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Cronaca
20 Febbraio 2026 - 10:25
Torino, chiesto il processo per l’omicidio di “Dan”: a giudizio il connazionale accusato di averlo ucciso con una forbice
Un appartamento nel quartiere Aurora, una lite finita nel sangue e una forbice trasformata in arma. A quasi un anno dall’omicidio di Liu Janwei, detto “Dan”, la Procura di Torino chiede il rinvio a giudizio di Hu Libin, ritenuto il responsabile dell’aggressione mortale avvenuta il 7 marzo scorso in via Lauro Rossi.
Oggi davanti al giudice dell’udienza preliminare si apre un passaggio decisivo per l’inchiesta. L’imputato, assistito dagli avvocati Fulvio Violo e Marta Battaglino, dovrà rispondere dell’accusa di omicidio. La pubblico ministero Antonella Barbera ha chiesto che il procedimento approdi al dibattimento.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Liu Janwei sarebbe stato colpito più volte con una forbice utilizzata come arma da taglio. I fendenti, inferti in un appartamento della zona nord della città, non gli hanno lasciato scampo. Quando i soccorsi sono arrivati, per l’uomo non c’era più nulla da fare.
Le indagini si sono concentrate fin da subito sull’ambiente delle relazioni tra connazionali e su una possibile matrice economica del delitto. All’interno dell’abitazione sarebbero stati trovati quaderni con elenchi di nomi e cifre, ritenuti dagli investigatori riferibili a una gestione di prestiti di denaro. Un dettaglio che si inserisce nell’ipotesi accusatoria di un contesto segnato da debiti e pressioni economiche.

In particolare, secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe avuto un debito di 17.800 euro nei confronti della vittima. Un elemento che, nell’impianto della Procura, rappresenterebbe uno dei possibili moventi alla base dell’aggressione. Gli accertamenti hanno preso in esame anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, ritenute utili a ricostruire i movimenti prima e dopo il delitto.
La figura di Liu Janwei, per gli inquirenti, si collocherebbe in un contesto più ampio legato a presunte attività di prestiti di denaro tra connazionali. La vittima risultava già nota alle forze dell’ordine: nel 2021 era stata denunciata dai Carabinieri di Saint Vincent per rapina e tentata estorsione, in un episodio collegato al mondo del gioco d’azzardo.
È su questo sfondo che si inserisce l’ipotesi investigativa della Procura, secondo cui l’omicidio maturerebbe in un ambiente caratterizzato da rapporti economici opachi e tensioni legate alla restituzione del denaro. Sarà però il giudice dell’udienza preliminare a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per aprire un processo.
Il quartiere Aurora, dove il delitto si è consumato, resta segnato da una vicenda che aveva suscitato allarme e interrogativi. L’arma – una forbice – e la violenza dell’aggressione avevano colpito per la brutalità dell’episodio.
Ora la parola passa al giudice. Se verrà disposto il rinvio a giudizio, il caso approderà in aula per l’esame delle prove e il confronto tra accusa e difesa. Un passaggio che potrebbe fare luce definitiva su quanto accaduto in quell’appartamento di via Lauro Rossi, dove una controversia economica – secondo l’accusa – si sarebbe trasformata in omicidio.
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