti a regime di alta sicurezza. È quanto scoperto ieri nel carcere di Saluzzo, in provincia di Cuneo, nel corso di un controllo effettuato nella nona sezione dell’istituto.

A rendere noto il ritrovamento è il sindacato di polizia penitenziaria Osapp, che parla di un intervento avvenuto durante le verifiche ordinarie all’interno della struttura. Il dispositivo e la sim card erano occultati in modo tale da non essere immediatamente visibili, sotto elementi strutturali della cella.

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema dell’introduzione e dell’utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno delle carceri, fenomeno che da tempo rappresenta una delle principali criticità segnalate dai sindacati di categoria.

Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, punta il dito contro la situazione complessiva del sistema penitenziario. «Le carceri italiane sono fuori controllo», afferma, denunciando una condizione che definisce sempre più difficile per il personale. Beneduci spiega che gli agenti sono stanchi e che le condizioni operative stanno diventando sempre più insostenibili.

Secondo il sindacato, servono interventi urgenti. «Servono provvedimenti concreti e immediati», prosegue il segretario generale, indicando come priorità l’incremento dell’organico e l’adozione di strumenti più efficaci per il controllo dei detenuti. Beneduci conclude auspicando che l’amministrazione riconosca al personale la professionalità dimostrata in situazioni ritenute particolarmente critiche.

Il ritrovamento nel carcere di Saluzzo si inserisce in un quadro più ampio di tensioni e difficoltà segnalate dagli operatori penitenziari, soprattutto nei reparti ad alta sicurezza, dove il livello di vigilanza è massimo e ogni violazione delle regole interne assume un peso ancora maggiore.

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