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Cronaca
21 Febbraio 2026 - 13:53
Sette escursionisti bloccati nella neve: una notte di paura a 2.500 metri!
Una mattina di lavoro trasformata in corsa contro il tempo: sulle piste di Roburent, nel Cuneese, un operatore degli impianti sciistici di 61 anni è stato colpito alla testa mentre era in servizio. Le sue condizioni sono gravi. L’allerta è scattata immediatamente, con un dispiegamento di soccorsi che ha dovuto fare i conti non solo con la gravità del quadro clinico, ma anche con il meteo avverso.
Secondo le prime informazioni, l’uomo è stato colpito durante le operazioni di lavoro in area impianti. I dettagli della dinamica restano al momento da chiarire con precisione: il perimetro dell’area è stato messo in sicurezza e gli accertamenti sono in corso per ricostruire ogni passaggio. In questi contesti, il margine tra routine e rischio è sottile e la fase di raccolta delle testimonianze è essenziale per definire eventuali concause e responsabilità.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza medicalizzata del 118, che ha prestato le prime cure direttamente sulle piste e predisposto il trasferimento in ospedale in codice rosso, indicativo della massima urgenza. In un primo momento è stato richiesto l’elisoccorso dall’Aeroporto di Cuneo - Levaldigi, ma l’elicottero non è riuscito a decollare a causa della fitta nebbia che, in queste ore, avvolge la zona. È stato quindi attivato un secondo elicottero, partito da Albenga, a testimonianza di una macchina dei soccorsi che ha reagito rapidamente, adattando il protocollo alle condizioni meteo.
Tecnici e forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto. La priorità è stabilire con esattezza le circostanze dell’infortunio: verifiche sull’area, analisi delle procedure in atto al momento dell’impatto, eventuale controllo di dispositivi e attrezzature. È una prassi che non riguarda solo l’attribuzione di eventuali responsabilità, ma anche la prevenzione: ogni incidente, specie in ambienti complessi come gli impianti sciistici, diventa un banco di prova per rafforzare la cultura della sicurezza e affinare i protocolli operativi.
La fitta nebbia che ha impedito il decollo del primo elicottero è il dettaglio che racconta il resto: in montagna le condizioni possono mutare rapidamente, influenzando non soltanto la fruizione delle piste, ma anche l’efficacia e i tempi dei soccorsi. La doppia attivazione dell’elisoccorso mostra un sistema flessibile, ma ricorda quanto sia cruciale pianificare in funzione del meteo, specie nei periodi di maggiore affluenza in quota.

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