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Cronaca
23 Febbraio 2026 - 11:05
Cinghiale e cuccioli travolti sulla provinciale tra Robassomero e Cirié (foto archivio)
Una madre di cinghiale e i suoi cuccioli distesi sull’asfalto, a pochi metri da una gelateria, lungo la provinciale che collega Robassomero a Cirié. Un’immagine cruda, rimasta per ore sotto gli occhi di automobilisti e residenti, diventata il simbolo di una doppia emergenza: la sicurezza stradale e la gestione degli interventi nei giorni festivi.
L’investimento è avvenuto nelle scorse ore su un tratto molto trafficato, proprio davanti alla gelateria Artite. Secondo le prime ricostruzioni, gli animali sarebbero stati travolti da un veicolo in transito a velocità sostenuta. L’impatto non avrebbe lasciato scampo alla femmina adulta e ai piccoli che la seguivano.
A documentare la scena è stata l’associazione LIDA Cirié Valli di Lanzo, che ha diffuso fotografie e segnalato pubblicamente il caso. Le carcasse sono rimaste a lungo sulla carreggiata o ai margini della strada. Solo nella mattinata successiva si sarebbe provveduto alla rimozione, ma restano da chiarire tempi e modalità dell’intervento. L’associazione riferisce di aver avviato contatti con il consorzio competente per ottenere spiegazioni.
Se confermato, il quadro solleverebbe un problema organizzativo. Secondo quanto riportato da LIDA, tra le ragioni del mancato intervento immediato vi sarebbe l’assenza di una struttura idonea per lo stoccaggio delle carcasse di fauna selvatica. Comune di Cirié e Cisa non disporrebbero di un’area adeguata. Una criticità che, nei fine settimana, renderebbe più complessa la gestione delle emergenze.

Il punto riguarda le competenze e la catena decisionale: chi interviene quando si verifica un investimento di animali selvatici fuori dagli orari ordinari? Quale ente coordina la rimozione? E con quali mezzi? In attesa di riscontri ufficiali da parte delle istituzioni coinvolte, resta la sensazione di un vuoto operativo che ha lasciato a terra, per ore, una scena che poteva essere gestita con maggiore tempestività.
Oltre al profilo etico, c’è quello della sicurezza stradale. L’impatto con animali di grossa taglia può avere conseguenze gravissime per gli automobilisti. La provinciale tra Robassomero e Cirié attraversa un’area di margine tra zone abitate e spazi verdi, dove la presenza di fauna selvatica non è episodica. Velocità sostenuta e scarsa visibilità possono trasformare un attraversamento improvviso in un rischio concreto.
L’associazione parla di episodi “sempre più frequenti” e chiede un sistema di intervento attivo anche nei fine settimana, con procedure chiare e personale reperibile. La richiesta è di istituire punti di raccolta adeguati per le carcasse e di definire una regia unica tra Comune, Asl, Cisa e forze dell’ordine.
La morte della famiglia di cinghiali diventa così il caso che riapre un tema più ampio: la convivenza tra infrastrutture e fauna selvatica, in territori dove l’espansione urbana si intreccia con aree naturali. E la capacità delle istituzioni di rispondere con rapidità quando l’emergenza si manifesta fuori dagli schemi ordinari.
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