AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
20 Febbraio 2026 - 12:00
Razzi in campo e laser contro il portiere: cinque Daspo a Torino dopo gli episodi allo stadio
Razzi lanciati sugli spalti e in campo, un puntatore laser puntato al volto di un portiere. Non cori, non striscioni. Ma gesti che trasformano una partita di calcio in un rischio per l’incolumità di migliaia di persone. Per questo il Questore di Torino ha firmato cinque D.A.SPO., uno strumento che mira a tenere lontano dagli stadi chi, durante un evento sportivo, mette in pericolo la sicurezza pubblica.
I provvedimenti riguardano quattro tifosi del Torino F.C. e un minorenne appartenente alla tifoseria juventina. Gli episodi contestati risalgono a due partite disputate nel mese di dicembre 2025.
Il primo caso si è verificato il 15 dicembre scorso allo stadio “Olimpico Grande Torino”, durante l’incontro “Torino – Cremonese”. Nel corso del secondo tempo, alcuni sostenitori granata si sono resi responsabili dell’accensione e del lancio di sei razzi pirotecnici. Gli artifizi sono stati diretti sia sugli spalti sia verso il terreno di gioco.
Un comportamento che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha determinato un concreto pericolo per spettatori e addetti ai lavori. I razzi avrebbero potuto provocare ustioni o lesioni, sia tra il pubblico sia tra i calciatori in campo. Un gesto che va oltre la coreografia da stadio e rientra a pieno titolo tra le condotte considerate pericolose dalla normativa sull’ordine pubblico negli eventi sportivi.
Le indagini della Divisione Anticrimine della Questura hanno consentito di identificare i responsabili, nei cui confronti è stato emesso il divieto di accesso agli impianti sportivi per un anno.
Il quinto Daspo riguarda invece un episodio avvenuto il 10 dicembre 2025 allo “Allianz Stadium”, durante la partita “Juventus – Pafos”. In quell’occasione un minorenne, appartenente alla tifoseria bianconera, avrebbe utilizzato un puntatore laser con luce verde, indirizzandolo verso la tifoseria ospite e, in particolare, verso il portiere della squadra avversaria, mirando al volto.

Secondo quanto riferito, il ragazzo non avrebbe interrotto il comportamento neppure dopo i ripetuti richiami dello speaker dello stadio, che invitava a non utilizzare l’oggetto. L’uso di puntatori laser in ambito sportivo è considerato particolarmente insidioso: un fascio luminoso diretto agli occhi può provocare danni temporanei alla vista e compromettere la concentrazione dell’atleta, oltre a rappresentare un rischio per la sicurezza complessiva dell’evento.
Anche nei confronti del minorenne è stato disposto un Daspo della durata di un anno. Il provvedimento, che può essere applicato anche a soggetti non maggiorenni, ha natura preventiva e mira a impedire l’accesso agli stadi a chi si sia reso protagonista di comportamenti ritenuti pericolosi o violenti.
Il Daspo – acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive – è uno degli strumenti principali per il contrasto alle condotte che turbano l’ordine pubblico durante gli eventi calcistici. Non si tratta di una sanzione penale in senso stretto, ma di una misura amministrativa che può essere adottata dal Questore nei confronti di chi abbia creato o possa creare situazioni di rischio.
L’obiettivo è duplice: colpire i singoli responsabili e garantire la regolare fruizione dell’evento sportivo agli altri spettatori. Negli ultimi anni le autorità hanno intensificato l’attenzione su episodi legati all’uso di materiale pirotecnico e di oggetti pericolosi all’interno degli stadi, considerati fattori di potenziale escalation.
Gli episodi di dicembre riaccendono il tema della sicurezza negli impianti sportivi torinesi, dove la presenza di migliaia di tifosi impone un controllo costante. La linea della Questura è chiara: tolleranza zero per chi trasforma il tifo in un rischio per gli altri.
Un anno lontano dagli stadi può sembrare una sanzione contenuta, ma rappresenta un segnale preciso. Il calcio resta uno spettacolo collettivo, ma la passione non può diventare pretesto per mettere in pericolo giocatori, tifosi e operatori. E quando accade, la risposta arriva prima ancora del fischio d’inizio della partita successiva.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.