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13 Febbraio 2026 - 10:46
Genitore irrompe in campo e colpisce un 14enne:
Un adulto che scende dagli spalti, entra in campo e colpisce un giocatore minorenne alle spalle. È l’immagine che ha segnato la partita Under 14 della European Youth Basketball League tra Buba Basket Sofia e Academy Istanbul, disputata a Roma, all’arena Altero Felici di via Flaminia, impianto della Stella Azzurra Roma.
L’episodio, ripreso in un video circolato tra i presenti, mostra il momento in cui, dopo una reazione tra due ragazzi in campo, un uomo entra dal lato destro del parquet e si dirige verso il punto in cui il clima è già teso. In pochi secondi raggiunge un giovane dell’Academy Istanbul e lo colpisce alle spalle, innescando una nuova rissa che coinvolge altri adulti.
Un gesto che ha trasformato una competizione giovanile in una scena di caos, durante un torneo internazionale paragonato, per importanza nel settore, alla Youth Champions League del calcio.
La reazione non si è fatta attendere. La European Youth Basketball League (EYBL) ha aperto una revisione disciplinare interna e, al termine dell’analisi, ha comunicato le proprie decisioni. Nel comunicato ufficiale si legge: «A seguito dell’incidente avvenuto durante la partita U14 tra Academy Istanbul e Buba Basket Sofia a Roma, la European Youth Basketball League ha completato la propria revisione disciplinare interna. Il club Buba Basket Sofia ha collaborato pienamente durante tutto il processo e la questione è attualmente gestita dalle autorità locali competenti. L’EYBL, in quanto organizzazione sportiva e non organo investigativo penale, ha adottato le seguenti decisioni disciplinari nell’ambito della propria giurisdizione: la squadra U14 del Buba Basket Sofia è squalificata dalla partecipazione all’EYBL per il resto della stagione 2025/2026. Lo spettatore adulto che ha colpito un giocatore è bandito a vita da tutti gli eventi EYBL. Tutti i genitori che sono entrati in campo da entrambe le squadre sono sospesi per un anno dall’assistere alle partite EYBL».
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La sanzione più grave riguarda proprio l’adulto protagonista dell’aggressione: bandito a vita da ogni evento organizzato dalla lega. Una misura drastica che fotografa la gravità dell’accaduto.
Anche il Buba Basketball ha preso posizione con una nota ufficiale. «Non tolleriamo l’aggressività in campo e formiamo i nostri atleti ai valori del rispetto, della disciplina, del fair play e della sportività. Buba Basketball prende le distanze e non giustifica il coinvolgimento dei genitori della nostra squadra, così come qualsiasi forma di insulto, provocazione o comportamento antisportivo — sia in campo che sugli spalti. Tali azioni sono inaccettabili e contraddicono i valori che rappresentiamo ogni giorno come società», si legge nel comunicato diffuso dopo la squalifica.
Il club bulgaro ha poi aggiunto: «Dichiariamo con chiarezza che non permetteremo che simili episodi danneggino la reputazione di Buba Basketball, una reputazione costruita con il duro lavoro, la costanza e la dedizione della dirigenza, dei nostri allenatori e soprattutto dei nostri giocatori, che dimostrano ogni giorno che lo sport è una scuola di carattere, rispetto e responsabilità. Nel momento di maggiore tensione in campo, gli staff tecnici di entrambe le squadre hanno reagito immediatamente e, insieme ai team di supporto delle due accademie, hanno riportato la situazione sotto controllo, evitando un’ulteriore escalation. Non è stato necessario l’intervento della polizia. Buba Basketball e Academy Istanbul hanno tradizionalmente mantenuto rapporti molto solidi e amichevoli. Rispettiamo il loro lavoro e ci relazioniamo con loro con sincera stima, perché crediamo che la vera competizione sportiva debba sempre andare di pari passo con il rispetto e l’integrità».
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Secondo quanto comunicato, la questione è ora nelle mani delle autorità locali competenti. Sul piano sportivo, però, le conseguenze sono già pesanti: esclusione immediata dal torneo per la squadra Under 14 del Buba Basket Sofia, sospensione per un anno per tutti i genitori entrati in campo e squalifica a vita per l’adulto che ha colpito il giovane atleta.
Una partita giovanile, nata per formare ragazzi al confronto e al rispetto, si è così trasformata in un caso disciplinare internazionale che riapre il dibattito sul ruolo degli adulti nello sport minorile.
LA VOCE DEL CANAVESE
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