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Cronaca

Paura sul treno a Caluso: giovane con coltello tenta di aggredire i carabinieri

Stazione di Caluso, lunedì mattina: capotreno allerta, macchinista blocca la partenza, carabinieri intervengono in pochi minuti

Paura sul treno a Caluso

Paura sul treno a Caluso: giovane con coltello tenta di aggredire i carabinieri

Il treno non riparte. Le porte restano chiuse, i passeggeri trattengono il fiato. Sulla banchina della stazione di Caluso un ragazzo brandisce un coltello al termine di una lite con la fidanzata. Urla, concitazione, poi la chiamata ai carabinieri. È una mattina qualunque di pendolarismo che si trasforma in pochi minuti in un episodio di paura collettiva.

È accaduto lunedì scorso. Il convoglio era fermo in stazione quando il capotreno, resosi conto di quanto stava accadendo, ha dato l’allarme. Il macchinista ha scelto di non ripartire, attendendo l’arrivo delle forze dell’ordine. Una decisione che ha evitato conseguenze peggiori.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri della stazione di Caluso. Il giovane, un ventenne identificato come L.S., disoccupato e residente in paese, avrebbe reagito con violenza anche nei confronti dei militari, tentando di avvicinarsi con il coltello in mano. Dopo momenti di tensione è stato bloccato e disarmato. L’arma è stata sequestrata.

Il treno è rimasto fermo oltre mezz’ora, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione. Nessuno è rimasto ferito, ma tra i passeggeri la paura è stata evidente fino all’arrivo degli uomini in divisa.

Il ventenne è stato arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e interruzione di pubblico servizio. Si trova ora agli arresti domiciliari, in attesa della convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Ivrea.

Non si tratterebbe di un episodio isolato. Nonostante la giovane età, il ragazzo avrebbe già precedenti e in passato il suo comportamento aggressivo avrebbe creato problemi tra i pendolari che ogni giorno gravitano attorno alla stazione calusiese.

Il suo nome era già circolato anche per un’altra vicenda che aveva scosso il paese. Un pastore belga Malinois, di sua proprietà, era stato trovato in condizioni non adeguate, custodito in una cantina e privo di microchip. L’animale, affamato, era riuscito a fuggire. Recuperato dai volontari del canile di Caluso, al termine delle procedure previste era stato dato in adozione.

In quel periodo i residenti delle principali vie che conducono alla stazione avevano segnalato la presenza del cane insieme a un altro esemplare della stessa razza. Quest’ultimo, dotato di microchip, era stato restituito al proprietario. I due animali avevano però generato preoccupazione per comportamenti ritenuti aggressivi. Una donna era stata morsicata e aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso di Chivasso.

Intanto la zona della stazione continua a essere osservata speciale. Da quando l’Associazione nazionale carabinieri in congedo ha lasciato i locali dell’ex biglietteria, l’area viene percepita da alcuni residenti come meno presidiata. Frequentazioni considerate problematiche e piccoli episodi di degrado hanno alimentato un clima di inquietudine.

I carabinieri hanno intensificato i controlli, ma le segnalazioni non mancano. In via Vittorio Veneto, asse principale verso lo scalo ferroviario, i residenti lamentano da tempo situazioni di tensione legate a un nucleo familiare già al centro di interventi delle forze dell’ordine e dei sanitari. Nei giorni scorsi sarebbe stato necessario anche l’arrivo di un’ambulanza. Dopo la presentazione di una querela da parte dei vicini, sono in corso accertamenti.

Anche alcuni commercianti della zona esprimono preoccupazione per il clima che si respira attorno alla stazione, snodo fondamentale per i lavoratori e gli studenti diretti verso Torino e il Canavese.

L’episodio di lunedì riaccende così il dibattito sulla sicurezza in un’area che rappresenta un punto strategico per la “città del vino”, ma che negli ultimi mesi è tornata al centro delle cronache locali. Questa volta è finita senza feriti. Ma la scena di un coltello brandito su una banchina affollata resta impressa nella memoria di chi era su quel treno.

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