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Cronaca
18 Febbraio 2026 - 12:44
Valanga di prodotti pericolosi nei negozi: 7.700 articoli sequestrati, scatta il blitz della Finanza nel Vercellese (foto archivio)
Oltre settemila prodotti finiti sotto sequestro in meno di due mesi. Giocattoli, bigiotteria, articoli di Carnevale privi di etichette o di indicazioni conformi alle norme di sicurezza. È il bilancio dei controlli intensificati dalla Guardia di finanza di Vercelli tra gennaio e febbraio nell’ambito delle attività di tutela del consumatore e della legalità economica.
I Reparti del Corpo hanno sequestrato amministrativamente più di 7.700 articoli risultati non conformi alla normativa. Prodotti esposti sugli scaffali di esercizi commerciali della provincia ma sprovvisti delle informazioni obbligatorie, come l’indicazione del produttore, la provenienza o le avvertenze di sicurezza, elementi fondamentali soprattutto quando si tratta di oggetti destinati ai bambini.
Gli ultimi due interventi, condotti dai Finanzieri del Gruppo di Vercelli in diversi comuni del territorio, si inseriscono in un piano di controllo più ampio volto a contrastare la commercializzazione di merce contraffatta, irregolare o potenzialmente pericolosa.
Nel mirino, in particolare, giocattoli e articoli legati al periodo carnevalesco, tipicamente caratterizzati da un’alta richiesta stagionale. In questi contesti il rischio di immettere sul mercato prodotti a basso costo e di dubbia qualità aumenta, così come la possibilità che manchino i requisiti minimi di sicurezza.
I responsabili degli esercizi risultati non in regola sono stati segnalati alla Camera di Commercio “Monte Rosa, Laghi, Alto Piemonte”, competente per l’accertamento delle violazioni e l’eventuale irrogazione delle sanzioni amministrative. Le multe previste possono variare da un minimo di 516 euro fino a un massimo di 25.823 euro, a seconda della gravità e della quantità della merce irregolare.
Non solo negozi fisici. Nell’ambito della stessa cornice operativa, la Guardia di finanza ha applicato sanzioni anche nei confronti di soggetti che hanno acquistato consapevolmente tramite piattaforme online beni contraffatti recanti loghi di marchi di abbigliamento. In questi casi si è fatto riferimento all’articolo 1, comma 7, del decreto legge 14 marzo 2005, n. 35, che prevede specifiche misure per chi compra prodotti falsi.
Il fenomeno della contraffazione e della vendita di articoli non sicuri non riguarda più soltanto i mercati rionali o i negozi tradizionali. Le piattaforme digitali e i social network rappresentano oggi un canale di diffusione capillare, spesso difficile da monitorare in tempo reale. Proprio per questo il settore della sicurezza prodotti e del contrasto alle pratiche commerciali scorrette, anche via internet, è diventato un ambito prioritario per il Corpo.

L’obiettivo dichiarato è duplice. Da un lato tutelare l’incolumità del consumatore finale, evitando che entri in contatto con oggetti potenzialmente dannosi o non conformi agli standard europei. Dall’altro garantire la correttezza delle regole del mercato, proteggendo la proprietà intellettuale e le imprese che operano nel rispetto della normativa.
La mancanza di etichette o di indicazioni obbligatorie non è un dettaglio formale. Per i giocattoli, ad esempio, le norme europee prevedono requisiti stringenti in materia di materiali, componenti chimiche, parti staccabili e rischio soffocamento. L’assenza di informazioni chiare può nascondere l’utilizzo di sostanze non consentite o la mancata certificazione di sicurezza.
Analogamente, la bigiotteria priva di indicazioni può contenere metalli pesanti o allergeni in quantità superiori ai limiti consentiti. L’intervento preventivo delle forze dell’ordine mira proprio a intercettare questi rischi prima che si traducano in danni concreti.
Il dispositivo messo in campo dalla Guardia di finanza di Vercelli si inserisce in una strategia nazionale che punta a rafforzare i controlli sul territorio, soprattutto nei periodi di maggiore consumo. L’intensificazione delle verifiche tra gennaio e febbraio rappresenta un segnale chiaro: la vigilanza sul rispetto delle norme non si limita alle grandi operazioni contro la criminalità organizzata, ma passa anche attraverso il controllo quotidiano delle attività commerciali.
Il bilancio dei primi mesi dell’anno, con oltre 7.700 prodotti sottratti al mercato, offre una fotografia di un fenomeno ancora diffuso. Un numero che evidenzia come l’attenzione resti alta su un settore in cui il confine tra risparmio e rischio può essere sottile.
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