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20 Febbraio 2026 - 10:27
Canavese, paura nelle frazioni di Cuorgnè: incursioni a Salto e Nava
Si respira un clima di paura a Salto. Un numero impressionante di case è stata presa d’assalto dai ladri la sera di mercoledì 18 febbraio ed i residenti temono altre incursioni.
Nel giro di poche ore sono state almeno sette od otto le abitazioni in cui i malviventi hanno tentato di entrare, in alcuni casi riuscendoci, in altri no. La zona in cui sono avvenuti i fatti è quella compresa tra Via Silvio Pellico, Via Monte Colombo e Via del Castello… almeno per quanto se n’è saputo finora.
La frazione cuorgnatese non è nuova a questo genere di violenze: i furti sono purtroppo frequenti. Così tanti in poche ore fanno tuttavia impressione ed inducono i residenti ad una costante attenzione verso quel che succede loro intorno. Non è bello vivere nella preoccupazione e non è bello nemmeno trovarsi a diffidare di tutto e tutti ma è ciò che succede quando una zona viene messa sotto una pressione troppo forte.
L’allarme è scattato poco dopo le 20,30 quando i ladri hanno tentato di entrare in un edificio che probabilmente credevano vuoto. Non era così e chi si trovava all’interno si è reso conto che qualcosa non andava, ha acceso tutte le luci e messo in fuga i malviventi, che sono corsi verso la contigua strada Provinciale o, dopo aver scavalcato le recinzioni delle case vicine, verso il boscoso versante della collina che delimita a monte Via del Castello. Vengono avvisati i carabinieri mentre la notizia si diffonde immediatamente nel vicinato: qualcuno tenta di inseguire i ladri ma nel folto è facile far perdere le proprie tracce. Più o meno in quei momenti o poco più tardi, veniva tentato l’assalto a tre edifici di Via del Castello ma anche in questi casi il tentativo falliva: i proprietari, già sull’avviso, accendevano anch’essi tutte le luci e si precipitavano all’esterno pronti a scacciare i malviventi a suon di bastonate.
Si è poi saputo di altri assalti a Nava, la frazione situata sopra Salto, ma sembra difficile pensare che i ladri siano saliti nel buio attraverso i sentieri! Forse ad operare non è stato un solo gruppo ma due o tre collegati fra loro.
Tornando all’area fra Via Pellico e Via Monte Colombo, il tentato furto delle 20 e trenta in realtà era stato preceduto da un altro, avvenuto meno di due ore prima in una villetta i cui proprietari erano usciti per poi rientrare intorno alle 21,30 ritrovandosi la casa a soqquadro. L’antifurto era scattato ma si era subito spento.
Non basta: altre due abitazioni poco distanti sono state invase e messe sottosopra la stessa sera senza – parrebbe – che sia stato sottratto nulla di particolarmente importante. Non è chiaro se sia successo nel medesimo lasso di tempo o più tardi rispetto alle altre: in casa non c’era nessuno.
Giovedì mattina un’altra intrusione (solo una?) si è verificata più oltre, in Località Biancetta.
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Ora l’intera frazione è sul chi vive e si chiede con quale genere di delinquenti abbia avuto a che fare: criminali del posto, che conoscono bene le abitudini di tutti, o ladri “in trasferta” per effettuare furti seriali dopo un’osservazione durata pochi gjorni? Tutte queste intrusioni erano preventivate dall’inizio o si è trattato di una scelta effettuata sul momento per rimediare allo scarso bottino? Il tempismo con cui hanno agito nel primo edificio farebbe presupporre una buona organizzazione ma se davvero – come da più parti si afferma – cercavano solo oro, argento e soldi, cosa li aveva indotti a pensare di trovarli? Ormai pochi tengono in casa quantità rilevanti di denaro contante e chi ha oggetti d’oro li custodisce nelle cassette di sicurezza!
Quel che è stato possibile ricostruire è il percorso effettuato per raggiungere il primo degli obiettivi: i ladri, almeno quattro, sono arrivati attraverso i prati, sbucando su Via Monte Colombo là dove inizia il vecchio sentiero per Priacco. Proprio in quel punto al mattino, verso le 11,30, un’auto bianca (si direbbe una Dacia) si era fermata, aveva fatto scendere due uomini avviatisi lungo il sentiero ed era ripartita. Un caso oppure no? Qualcuno si è ricordato di aver notato una o due sere prima un furgoncino bianco fermo nella via (e l’allarme su quel tipo di automezzo era stato lanciato già in altri Comuni), altri del passaggio di uno sconosciuto con cane al guinzaglio che si guardava molto in giro. Insomma, tutti costretti a trasformarsi in detective per cercare indizi utili agli inquirenti. Nel frattempo si sono intensificati i giri di Carabinieri e Polizia Municipale ma con le forze dell’ordine perennemente sotto organico è difficile sperare in una presenza costante... e questo i delinquenti lo sanno.
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