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Cronaca

“Sono una soldatessa Usa, ti amo”: così sparivano i risparmi

Maxi truffa da 900mila euro, 22 indagati e un arresto: la rete operava in tutta Europa

“Sono una soldatessa Usa, ti amo”: così sparivano i risparmi

“Sono una soldatessa Usa, ti amo”: così sparivano i risparmi

Si presentava come una militare statunitense in missione all’estero. Foto in divisa, racconti credibili, modi rassicuranti. Un profilo social costruito con cura per agganciare le vittime e trascinarle in una relazione virtuale fatta di confidenze, promesse e progetti di vita insieme. Poi, al momento giusto, la richiesta di denaro. È il copione della maxi truffa sentimentale scoperta dalla Guardia di finanza di Cuneo, che ha portato a un arresto e a 22 persone indagate nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura. Il giro d’affari ricostruito dagli investigatori sfiora i 900mila euro, somme ora sequestrate.

L’inchiesta nasce dalla denuncia di una delle vittime. Un racconto che inizialmente poteva sembrare l’ennesima storia di raggiro online, ma che ha permesso di scoperchiare un sistema strutturato e con ramificazioni internazionali. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno seguito i flussi di denaro, analizzato segnalazioni antiriciclaggio, incrociato dati bancari e telematici, fino a delineare i contorni di un’organizzazione attiva in più Paesi europei, tra cui Italia, Portogallo, Lituania, Irlanda del Nord e Belgio.

Il meccanismo si muoveva su due direttrici. La prima era il cosiddetto romantic scam: un rapporto affettivo costruito online, alimentato giorno dopo giorno con messaggi, videochiamate, dichiarazioni d’amore. Le vittime venivano scelte tra persone sole o emotivamente fragili, contattate attraverso social network e piattaforme di messaggistica. Le fotografie utilizzate erano spesso rubate a militari o professionisti reali, ignari del furto d’identità. Quando il legame appariva consolidato, arrivava la richiesta di aiuto economico: spese mediche improvvise, costi per il rientro in Italia, problemi con il trasferimento di beni o eredità.

La seconda direttrice era quella degli investimenti in criptovalute. Una volta conquistata la fiducia, alle vittime veniva prospettata la possibilità di guadagni rapidi attraverso wallet digitali e piattaforme di trading. In realtà si trattava di siti fittizi o conti controllati dagli stessi truffatori. Il denaro versato spariva nel giro di poche ore, trasferito su una rete di conti correnti utilizzati per frammentare le somme e renderne più difficile la tracciabilità.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i soldi venivano fatti transitare su almeno 19 rapporti finanziari, tra Italia ed estero, con operazioni ripetute e studiate per schermare l’origine illecita dei fondi. Una strategia di riciclaggio che puntava a spezzare la catena dei controlli bancari e a confondere eventuali verifiche. Parte degli indagati risulta già detenuta per altri reati, segno di un contesto criminale più ampio.

Il quadro che emerge è quello di un’organizzazione capace di combinare competenze informatiche, tecniche persuasive e una struttura logistica articolata. Le conversazioni venivano gestite con attenzione, adattando il linguaggio al profilo della vittima. In alcuni casi le richieste di denaro erano graduali, quasi impercettibili; in altri si arrivava a bonifici di decine di migliaia di euro.

Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza della prevenzione. Diffidare di chi chiede soldi online, evitare di condividere dati personali o bancari, verificare sempre l’identità di interlocutori conosciuti solo in rete. Il fenomeno delle truffe sentimentali è in crescita e sfrutta la combinazione di isolamento sociale e facilità di accesso agli strumenti digitali.

Dietro un profilo affascinante può nascondersi una regia criminale. E dietro una promessa d’amore, un sistema capace di svuotare conti correnti in pochi clic.

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