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Cronaca

Sorveglianza speciale per il “Re dei Maranza”: stop ai video social e obbligo di soggiorno

Il Tribunale accoglie la proposta del Questore di Torino: tre anni di misura con divieto di diffondere contenuti online

Sorveglianza speciale

Sorveglianza speciale per il “Re dei Maranza”: stop ai video social e obbligo di soggiorno

Per milioni di follower era il “Re dei Maranza”. Per la magistratura torinese è un soggetto socialmente pericoloso. Il Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione ha accolto la proposta del Questore, applicando nei suoi confronti la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza e una prescrizione inedita: il divieto di comunicare o diffondere audio e video tramite internet, anche per interposta persona.

La misura arriva al termine di un’istruttoria condotta dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Torino, che ha ricostruito l’excursus criminale dell’uomo, divenuto noto sui social per video in cui esibiva comportamenti violenti, minacciosi e di aperta sfida verso l’autorità.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, nel corso degli anni il soggetto avrebbe posto in essere numerose condotte aggressive ai danni di persone ritenute vulnerabili: minorenni, anziani, titolari di piccoli esercizi commerciali. In diversi casi, le vittime – intimorite – non avrebbero sporto denuncia. Nei filmati, spesso trasmessi in diretta, l’uomo si rivolgeva alle persone con frasi di scherno e minacce, arrivando a dichiarare di non temere arresti o controlli.

In alcuni video invitava apertamente i follower a sfidare le forze dell’ordine, pubblicando veri e propri “tutorial” su come eludere i controlli. Una narrazione costruita per alimentare consenso e visualizzazioni, ma che secondo gli inquirenti avrebbe contribuito a diffondere un modello comportamentale improntato all’illegalità e all’intimidazione.

Tra gli episodi documentati anche un’aggressione a un controllore ferroviario. Alla richiesta di esibire il biglietto, l’uomo avrebbe reagito con tono minaccioso, arrivando a colpire il pubblico ufficiale con uno schiaffo al volto e facendogli cadere il cellulare. L’episodio, come altri, sarebbe stato ripreso e condiviso online, ottenendo migliaia di visualizzazioni.

Particolare clamore aveva suscitato un video pubblicato il 21 ottobre 2025, intitolato “aspettando la preda”, in cui l’uomo metteva in scena una sorta di spedizione punitiva nei confronti di un maestro di scuola dell’infanzia di Torino, accusato senza prove di maltrattamenti. Nel filmato il docente compariva in compagnia della figlia. L’episodio aveva sollevato indignazione e preoccupazione per il clima di gogna mediatica alimentato attraverso i social.

Secondo la Questura, la diffusione sistematica di queste “gesta” online avrebbe generato un concreto rischio di emulazione, soprattutto tra i più giovani, contribuendo ad alimentare il fenomeno delle cosiddette baby gang. I video, capaci di totalizzare milioni di visualizzazioni, avrebbero amplificato la portata offensiva delle condotte e rafforzato il messaggio di impunità.

La sorveglianza speciale è una misura di prevenzione applicata a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Comporta una serie di prescrizioni e limitazioni volte a controllarne i comportamenti e a prevenire la commissione di ulteriori reati. Nel caso specifico, il Tribunale ha ritenuto necessaria anche la limitazione dell’attività online, proprio per la centralità che i social rivestivano nella strategia comunicativa dell’uomo.

Per tre anni il “Re dei Maranza” dovrà attenersi alle rigide prescrizioni imposte, tra cui l’obbligo di soggiorno e il divieto di pubblicare o diffondere contenuti audio-video sul web. Una stretta significativa, che segna un precedente nell’utilizzo degli strumenti di prevenzione nei confronti di condotte amplificate attraverso i social network.

L’obiettivo, spiegano fonti investigative, è arginare una pericolosità ritenuta attuale e concreta, evitando che il circuito tra violenza reale e visibilità digitale continui a produrre effetti destabilizzanti.

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