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Cronaca

Influencer ferita e finita in coma, il marito rinviato a giudizio per tentato omicidio: il caso Siu arriva in aula

Dalla ferita al petto del maggio 2024 alle versioni contrastanti: il processo a Jonathan Maldonato inizierà il 18 giugno

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Influencer ferita e finita in coma, il marito rinviato a giudizio per tentato omicidio: il caso Siu arriva in aula

Sarà un’aula di tribunale a cercare di fare chiarezza su una vicenda che da quasi due anni resta avvolta da interrogativi. Il gup di Biella ha disposto il rinvio a giudizio di Jonathan Maldonato, 39 anni, con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie, la trentaduenne Soukaina El Basri, conosciuta sui social con il nome di Siu. Il dibattimento si aprirà il prossimo 18 giugno.

I fatti risalgono al 16 maggio 2024, quando la donna venne soccorsa nella loro abitazione di Chiavazza, nel Biellese, per una grave ferita al petto. Le sue condizioni apparvero subito critiche. Trasportata d’urgenza in ospedale, entrò in coma. Ai medici, nelle prime fasi del ricovero, avrebbe parlato di una caduta. Una versione che, però, non convinse pienamente i sanitari, anche alla luce della natura e della profondità della lesione.

La Procura avviò immediatamente le indagini. L’attenzione si concentrò sul marito, che venne iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di tentato omicidio. Secondo l’impostazione accusatoria, la ferita non sarebbe compatibile con un incidente domestico. Maldonato, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che si sarebbe trattato di un gesto di autolesionismo compiuto dalla moglie.

Un elemento che ha alimentato dubbi e ipotesi è l’assenza dell’arma. Nella villetta di Chiavazza non è mai stato rinvenuto il presunto oggetto utilizzato per provocare la ferita. Un vuoto investigativo che ha pesato nella fase delle indagini preliminari e che sarà uno dei punti centrali del confronto in aula.

Dopo il ricovero e il lungo periodo in ospedale, Soukaina El Basri si è risvegliata dal coma. Nei successivi colloqui con i magistrati non avrebbe mai fornito una ricostruzione univoca e dettagliata dell’accaduto. Una circostanza che ha contribuito a mantenere il caso in una zona grigia, tra dichiarazioni iniziali, silenzi e versioni divergenti.

Nelle ore immediatamente successive al fatto, il marito era stato sottoposto ad arresto. Tuttavia, la misura non venne convalidata. Successivamente nei suoi confronti fu applicato il braccialetto elettronico, nell’ambito di una misura cautelare che è rimasta in vigore fino alla scadenza dei termini, nella tarda primavera del 2025.

Il rinvio a giudizio segna ora un passaggio decisivo. Sarà il processo a stabilire se vi siano prove sufficienti per sostenere l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti, o se le tesi difensive troveranno conferma. Il procedimento si annuncia complesso, anche per la natura delle prove e per il peso delle testimonianze.

La vicenda aveva suscitato forte attenzione mediatica fin dall’inizio, anche per la notorietà della donna sui social. Con il nome di Siu, Soukaina El Basri aveva costruito una presenza digitale seguita da migliaia di utenti. Il contrasto tra l’immagine pubblica e quanto accaduto tra le mura domestiche ha amplificato l’interesse attorno al caso.

Ora la parola passa ai giudici. A partire dal 18 giugno, in aula verranno ripercorsi i momenti di quella sera di maggio, analizzati i referti medici, ascoltati eventuali testimoni e valutate le perizie tecniche. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: l’imputato dovrà essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.

A quasi due anni dai fatti, il caso Siu entra così nella sua fase cruciale. Un processo chiamato a fare luce su una ferita che non è solo fisica, ma anche giudiziaria, e su una verità che finora non ha trovato una versione condivisa.

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