La casa è silenziosa, le scale che collegano i due piani della villetta di Pessione sono ora sotto sequestro. È lì che, sabato mattina, si è consumata la tragedia costata la vita a Riccardo, cinque mesi appena. Una caduta, un malore improvviso della madre, poi la corsa disperata in ospedale. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto per consentire accertamenti completi. La donna, 40 anni, è iscritta nel registro degli indagati.
Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, la madre avrebbe perso i sensi mentre scendeva le scale con il piccolo in braccio. Un attimo, forse meno. Il tempo di uno svenimento. Poi la caduta lungo la rampa interna dell’abitazione a due livelli. Quando ha ripreso conoscenza era dolorante e disorientata. Alle 9.55 ha chiamato il 112 chiedendo aiuto.
La telefonata è ora al vaglio degli inquirenti, così come ogni passaggio di quei minuti concitati. I soccorritori sono arrivati rapidamente, ma la donna avrebbe rifiutato le cure. Poco dopo è giunto il marito, alla guida della sua auto, e insieme hanno raggiunto l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Il bambino è stato ricoverato in condizioni gravissime. La madre è rimasta accanto a lui giorno e notte fino a lunedì sera, quando i medici ne hanno dichiarato il decesso.
Il giorno successivo è scattata l’iscrizione nel registro degli indagati. Un passaggio tecnico, necessario per permettere alla donna di nominare consulenti e partecipare agli accertamenti irripetibili. I carabinieri hanno sequestrato il cellulare della quarantenne e hanno effettuato una perquisizione nella villetta per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
La difesa, affidata all’avvocato Roberto Macchia, sostiene la tesi della disgrazia domestica. La famiglia, a partire dal padre del piccolo, condivide questa versione. L’uomo, devastato dalla perdita del secondo figlio, non ha nominato un legale di parte offesa. Una scelta che pesa e che racconta una linea chiara: nessuna accusa interna, nessuna frattura familiare.
Resta però la necessità di chiarire ogni dettaglio. La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo del neonato per stabilire con esattezza le cause del decesso e verificare la compatibilità delle lesioni con la caduta dalle scale. Un esame fondamentale per definire tempi, modalità e conseguenze del trauma. La difesa ha nominato come consulente il medico legale Lorenzo Varetto, che seguirà gli accertamenti per conto della madre.

Gli investigatori stanno lavorando su più livelli. Da un lato la dinamica materiale: altezza dei gradini, eventuali punti d’urto, posizione del corpo al momento del ritrovamento. Dall’altro le condizioni della donna, che presenta segni compatibili con una caduta. Saranno valutati anche eventuali precedenti clinici, episodi di svenimento o fattori che possano aver provocato la perdita di coscienza. Una visita medico-legale potrebbe contribuire a chiarire lo stato fisico della quarantenne nelle ore successive al fatto.
L’attenzione si concentra anche sullo spazio temporale intercorso tra il malore e la richiesta di soccorso. La madre avrebbe dichiarato di non sapere quanto tempo sia rimasta priva di sensi. Un elemento che potrebbe risultare decisivo nella ricostruzione complessiva. I carabinieri stanno acquisendo ogni elemento utile, comprese eventuali registrazioni e dati telefonici, per fissare una linea temporale precisa.
Il contesto familiare, secondo quanto emerge, non presenterebbe criticità pregresse. Una famiglia inserita nel tessuto della frazione chierese, nessun precedente segnalato. Proprio per questo la vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, dove la notizia si è diffusa rapidamente lasciando spazio a sgomento e incredulità.
Dal punto di vista giuridico, l’ipotesi di omicidio colposo non implica automaticamente responsabilità. Si tratta di un passaggio formale che consente agli inquirenti di svolgere accertamenti completi in presenza di una morte avvenuta in ambito domestico e in circostanze da verificare. Solo gli esiti dell’autopsia e delle consulenze tecniche potranno orientare le conclusioni.
Intanto resta il dolore di una famiglia spezzata. Una casa che fino a pochi giorni fa custodiva la quotidianità di un neonato e che oggi è al centro di rilievi e verifiche. Le scale interne, diventate improvvisamente scenario di tragedia, rappresentano il punto da cui partire per ricostruire la verità. Se sia stata una fatalità o se emergeranno elementi diversi lo diranno le indagini.
Per ora c’è un fascicolo aperto, una madre indagata, un padre che le resta accanto e un bambino di cinque mesi che non c’è più.